• Testo RISOLUZIONE CONCLUSIVA

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Atto a cui si riferisce:
C.8/00248 Risoluzione conclusiva 8-00248presentato daSANI Lucatesto diGiovedì 20 luglio 2017 in Commissione XIII (Agricoltura) 7-01314 Sani: Iniziative per la tutela della quota di pesca...



Atto Camera

Risoluzione conclusiva 8-00248presentato daSANI Lucatesto diGiovedì 20 luglio 2017 in Commissione XIII (Agricoltura)

7-01314 Sani: Iniziative per la tutela della quota di pesca italiana del pesce spada.

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

  La XIII Commissione,
   premesso che:
    al meeting annuale ICCAT tenutosi tra il 14 e il 21 novembre 2016, con la raccomandazione 16-051, le parti contraenti hanno adottato un nuovo piano pluriennale di gestione e tutela dello stock Mediterraneo del pesce spada, che prevede l'introduzione del TAC (10.500 tonnellate), a partire dal 2017 e la progressiva riduzione del medesimo, per un 3 per cento annuo, nel quinquennio 2018-2022, venendo rimandata ad un momento successivo la ripartizione del TAC;
    già in quella sede, l'Italia aveva palesato evidenti criticità rispetto alla mancata fissazione dei criteri di distribuzione del contingente internazionale di cattura, almeno tra le Parti contraenti interessate;
    nella successiva riunione del 20-22 febbraio 2017 del gruppo di lavoro intermedio Iccat, le Parti contraenti Iccat hanno adottato lo schema di ripartizione del TAC assumendo, quale base di calcolo, la media dei livelli di cattura maturati per il periodo 2010-2014 con qualche aggiustamento per garantire i livelli minimi di cattura ad alcuni piccoli Paesi;
    in tale circostanza, l'Italia è stato l'unico Stato membro dell'Unione europea ad opporsi, in maniera chiara ed inequivocabile, al compromesso avallato dalla Commissione europea e dagli altri Stati membri interessati, atteso che la percentuale spettante alla stessa Unione europea veniva già così ridotta di ben 5 punti, a vantaggio di altri Paesi del Mediterraneo (Algeria, Marocco e soprattutto Turchia);
    il 6 marzo 2017, in sede di riunione del Consiglio dell'Unione europea, il Governo italiano ha lamentato gli esiti del negoziato tecnico in sede Iccat che hanno portato a una riduzione della quota dell'Unione europea dal 75 per cento al 70 per cento del TAC complessivo. In tale sede, il Governo italiano, rivendicando che l'Italia e il Paese con la più grande flotta dedicata al pesce spada in seno all'Unione, ha chiesto al commissario la giusta attenzione al nostro Paese;
    il 15 marzo 2017, nell'ambito di incontri tecnici a Bruxelles, tenutosi su iniziativa italiana, è stata sottolinea l'importanza della pesca del pesce spada per l'Italia e si è richiesta la giusta attenzione agli interessi italiani;
    il 21 marzo 2017, nell'ambito di un incontro tecnico, la Commissione europea ha accettato la proposta spagnola di applicare, a livello europeo, una base di calcolo tale da escludere le annualità 2010-2011, considerando il solo periodo 2012-2015;
    tale proposta si basava sull'assunto che, nel biennio 2010-2011, le statistiche fossero viziate dalle pratiche illegali di pesca con le reti derivanti;
    l'assunto è del tutto privo di attendibilità, in quanto tutti i dati di cattura trasmessi in quegli anni ai vari organismi internazionali (Commissione europea, Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo-CGPM e ICCAT) non sono mai stati oggetto di contestazione e ad oggi nessuna procedura di infrazione con l'Unione europea è in corso;
    inoltre, il biennio 2010-2011 risulta essere quello più positivo per l'Italia ed è dunque palese che ogni modifica della serie storica 2010-2014 comporterebbe un danno non indifferente alla flotta italiana;
    lo scarto temporale tra le due diverse serie storiche prese in considerazione dall'Iccat e dalla Commissione europea appare, infatti, particolarmente rilevante per l'Italia, che nel biennio 2010-2011 (esclusi in sede europea), ha realizzato, rispettivamente, un pescato di 6.022 e 5.274 tonnellate;
    nell'ambito dell'incontro tecnico del 21 marzo 2017 da ultimo richiamato, la delegazione italiana, ivi presente, ha manifestato il proprio dissenso, ma è rimasta del tutto isolata, risultando favorite da tale decisione la Spagna e la Grecia, mentre gli Stati membri interessati più piccoli sono rimasti comunque soddisfatti dalla ripartizione attuata senza contraddittorio;
    in data 11 aprile 2017, lo Stato italiano ha formalizzato ai più alti livelli amministrativi non solo le preoccupazioni per la pesca italiana, ma anche la pretestuosità dei presupposti su cui si è basata la Commissione europea nella sua bozza di proposta, oltre al proprio dissenso agli esiti, ritenuti inaccettabili, di quello che, ad oggi, rimane l'unico incontro tecnico tenutosi, in ambito di Unione europea, sulla delicata vicenda;
    in data 18 aprile 2017, le Parti contraenti Iccat hanno approvato formalmente la suddivisone del TAC adottata due mesi prima a Madrid: il TAC dell'Unione europea per il 2017 è, quindi, ufficializzato a circa 7.418 tonnellate, pari cioè a circa il 70 per cento di quello internazionale;
    in data 20 aprile 2017, si è svolta una sorta di bilaterale tecnica a Bruxelles, nel corso della quale la Commissione europea, dopo aver formulato riscontri di rito alle doglianze del nostro Paese, ha aperto ad un ulteriore momento di dialogo, nella misura in cui è stata ipotizzata la concreta possibilità di riaprire il tavolo tecnico, prospettando la formulazione di nuovi scenari che, in un certo qual modo, potessero risultare meno penalizzanti per l'Italia;
    tale dialogo non ha poi avuto luogo, non avendo la Commissione proceduto alla convocazione di un ulteriore momento di confronto tecnico con gli Stati membri, ed avendo poi provveduto alla formalizzazione della propria proposta;
    il 18 maggio del 2017, ai margini di un incontro tecnico sul tonno rosso, su suggerimento della Commissione europea, la delegazione italiana ha incontrato gli omologhi spagnoli e greci in cerca di un compromesso. Sia la Spagna che la Grecia hanno chiesto in cambio di modifiche della proposta della Commissione cessioni di quota italiana per il tonno rosso in quantitativi e con modalità che non sono stati ritenuti accettabili;
    il 3 luglio 2017, la Commissione ha presentato formalmente la propria proposta per la discussione, che si è tradotta nella proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2017/127 per quanto riguarda determinate possibilità di pesca, la quale è stata inserita in un provvedimento di modifica al vigente regolamento (UE) sui TAC, contenente anche altri stock che interessano numerosi Stati membri, la cui approvazione non ha la medesima urgenza della quota per il pesce spada;
    come si legge nella relazione di accompagnamento, «i contingenti assegnati agli Stati membri» sono definiti «sulla base delle loro catture storiche nel periodo di riferimento 2012-2015, che è stato ritenuto affidabile»;
    il riferimento a tale serie storica determina l'assegnazione al nostro Paese di una quota ancora più bassa di quella risultante dalle catture medie rilevate nel periodo preso in considerazione dall'Iccat (anni 2010-2014);
    tale riduzione della quota italiana per il pesce spada rappresenta un duro colpo alle produzioni e alle imprese nazionali con ricadute anche sugli aspetti occupazionali ed un assist per l'import proveniente dal nord Africa, dall'Atlantico e dal Pacifico e potrebbe mettere ulteriormente in crisi un settore già prostrato dalla concorrenza e da un mercato non sempre favorevole. La riduzione delle tonnellate pescabili rischia quindi di provocare una lotta tra i singoli pescherecci che dovranno poi dividersi la quota nazionale attribuita all'Italia;
    va ricordato, infine, che il 14 giugno 2017, la Commissione XIII ha approvato la risoluzione n. 8-00245 Luciano Agostini, Catanoso ed altri, nella quale, dopo aver dato conto del fatto che «durante lo svolgimento dei sopraddetti negoziati europei, la delegazione spagnola avrebbe chiesto alla Commissione europea di modificare la serie storica utilizzata in sede Iccat (2010-2014) per poi indurre l'esecutivo comunitario a prendere in considerazione la serie storica 2012-2014, (...) basandosi sull'assunto che l'Italia tra il 2010 e il 2011 avrebbe trasmesso dati di cattura provenienti dalla pesca illegale praticata con reti derivanti (...) – assunto del tutto privo di attendibilità – e che il biennio 2010-2011 risulta essere quello più positivo per l'Italia ed è dunque palese che ogni modifica della serie storica 2010-2014 comporterebbe un danno non indifferente alla flotta italiana», la medesima Commissione ha impegnato il Governo: «ad adoperarsi, con determinazione, in tutte le sedi competenti, per la tutela della quota di pesca italiana del pesce spada basata sulla chiave di ripartizione già utilizzata dall'Iccat per il riparto tra le Parti contraenti e, cioè, sui dati di cattura del periodo 2010-2014»,

impegna il Governo

ad attenersi, in sede di determinazione nazionale dei massimali di cattura del pesce spada nel Mediterraneo, ai criteri formalmente ed ufficialmente adottati ed approvati in seno all'ICCAT per la ripartizione del contingente per il 2017, così come posti alla base dell'accordo di Madrid del 20-22 febbraio 2017.
(8-00248) Sani, Luciano Agostini, Oliverio, Venittelli, Zaccagnini, Russo, Placido, Benedetti.