• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17467    con il decreto-legge n. 99 del 2017 il Governo ha dettato regole e modalità di esecuzione della liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca e Banca popolare di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17467presentato daPAGLIA Giovannitesto diMartedì 25 luglio 2017, seduta n. 841

   PAGLIA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
   con il decreto-legge n. 99 del 2017 il Governo ha dettato regole e modalità di esecuzione della liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza;
   in particolare, questo processo ha significato l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo spa degli asset dei due istituti, ad esclusione di quelli deteriorati, destinati a GSA, e di alcune società ritenute non appetibili da Intesa, rimaste in capo al liquidatore;
   fra gli obiettivi dichiarati dal Governo c'era la salvaguardia dei lavoratori impegnati nelle banche venete, per la quale sono stati impegnati 1,25 miliardi di euro di risorse pubbliche, finalizzate a gestire gli esuberi del gruppo consolidato;
   si parla, in particolare, di uno «scivolo» fino a 7 anni per 4.000 lavoratori, 1.000 dei quali provenienti dalle due banche venete e gli altri da Intesa Sanpaolo;
   deve essere rimarcato, quindi, che l'operazione, pur in modo indolore, comporta nell'immediato una significativa contrazione occupazionale;
   due sono inoltre i problemi che permangono, secondo quanto appreso da fonti sindacali e di stampa;
   il primo è relativo alla sorte dei lavoratori delle società non ricomprese nel perimetro della fusione con Intesa Sanpaolo;
   si parla di circa 700 persone, attualmente non ricomprese negli accordi, che potrebbero anche avere le condizioni soggettive utili a godere dell'uscita anticipata garantita dai fondi pubblici;
   il secondo problema attiene ai 200 giovani lavoratori precari dei due istituti, cui non è stata prospettata alcuna soluzione diversa dalla mancata riconferma del contratto, e per i quali la fusione coincide quindi con il licenziamento;
   è opinione dell'interrogante che il primo sia un caso di patente discriminazione, mentre il secondo evidenzi come a pagare gestioni dissennate e scelte politiche tardive e pasticciate siano ancora una volta i più giovani –:
   se i numeri riportati in premessa trovino conferma;
    perché si sia scelto di non affrontare la questione occupazionale nel suo complesso, limitandosi a destinare 1,25 miliardi di euro a Intesa Sanpaolo perché gestisca in proprio gli esuberi;
   se e come intenda adoperarsi per garantire parità di trattamento a tutti i lavoratori interessati dalla liquidazione delle due banche venete;
   se non ritenga di dover assumere iniziative, per quanto di competenza, affinché Intesa Sanpaolo si faccia carico del futuro lavorativo degli ex precari delle due venete, già ampiamente formati e professionalizzati. (4-17467)