• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11958    vi sono evidenze scientifiche che dimostrano che l'uso di sonar a bassa frequenza impiegati dalle marinerie abbia un impatto devastante sui cetacei pelagici. Molte specie di cetacei sono...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-11958presentato daBERNINI Paolotesto diMartedì 25 luglio 2017, seduta n. 841

   PAOLO BERNINI. — Al Ministro della difesa, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
   vi sono evidenze scientifiche che dimostrano che l'uso di sonar a bassa frequenza impiegati dalle marinerie abbia un impatto devastante sui cetacei pelagici. Molte specie di cetacei sono sensibili a forti emissioni acustiche quali quelle generate dai sonar militari e dagli air-gun. L'esposizione a tali rumori può produrre emorragie fino a provocare effetti letali;
   questo tipo di emissione acustica può impaurire gli animali sino ad indurli a un'emersione rapida senza adeguata decompressione, con morte per embolia;
   inoltre, è stato possibile trovare una connessione indiretta tra l'uso dei sonar e lo spiaggiamento di 7 esemplari di capodoglio nel 2009 in prossimità delle coste a nord del Gargano. Lo stesso è accaduto per esemplari di Zifio sull'isola di Corfù e sul litorale calabrese, nel 2011, in concomitanza ad attività di prospezione geosismica mediante sorgente energetica di tipo air-gun da parte di tre navi provenienti da Malta e ad esercitazioni militari con l'utilizzo di sonar;
   tali attività proseguono per giorni e permangono per anni e costituiscono un ostacolo e disturbano, compromettendolo, il già precario stato di salute e di conservazione dei cetacei, specialmente se le navi operano in un vasto territorio nel quale i cetacei vivono da sempre;
   consentire queste attività senza seguire in maniera trasparente, completa e corretta tali disposizioni e senza coinvolgere la comunità tecnico-scientifica che possa intervenire nello studio, nella documentazione e nel recupero dell’habitat e degli episodi di spiaggiamento di cetacei, significa giocare pericolosamente d'azzardo con un grande rischio annunciato per l'intero ecosistema, talvolta irreversibile, che si rifletterà inevitabilmente sulla biodiversità marina;
   la Nato utilizza i sonar (Lfas) anche in Mediterraneo. Tali sonar, come sopra evidenziato, possono spiegare il loro effetto anche oltre i 100 chilometri e causare danni all'organismo dei cetacei pelagici e non solo;
   numerose ricerche scientifiche dimostrano il grave impatto causato dai sonar a bassa frequenza;
   sono numerose le raccomandazioni internazionali suggerite dai ricercatori circa il pericolo che l'uso del Lfas, determina sui cetacei. In particolare, raccomandazioni sono state formulate durante la riunione della IUCN;
   è notizia recente che la Nato nelle acque della Turchia, Grecia e Italia stia operando per garantire la sicurezza;
   il Santuario Pelagos per i mammiferi marini del Mediterraneo è un'area marina protetta che si estende nel Mediterraneo nord-occidentale fra Italia, Francia e Sardegna. Con l'istituzione del Santuario, le parti si sono impegnate a:
    garantire uno stato di conservazione favorevole dei mammiferi marini proteggendoli, insieme al loro habitat, dagli impatti negativi diretti o indiretti delle attività umane;
    valutare periodicamente lo stato delle popolazioni di mammiferi marini, le cause di mortalità e le minacce che gravano sul loro habitat;
    esercitare la sorveglianza nel Santuario e intensificare la lotta contro ogni forma di inquinamento, di origine marittima e tellurica;
    adottare strategie nazionali miranti alla soppressione progressiva degli scarichi di sostanze tossiche nel Santuario;
    vietare ogni cattura deliberata e qualsiasi forma di disturbo intenzionale dei mammiferi;
   l'inserimento del Santuario per i mammiferi marini nella lista di aree specialmente protette di importanza mediterranea, impegna i 17 Stati e gli organismi internazionali aderenti al protocollo «SPA» al rispetto dei vincoli di cui sopra –:
   quanti e quali siano gli esperimenti di tipo militare che prevedono l'uso dei Lfas e che sono attualmente in corso o previsti nel Mar Mediterraneo;
   se non sia da considerare la necessità di coinvolgere ricercatori internazionali in operazioni che prevedano l'uso dei Lfas;
   se, in ragione dell'alto valore ecologico del Mediterraneo, della presenza del Santuario dei Cetacei e della sua biodiversità marina, non si ritenga necessario assumere iniziative per prevedere una apposita commissione di valutazione di tutte le operazioni che comprendano l'uso dei Lfas, anche in considerazione di tutte le aggressioni di tipo antropico cui l'ambiente marino è già sottoposto e che mettono a rischio la presenza di molte specie. (5-11958)