• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07884 MOSCARDELLI, RUTA, SCALIA, VACCARI, SOLLO, AMATI, VALENTINI, FABBRI, ORRU', BIANCO, SPILABOTTE, MATTESINI, CUCCA, D'ADDA, RANUCCI, ASTORRE, ZANONI, TURANO, SANTINI, VALDINOSI, ANGIONI,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07884 presentata da CLAUDIO MOSCARDELLI
martedì 25 luglio 2017, seduta n.864

MOSCARDELLI, RUTA, SCALIA, VACCARI, SOLLO, AMATI, VALENTINI, FABBRI, ORRU', BIANCO, SPILABOTTE, MATTESINI, CUCCA, D'ADDA, RANUCCI, ASTORRE, ZANONI, TURANO, SANTINI, VALDINOSI, ANGIONI, FASIOLO, SILVESTRO, PADUA, CAPACCHIONE - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

secondo l'ultimo censimento ISTAT, nel 2015, si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1.582.000 e gli individui a 4.598.000, il numero più alto dal 2005 a oggi. Si registra l'aumento della condizione di povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5 per cento), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6 per cento);

l'incidenza della povertà assoluta aumenta in tutte le zone italiane, in particolar modo al Nord, sia in termini di famiglie (da 4,2 del 2014 a 5 per cento) sia di persone (da 5,7 a 6,7 per cento). Segnali di peggioramento si registrano anche tra le famiglie, che risiedono nei comuni del centro e nelle aree metropolitane (l'incidenza aumenta da 5,3 del 2014 a 7,2 per cento) e tra quelle con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni di età (da 6,0 a 7,5 per cento);

l'Unione europea, nell'ambito della "Strategia 2020", ha negli ultimi anni formulato raccomandazioni all'Italia, tese a sollecitare un intervento normativo volto all'inserimento nell'ordinamento nazionale di misure a sostegno delle fasce della popolazione in maggiore difficoltà economica;

nella legge di stabilità per il 2016 (di cui alla legge n. 208 del 2015) l'interrogante presentava un emendamento (24.21 al DDL n. 2111) per l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà, correlata alla differenza tra il reddito familiare del beneficiario e la soglia di povertà assoluta, chiedendo al contempo il progressivo aumento delle risorse da stanziare;

con la legge 15 marzo 2017, n. 33 recante "Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali", il nostro Paese, per la prima volta nell'ordinamento nazionale, introduceva uno strumento generalizzato per il contrasto alla povertà denominato reddito di inclusione;

considerato che:

con il decreto interministeriale 26 maggio 2016 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 166 del 18 luglio 2016) il sostegno per l'inclusione attiva (SIA), già sperimentato nelle città più grandi del Paese, veniva completamente ridisegnato ed esteso a tutto il territorio nazionale. Dal 2 settembre 2016 tutti i cittadini in possesso dei requisiti possono presentare la richiesta per il SIA;

con il decreto interministeriale 16 marzo 2017 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2017), venivano modificati alcuni criteri di accesso al SIA, nell'ottica di estendere la platea dei beneficiari. La Sia diventa, quindi, una misura "ponte" in attesa del completamento del percorso attuativo della legge delega 15 marzo 2017, n. 33, che introduce il reddito di inclusione (ReI);

a norma dell'articolo 7 dello schema di decreto legislativo che attua la legge delega di cui in oggetto, ed all'esame alle Camere (A.G. n. 430), si prevedono, in sede di prima applicazione, finanziamenti agli ambiti territoriali, al fine di garantire l'attuazione dei livelli essenziali di servizi ai cittadini, pari a 262 milioni per il 2017; di 277 milioni a decorrere dal 2018; e una ulteriore quota di 20 milioni, solo dal 2018, in favore delle persone in condizione di povertà estrema e senza dimora. La dotazione finanziaria totale del fondo povertà è quindi prevista in 1.759 milioni di euro per il 2018 e, a decorrere dal 2019, a 1.845 milioni di euro annui;

le domande per il SIA, erogato su base bimestrale, ai sensi del citato decreto 26 maggio 2016, potranno continuare ad essere presentate dai richiedenti sino al 1° novembre 2017, e dal successivo 1° gennaio 2018 potranno essere avanzate unicamente richieste per il reddito di inclusione, che andrà a sostituire le misure precedenti;

rilevato che nonostante lo schema di decreto legislativo in esame alle Camere preveda l'erogazione dei distinti contributi (SIA e ReI) senza soluzione di continuità, è evidente come la ReI rappresenti una misura di maggior favore rispetto a quella vigente per tutti quei cittadini, che versano in una situazione di povertà,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda anticipare l'entrata in vigore del reddito di inclusione al 2017, al fine di rendere da subito efficace una riforma così importante per il contrasto della povertà nazionale.

(4-07884)