• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17416    l'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo n. 39 del 2013 prevede, tra l'altro, che a coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio del...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17416presentato daD'ARIENZO Vincenzotesto diVenerdì 21 luglio 2017, seduta n. 839

   D'ARIENZO. — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   l'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo n. 39 del 2013 prevede, tra l'altro, che a coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio del comune che conferisce l'incarico, non possono essere conferiti gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti;
   pochi giorni dopo il voto del ballottaggio del 25 giugno 2017, una volta acquisita l'elezione a consiglieri comunali di Verona, in quattro hanno immediatamente rinunciato per non assumere quella carica;
   la ragione, ad avviso degli interroganti, è presto detta: poiché per legge chi è consigliere comunale per due anni non può assumere incarichi in enti partecipati dal comune, la rinuncia senza assumere la carica evita questo ostacolo;
   quindi, si tratta di persone che si sono candidate per essere elette in consiglio comunale e, per questo e solo per questo, hanno chiesto ed ottenuto consenso;
   i fatti porterebbero a ritenere, secondo l'interrogante, che gli interessati non hanno chiesto il voto per esercitare la carica di consigliere, ma per aumentare il proprio potere di contrattazione nei confronti del sindaco ed essere indicati a guidare alcuni enti partecipati del comune di Verona, ovvero incarichi più remunerativi e comunque di gestione di aziende rispetto a quello per il quale hanno chiesto la fiducia;
   l'interrogante non è così sicuro che, se avessero detto agli elettori che la loro preferenza serviva per consentire agli eletti di guidare aziende del comune, quegli elettori li avrebbero votati lo stesso;
   non solo una norma vieta il conferimento di incarichi nelle condizioni indicate, tanto che gli interessati hanno dovuto rinunciare, ma in più in campagna elettorale essi, ad avviso dell'interrogante, sono venuti meno alla fiducia di chi li ha votati per la carica di consigliere;
   nei fatti, la ratio della norma voluta dal legislatore potrebbe comprendere anche la volontà di impedire qualsiasi commistione tra voto amministrativo ed incarichi in enti partecipati;
   anche questi sono fatti che minano la fiducia nelle istituzioni –:
   se il Ministro sia a conoscenza delle richiamate vicende verificatasi presso il comune di Verona sia in occasione delle ultime elezioni amministrative sia in passato;
   se non ritenga utile assumere iniziative normative volte ad ampliare la disciplina sopracitata anche a situazioni analoghe a quelle segnalate in modo da evitare l'elusione del principio di cui all'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo n. 39 del 2013. (4-17416)