• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00801 in data 3 maggio 2014 allo Stadio Olimpico di Roma in occasione della finale della Coppa Italia di calcio fra le squadre delle città di Napoli e Firenze, si susseguivano una serie di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00801presentato daBIANCONI Mauriziotesto diMartedì 6 maggio 2014, seduta n. 223

BIANCONI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:
in data 3 maggio 2014 allo Stadio Olimpico di Roma in occasione della finale della Coppa Italia di calcio fra le squadre delle città di Napoli e Firenze, si susseguivano una serie di inqualificabili episodi prima dell'inizio della gara, poi differito alle 9,45 pm;
la sostanziale certezza che le istituzioni stessero negoziando ordine pubblico, modalità e tempi dell'evento con un team di personaggi il cui capo riconosciuto era un uomo di «pessimo aspetto», abbigliato in modo poco rassicurante e che indossava una maglietta con sovrascritto «SPEZIALE LIBERO», veniva fornita ad ognuno dalle immagini tv e dai commenti di ogni media collegato; indi, all'intonazione dell'inno nazionale, si alzava una salva di fischi massiva ed interminabile;
quanto accaduto offende l'Italia e ognuno di noi, oltre a colpire al cuore la credibilità nazionale. Tutto questo e molto di più avveniva sotto gli occhi di milioni di italiani, ma anche dinanzi al Presidente del Senato (seconda carica dello Stato) e al Presidente del Consiglio –:
se il Presidente del Consiglio si fosse avveduto che allo Stadio Olimpico di Roma qualcosa non stesse andando secondo il programma della manifestazione e, in caso affermativo, perché in quei lunghi minuti non sia intervenuto sulle autorità amministrative, davanti al ludibrio di uno Stato che in diretta tv e dinanzi a circa 70000 persone stava negoziando con un individuo notissimo alle forze dell'ordine come «genny ’a carogna», che si dice essere parente strettissimo di un camorrista o presunto tale;
per quale ragione, dinanzi ai fischi all'intonazione dell'inno nazionale (non seguito da alcuna reazione da parte del pubblico supposto non fischiante), non abbia ritenuto di abbandonare la tribuna d'onore e di non farvi più ritorno, interpretando l'offesa sanguinosa all'Italia e al suo onore come meritevole dell'unico gesto possibile, ovvero l'abbandono di una manifestazione così disonorante, privilegiando il senso dello Stato e la coscienza della funzione sul sentimento (rispettabilissimo ma non comparabile con i valori oltraggiati) di tifoso. (3-00801)