• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17515    il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) è il principale ente di ricerca pubblico dedicato all'agroalimentare ed è vigilato dal Ministero delle...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17515presentato daNARDUOLO Giuliatesto diVenerdì 28 luglio 2017, seduta n. 844

   NARDUOLO, ZARDINI e ROTTA. — Al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) è il principale ente di ricerca pubblico dedicato all'agroalimentare ed è vigilato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
   è attivo in tutti i settori dell'agroalimentare, con grande attenzione anche all'innovazione tecnologica, nonché alla sostenibilità ambientale e socio-economica delle produzioni; è il terzo ente di ricerca più grande d'Italia (con circa 2000 dipendenti di ruolo), ottavo ente di ricerca in Europa, un'eccellenza nel settore dell'agroalimentare;
   il Crea conta 755 lavoratori precari (circa il 20 per cento del personale totale): di essi l'83 per cento ha un'anzianità superiore ai 5 anni, il 30 per cento supera i 10 anni, con picchi massimi di 28 anni. Nel corso degli anni le forme contrattuali attivate sono state svariate: dagli assegni di ricerca, alle borse di studio, ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa, ai contratti interinali ed esternalizzati, ai contratti a tempo determinato. Questa difformità di forme contrattuali, legata a esigenze progettuali e soprattutto alle disponibilità economiche dei gruppi di ricerca, ha comportato una disparità non solo nelle retribuzioni, ma soprattutto nei diritti di cui i lavoratori hanno potuto o meno godere. In aggiunta, molto spesso tra un contratto e l'altro, si sono verificate sospensioni anche di vari mesi, dando luogo quindi a periodi di disoccupazione;
   l'articolo 20 del Testo unico della riforma sul Pubblico Impiego di recente approvazione (decreto legislativo del 25 maggio 2017, n. 75) ha delineato gli strumenti per superare il precariato nelle pubbliche amministrazioni; nello specifico, il comma 1 del presente articolo prevede che, per essere assunto a tempo indeterminato, il personale deve possedere tutti i requisiti specificati nelle lettere a), b) e c);
   in particolare, la lettera c) del comma 1 del suddetto articolo dispone che il personale deve avere «maturato, al 31 dicembre 2017, alle dipendenze dell'amministrazione che procede all'assunzione, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni». Non appare tuttavia alcuna puntualizzazione in merito alla tipologia di contratto a cui si fa riferimento, come invece chiaramente specificato nelle lettere a) e b) (contratto a tempo determinato) –:
   se il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione ritenga di emanare una circolare esplicativa riferita al comma 1 dell'articolo 20 del decreto legislativo del 25 maggio 2017, n. 75, dando un'interpretazione estensiva della norma e tenendo conto delle peculiarità contrattuali dei lavoratori degli enti pubblici di ricerca come il Crea vale a dire considerando validi per il raggiungimento del requisito di tre anni di servizio previsto dalla lettera c) del suddetto articolo, anche contratti di lavoro diversi dal tempo determinato (assegno di ricerca, borsa di studio, contratto di collaborazione coordinata e continuativa e altro), in quanto ciò permetterebbe di allargare la platea di personale precario con possibilità di stabilizzazione che può avere accesso a quanto previsto dal comma 1, riducendo peraltro notevolmente i costi per l'avvio di procedure concorsuali riservate necessarie per l'attivazione della disposizione di cui al comma 2 del suddetto articolo. (4-17515)