• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17495    il regolamento UE n. 1303/2013 disciplina l'attuazione, tra gli altri, del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr). All'articolo 32 tale regolamento afferma che lo sviluppo...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17495presentato daBORGHI Enricotesto diGiovedì 27 luglio 2017, seduta n. 843

   BORGHI. — Al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   il regolamento UE n. 1303/2013 disciplina l'attuazione, tra gli altri, del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr). All'articolo 32 tale regolamento afferma che lo sviluppo locale di tipo partecipativo è gestito da gruppi di azione locale composti da rappresentanti degli interessi socio-economici locali sia pubblici che privati. All'articolo 34 vengono elencate le funzioni dei gruppi di azione locale, in particolare si stabilisce che i gruppi di azione locale elaborano e attuano strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo e che gli Stati membri stabiliscono i rispettivi ruoli del gruppo di azione locale e delle autorità responsabili dell'esecuzione dei programmi interessati concernenti tutti i compiti attuativi con essi alla strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo;
   il decreto legislativo n. 175 del 2016, all'articolo 4, comma 6, prende atto della natura dei gruppi di azione locale e recita «è fatta salva la possibilità (per le amministrazioni pubbliche) di costituire società o enti in attuazione dell'articolo 34 del Regolamento UE n. 1303/2013» – quindi i gruppi di azione locale – ma al contempo li assoggetta a tutte le disposizioni in esso presenti. Tra queste, in particolare, l'articolo 20 del medesimo decreto, normando i piani di razionalizzazione annuale delle partecipate pubbliche, prevede che il suddetto piano sia adottato laddove le amministrazione pubbliche rilevino, tra le altre cose: società che risultino prive di dipendenti o abbiano un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti; le partecipazioni in società che, nel triennio precedente, abbiano conseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro; partecipazioni in società diverse da quelle costituite per la gestione di un servizio di interesse generale che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti;
   tutti i 164 gruppi di azione locale del nostro Paese ricadono in almeno una delle condizioni suddette; si crea quindi per l'interrogante il paradosso secondo cui, da un lato, si dà la possibilità formale alle amministrazioni pubbliche di partecipare ai gruppi di azione locale, dall'altro, però, se ne inficia la partecipazione sostanziale in sede di piani di razionalizzazione delle partecipate;
   il programma di sviluppo locale di tipo partecipativo, denominato Leader non è un'opzione dei singoli piani di sviluppo rurale bensì è parte integrante dell'attuazione della Politica agricola comune e dell'Accordo di partenariato tra la Commissione europea e l'Italia; occorre evitare che i gruppi di azione locale si trovino nelle condizioni di perdere i soci pubblici altrimenti verrebbe minata la loro natura normativa di partenariato pubblico-privato e perderebbero di conseguenza la titolarità a gestire lo sviluppo locale di tipo partecipativo e i fondi concessi attraverso bandi e progetti. Questa circostanza, inoltre, potrebbe determinare il disimpegno automatico delle risorse allocate al programma Leader dalle singole regioni –:
   quali iniziative intenda assumere il Governo affinché sia uniformata la normativa nazionale alla disciplina normativa europea in relazione alla presenza degli enti locali nei gruppi di azione locale, al fine di assicurare in modo adeguato l'impiego dei fondi europei per lo sviluppo rurale. (4-17495)