• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11992    il tunnel stradale del Colle di Tenda, inaugurato nel 1882, con i suoi 3182 metri, è uno dei più vecchi in esercizio;    nel 1898 fu ultimato anche il tunnel ferroviario, più...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-11992presentato daTARICCO Minotesto diGiovedì 27 luglio 2017, seduta n. 843

   TARICCO, GNECCHI, REALACCI, GINEFRA, GRIBAUDO, BORGHI e FALCONE. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
   il tunnel stradale del Colle di Tenda, inaugurato nel 1882, con i suoi 3182 metri, è uno dei più vecchi in esercizio;
   nel 1898 fu ultimato anche il tunnel ferroviario, più lungo di quello stradale (8.099 metri) e parallelo ad esso; nel settembre 1947, con lo spostamento del confine tra Italia e Francia verso nord, il tunnel divenne il primo collegamento internazionale italiano tra due Stati;
   attualmente la larghezza è circa 6 metri, l'altezza per i mezzi in transito è di 3,9 metri, dimensioni incompatibili con i flussi di traffico odierni né con gli attuali criteri gestionali e di sicurezza delle infrastrutture sotterranee;
   dopo lo stanziamento di risorse del 2006, e l'approvazione del progetto nel 2009 da parte del consiglio di amministrazione di Anas, nel 2012 la Grandi Lavori Fincosit, si è aggiudicata i lavori per la costruzione di una canna mono-direzionale di carreggiata pari a 6,50 metri;
   i lavori sono iniziati il 21 novembre 2013, a seguito della condivisione del progetto esecutivo da parte della Commissione intergovernativa per le Alpi del sud (CIG), con previsione di ultimazione entro febbraio 2020;
   dal 2011, il tunnel si può attraversare solo a senso unico alternato, con attese di 27 minuti ai semafori;
   i lavori all'aperto, in territorio italiano, sono limitati all'adeguamento degli imbocchi, del piazzale di accesso e della viabilità locale, mentre in territorio francese, è prevista la realizzazione di una nuova opera di scavalco del Fosso della Cà e il rifacimento dei tornanti sino all'attuale ponte di Romanin;
   in base dati dell'Anas, sono stati scavati circa 1400 metri (940 lato Italia, 460 lato Francia) con rivestimento per 970 metri (650 lato Italia e 320 lato Francia) e 3 by-pass (luoghi sicuri per eventi incidentali) di cui due in Francia e uno in Italia. Il ritardo dal lato francese parrebbe causato dalla presenza di materiale sciolto comportante preconsolidamento; il cantiere avrebbe accumulato ritardo di circa nove mesi;
   a seguito di intercettazioni nel mese di maggio 2017 la magistratura di Cuneo apriva un'inchiesta e disponeva il sequestro del cantiere, emettendo misure cautelari con otto persone nel registro indagati per furto aggravato, frode in pubbliche forniture (detenzione illecita di esplosivi), in base alle informazioni stampa, ci sarebbero tra costoro responsabili e operai della Fincosit, un dirigente dell'Anas e consulenti esterni;
   sono state inoltre richieste verifiche sul muro di terra rinforzata con paramento in blocchetti Mac Wall alto 11 metri che «protegge» la Rd 6204; le autorità francesi avevano prudenzialmente chiuso per tre giorni la strada; la Commissione tecnica, riunita a Nizza per valutare la situazione, avrebbe stabilito che la rottura di blocchetti riscontrata rientrava negli assestamenti di questa tipologia di opera, per sua natura deformabile;
   è notizia di questi giorni che i sindaci di Breil e Fontan in val Roya hanno vietato, con ordinanza, il passaggio dei mezzi di peso superiore alle 19 tonnellate sulla Rd 6042;
   la sospensione del transito, l'incertezza sui tempi del cantiere e del sequestro giudiziario e, infine, il divieto di transito per i mezzi pesanti stanno cagionando notevoli danni alla programmazione turistica delle valli e ai tantissimi lavoratori transfrontalieri cuneesi, oltre a incidere in modo pesante sui costi dell'interscambio commerciale del cuneese;
   nei giorni scorsi sono state espresse dall'Anas e dalle autorità francesi, valutazioni divergenti in merito alla sicurezza e, in generale, riguardo alla situazione del cantiere e della RD 6042 –:
   se non ritenga urgente intervenire per verificare l'effettivo stato dei lavori e dell'infrastruttura, per garantire la necessaria tranquillità e sicurezza ai cittadini e per evitare ulteriori danni al territorio, salvaguardando la mobilità e l'indotto economico collegato a questa fondamentale opera stradale transfrontaliera. (5-11992)