• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07913 Maurizio ROMANI, BENCINI, VACCIANO, SIMEONI, MUSSINI, BIGNAMI, MOLINARI - Al Ministro della salute - Premesso che: il territorio di Gela (Caltanissetta) è stato dichiarato area ad alto...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07913 presentata da MAURIZIO ROMANI
giovedì 27 luglio 2017, seduta n.867

Maurizio ROMANI, BENCINI, VACCIANO, SIMEONI, MUSSINI, BIGNAMI, MOLINARI - Al Ministro della salute - Premesso che:

il territorio di Gela (Caltanissetta) è stato dichiarato area ad alto rischio ambientale e con i suoi 80.000 abitanti rappresenta la quinta città della Sicilia;

il rapporto sullo stato di salute della popolazione residente nelle aree ad elevato rischio ambientale e nei siti di interesse nazionale della Sicilia, contenente l'analisi della mortalità e dei ricoveri ospedalieri dell'area, evidenzia come, nell'area di Gela, si sia osservato un eccesso di patologie tumorali sia negli uomini che nelle donne e sia per la mortalità che per la morbosità;

in particolare, si registra un aumento dei tumori dello stomaco, del colon retto, della laringe, dei bronchi e polmoni, della vescica e dei linfomi non Hodgkin. Si è osservato un eccesso di ricoveri per malattie cardiovascolari, per malattie respiratorie, in particolare acute, per malattie polmonari croniche, per asma bronchiale e per asma nei bambini. Si osservano, inoltre, eccessi di ricoveri negli uomini per pneumoconiosi e nelle donne per malattie del rene;

con la legge regionale n. 10 del 6 febbraio 2006, recante "Riproposizione di norme nel settore sanitario ed in materia di personale", si è stabilito che, fermi restando i vincoli di cui al patto di stabilità, l'assessore regionale per la sanità, nell'ambito della programmazione sanitaria regionale, può autorizzare l'attivazione di nuove unità operative complesse ad elevata assistenza ricomprese nell'allegato A "Alta specialità" del decreto 27 maggio 2003, recante "Piano di rimodulazione della rete ospedaliera", oltre a nuove unità operative complesse in discipline oncologiche nei presidi ospedalieri e nelle aziende ospedaliere ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio ambientale;

tale disposizione, consentendo di andare in deroga ad ordinari principi di pianificazione sanitaria del territorio, evidenzia il dato di priorità che il legislatore regionale ha voluto assegnare alle strutture ricadenti in aree compromesse da un punto di vista ambientale;

considerato che:

l'ospedale di Gela vive una "realtà virtuale" con molte specializzazioni previste ma mai attivate, come il reparto di ematologia, neurologia con stroke unit, genetica medica, terapia intensiva generale, oculistica, breast unit, anatomia patologica, farmacia territoriale e riabilitazione, e con servizi depotenziati o soppressi;

con il decreto del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70, recante "Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", viene esplicitamente affermato, al punto 10 dell'allegato 1, che la riorganizzazione della rete ospedaliera cui è finalizzato il provvedimento sarà insufficiente rispetto all'esigenza di garantire una copertura piena dei bisogni assistenziali che richiedono un trattamento ospedaliero, se, in una logica di continuità assistenziale, non viene affrontato il tema del potenziamento delle strutture territoriali, la cui carenza, o la mancata organizzazione in rete, ha forti ripercussioni sull'utilizzo appropriato dell'ospedale. Ne risulta evidente che il ridisegno dell'assistenza primaria, domiciliare e residenziale, nonché dell'integrazione e interazione funzionale tra le strutture territoriali e le strutture ospedaliere per assicurare la continuità assistenziale, è presupposto indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento della qualità dell'assistenza sanitaria e del raggiungimento dei Lea;

lo stesso Ministro in indirizzo ha affermato, da ultimo nella sua recente visita a Catania, la necessità di tenere conto dell'incidenza territoriale del bacino della provincia di Caltanissetta, in termini di malati oncologici, considerando estremamente grave che l'ospedale di Gela non abbia un polo oncologico inserito in una preordinata rete oncologica nazionale ed europea, pur avendo tutti i parametri obiettivi previsti dalla normativa nazionale e dalle direttive previste dall'Oms,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere con urgenza, al fine di garantire l'effettivo funzionamento dei reparti dell'ospedale di Gela ad oggi previsti ma non attivi;

se non ritenga doveroso attivarsi, per quanto di sua competenza, affinché sul territorio di Gela, in ragione delle specifiche condizioni di rischio ambientale, sia istituito il dipartimento oncologico di III livello, l'istituto di ricovero e cura neonatale con particolare attenzione alle malformazioni, e il laboratorio di diagnostica molecolare;

se non ritenga opportuno adoperarsi, nelle sedi opportune, al fine di promuovere il ripristino di una maggiore autonomia, anche finanziaria, e dunque la trasformazione del presidio ospedaliero di Gela in azienda ospedaliera, così come previsto prima del 2012.

(4-07913)