• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11981    gli accordi internazionali sul clima finalizzati alla riduzione di emissioni di anidride carbonica, ed in particolare quello di Parigi Cop21, non prevedono disposizioni vincolanti per...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-11981presentato daZOGGIA Davidetesto diMercoledì 26 luglio 2017, seduta n. 842

   ZOGGIA e ZACCAGNINI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
   gli accordi internazionali sul clima finalizzati alla riduzione di emissioni di anidride carbonica, ed in particolare quello di Parigi Cop21, non prevedono disposizioni vincolanti per Stati sottoscrittori;
   tale situazione ha prodotto e continua a produrre uno squilibrio di competitività e concorrenza nel mercato globale tra i produttori di Paesi che hanno adottato misure finalizzate alla riduzione delle emissioni e gli altri Paesi, che rischia di aggravarsi ancora di più a seguito della denuncia formale degli accordi sul clima da parte dell'amministrazione degli Stati Uniti;
   la produzione industriale europea è gravemente penalizzata dal costo energetico e ambientale nei confronti dei competitori internazionali e a dimostrarlo sono le crescenti delocalizzazioni degli impianti e le percentuali dell'importazione di beni prodotti da razioni ormai industrializzate, che sono, di fatto, anche dei «paradisi emissivi»;
   la bilancia commerciale europea, nel decennio 2002-2012, ha più che raddoppiato la propria negatività, importando 2,2 volte quello che importava all'inizio millennio; la Cina ha incrementato le proprie esportazioni del 459 per cento e la Russia del 253 per cento;
   i Paesi industrializzati esportano nei Paesi in via di sviluppo percentuali significative di servizi, cioè attività con un basso impatto di inquinamento e beni prodotti con alti livelli di efficienza energetica e percentuali significative di fonti rinnovabili. Diversamente, importano soprattutto beni fabbricati da opifici non efficienti e che si approvvigionano con vettori energetici fossili: la Cina, ad esempio, produce oltre l'80 per cento della propria elettricità con il carbone;
   tra i Paesi più virtuosi, quindi paradossalmente più colpiti, c’è proprio l'Italia che, con una leadership su efficienza energetica e produzione rinnovabile, vede i propri settori energivori, come acciaio, carta, cantieri navali, vetro e alluminio, perdere costantemente competitività sul mercato mondiale  –:
   se il Governo non ritenga di assumere iniziative per l'individuazione di misure direttamente applicabili a livello nazionale che agiscano come leva di fiscalità ambientale, tramite la modulazione delle aliquote Iva, prevedendo altresì un'imposta agevolata per i prodotti realizzati con metodi finalizzati alla riduzione di emissioni di anidride carbonica e un'imposta maggiorata per i prodotti realizzati con tecniche che non tengono conto degli impegni internazionali sul clima. (5-11981)