• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12035    a decorrere dal settembre 2013, come disposto dal piano di razionalizzazione del sistema giudiziario, i tribunali di Mondovì e Saluzzo sono stati soppressi e accorpati a quello di Cuneo....



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12035presentato daDADONE Fabianatesto diMercoledì 2 agosto 2017, seduta n. 847

   DADONE. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
   a decorrere dal settembre 2013, come disposto dal piano di razionalizzazione del sistema giudiziario, i tribunali di Mondovì e Saluzzo sono stati soppressi e accorpati a quello di Cuneo. La disponibilità dei locali dei medesimi tribunali soppressi è stata concessa fino alla data del 13 marzo 2017 con decreto ministeriale 8 agosto 2013, trasformando di fatto le sedi giudiziarie in articolazioni territoriali del tribunale di Cuneo;
   con legge 23 dicembre 2014, n. 190 (articolo 1, comma 526) si è disposta con decorrenza dal 1o gennaio 2015 l'abrogazione degli articoli 2, 3, 4 e 5 la legge 24 aprile 1941, n. 392. In particolare, all'articolo 2 si prevedeva che lo Stato erogasse ai comuni un contributo annuo per le spese sostenute per il mantenimento dei locali ad uso degli uffici giudiziari. Allo stesso tempo, a fronte di tale abrogazione, si è operato una modifica all'articolo 1 della medesima legge disponendo che dal 1o settembre 2015 le spese per la gestione degli uffici giudiziari «sono trasferite dai comuni al Ministero della giustizia e non sono dovuti ai comuni canoni in caso di locazione o comunque utilizzo di immobili di proprietà comunale, destinati a sedi di uffici giudiziari». Al tempo stesso l'intervento normativo prevede che tale trasferimento «non scioglie i rapporti in corso e di cui è parte il comune per le spese [...], né modifica la titolarità delle posizioni di debito e di credito sussistenti al momento del trasferimento stesso»;
   secondo quanto riportato da La Stampa, edizione Cuneo, del 29 luglio 2017, il sindaco di Saluzzo, in occasione della seduta del consiglio comunale avrebbe annunciato la decisione di ricorrere al Tar del Lazio avverso «la decisione del Governo di non rimborsare per intero le spese arretrate dell'ex Palazzo di giustizia. Si tratta di circa 415 mila euro, per manutenzioni ordinarie al Tribunale, dal 2010 al 2015, soldi messi dal municipio di Saluzzo per conto dello Stato»;
   secondo quanto dichiarato dall'amministrazione comunale negli ultimi anni il comune non ha più ricevuto trasferimenti di denaro dallo Stato e ha proseguito in questi anni nel sostegno alle spese necessarie al mantenimento dei locali e dell'operatività dei locali del tribunale, onde garantire la funzionalità dell'amministrazione della giustizia;
   risulta peraltro che, nel corso dei primi mesi del 2017, il Ministero della giustizia, rispondendo ad una richiesta in merito ai contributi dovuti per l'anno 2015 al comune di Saluzzo, avrebbe risposto che tale importo non risultava ancora determinabile;
   le problematiche relative agli oneri di gestione degli immobili di tribunali soppressi ma ancora utilizzati come uffici giudiziari sono comuni in tutto il resto del Paese;
   l'amministrazione giudiziaria e le amministrazioni comunali versano in gravi condizioni che il mero accorpamento operato da qualche anno a questa parte non ha affatto risolto se non addirittura peggiorato;
   le finanze degli enti locali sono duramente colpite ormai da anni dalle politiche di Governo. I ritardi o la mancata piena restituzione delle spese rendicontate hanno ridotto gli enti locali a ridurre la disponibilità di risorse che invece avrebbero potuto essere impegnate a favore dei servizi pubblici ai cittadini –:
   se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto illustrato in premessa con riferimento al comune di Saluzzo e in generale ai comuni già sedi di tribunali soppressi nella provincia di Cuneo;
   se il Ministro interrogato non intenda adottare urgenti iniziative, anche di carattere normativo, per rimborsare complessivamente gli oneri già anticipati dagli enti locali. (5-12035)