• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.3/03952 D'ADDA, CHITI, PEZZOPANE, ORRU', GIACOBBE, PUPPATO, FASIOLO, ANGIONI, ALBANO, PAGLIARI, FAVERO, MANASSERO - Al Ministro dell'interno - Premesso che: attraverso notizie a mezzo stampa si...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03952 presentata da ERICA D'ADDA
mercoledì 2 agosto 2017, seduta n.871

D'ADDA, CHITI, PEZZOPANE, ORRU', GIACOBBE, PUPPATO, FASIOLO, ANGIONI, ALBANO, PAGLIARI, FAVERO, MANASSERO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

attraverso notizie a mezzo stampa si apprende che il giornalista de "la Repubblica" Paolo Berizzi, da anni impegnato a raccontare con servizi e inchieste l'estremismo politico di estrema destra xenofobo e violento, è stato vittima di ripetute minacce;

le minacce sono pervenute al giornalista, prima tramite web, poi con striscioni pubblici a Bergamo e Varese e successivamente con un vero e proprio atto intimidatorio, ovvero numerose incisioni di svastiche e altri simboli richiamanti il nazismo rinvenute sulla sua automobile;

successivamente alla pubblicazione di un suo articolo relativo all'ingresso in Consiglio comunale, a Monza, della formazione neofascista "Lealtà Azione", sui social network gli sono stati rivolti insulti e minacce da parte di Maurizio Murelli, un militante fascista degli anni '70, condannato a 18 anni per l'omicidio dell'agente di Polizia, Antonio Marino, e tuttora esponente della destra estrema;

al verificarsi dei primi, gravi episodi, il giornalista, dopo una serie di esposti alla procura di Varese, si è recato alla questura di Bergamo per denunciare quanto accaduto e il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica ha disposto misure di protezione nei suoi confronti, consistenti in un automobile di pattuglia presso l'abitazione, mentre nessun intervento è stato attivato per proteggere la persona che per motivi di lavoro, è costantemente lontano dalla propria residenza;

considerato che:

un articolo del giornalista Paolo Berizzi aveva messo in evidenza l'attività della più grande e organizzata comunità nazionalsocialista italiana denominata "Do.Ra.", che da più di 4 anni opera in una piccola frazione in provincia di Varese, precisamente a Caidate;

tale organizzazione si ispira, senza timori, al nazionalsocialismo di Hitler, ne festeggia il compleanno, sfregia il sacrario del Monte S. Martino, organizza campagne omofobe e xenofobe, fino a chiedere con una petizione popolare la messa al bando dell'ANPI e un processo per crimini di guerra per tutti i partigiani ancora in vita;

considerato inoltre che:

in questi anni, attraverso numerose liste civiche le formazioni nazifasciste stanno entrando nei consigli comunali di molti paesi del nord Italia e come si evince dai loro siti social e dalle denunce di giornalisti come Berizzi, considerano ciò il primo passo per poi presentarsi alle elezioni politiche facendo "volare sedie e schiaffoni" in tali sedi istituzionali;

numerose denunce sono state presentate anche dall'Anpi e dalle presidenze delle comunità ebraiche, affinché si pongano in atto interventi concreti per debellare il fenomeno;

valutato che:

l'antifascismo è sancito dalla nostra Costituzione e ne rappresenta uno dei valori fondamentali;

il preoccupante fenomeno si va facendo strada in molte parti del nostro Paese, cavalcando il disagio sociale, diffuso soprattutto tra le fasce deboli e in particolare nelle periferie e negli stadi;

la chiusura di alcuni siti social non ha impedito, né scoraggiato l'apertura in brevissimo tempo di nuovi siti della stessa natura,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se ed in che modo intenda intervenire per contrastare il fenomeno in atto;

se i fatti esposti non impongano una riflessione sulla valutazione restrittiva della proibizione di "ricostituzione del partito fascista", a cui le formazioni richiamate fanno esplicito riferimento, negli aspetti più deleteri di esaltazione dell'odio razziale e della discriminazione violenta, nella simbologia, nel richiamare un legame, mai ritenuto spezzato con il Partito fascista;

se non ritenga di dare seguito alle ripetute richieste della FNSI di tutelare al meglio il giornalista Paolo Berizzi.

(3-03952)