• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03951 BAROZZINO, DE PETRIS, PETRAGLIA, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO - Al Ministro della salute - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: la Regione Molise, in regime...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03951 presentata da GIOVANNI BAROZZINO
mercoledì 2 agosto 2017, seduta n.871

BAROZZINO, DE PETRIS, PETRAGLIA, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO - Al Ministro della salute - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

la Regione Molise, in regime di rientro dal debito sanitario fin dal 2009, ha presentato un piano operativo straordinario per il triennio 2016-2018, elaborato dal presidente della Regione nonché commissario ad acta;

il piano, approvato dal Ministero della salute fin dal dicembre 2015 ma rimasto fermo da mesi al tavolo tecnico interministeriale per la verifica degli adempimenti regionali presso il Ministero dell'economia e delle finanze, prevede un'anomala suddivisione delle risorse economiche, attribuendo alle strutture private convenzionate ed accreditate, prive di pronto soccorso, oltre il 40 per cento dei posti letto complessivi ospedalieri, a fronte di una media delle altre regioni che si aggira intorno al 15-20 per cento;

il presidente commissario Frattura annuncia da tempo di avere un piano approvato dal tavolo tecnico: si tratterebbe di un piano allegato al verbale della Conferenza Stato-Regioni del 3 agosto 2016, che contiene prescrizioni che la struttura commissariale del Molise deve eseguire, pena la mancata approvazione del piano;

alcune prescrizioni sono già esecutive, ma manca quella fondamentale, vale a dire le modalità di integrazione tra l'ospedale pubblico "Cardarelli" di Campobasso e una struttura privata che fa capo al Vaticano, che giuridicamente è una fondazione, prima denominata "La Cattolica" ed ora fondazione "Giovanni Paolo II";

le cliniche private convenzionate che maggiormente hanno ottenuto vantaggi dal piano sono la fondazione Giovanni Paolo II, con sede a Campobasso, che fa capo all'università cattolica, e l'IRCCS Neuromed, con sede a Pozzilli (Isernia), di proprietà della famiglia di un parlamentare europeo in carica;

alla fondazione Giovanni Paolo II, di natura confessionale, costruita con finanziamento pubblico, ma divenuta in seguito proprietà dell'università cattolica del Sacro Cuore, è già stata assegnata l'esclusiva di alcune attività cliniche, come oncologia, cardiologia, i servizi di radiologia e i laboratori di analisi; è stato inoltre stanziato un ulteriore finanziamento pubblico regionale, per la costruzione di altri padiglioni che dovrebbero ospitare il residuo della struttura pubblica (ospedale Cardarelli);

per l'IRCCS Neuromed, che ha una vocazione neurologica, oltre all'aumento dei posti letto viene previsto, ed in parte già attuato, un ampliamento dell'accreditamento e dei finanziamenti regionali per l'espansione edilizia;

da una nota dell'ufficio stampa dell'università cattolica del Sacro Cuore si è appreso che il piano del Molise è stato preparato (segretamente), dopo una trattativa promossa dal Ministero, relativa al futuro assetto dell'attività della fondazione Giovanni Paolo II nell'ambito del sistema sanitario regionale, che ha posto le basi per la sostenibilità ed il rilancio della fondazione;

considerato che, per quanto risulta:

con delibera n. 63 del 23 novembre 2016 della Regione Molise, avente per oggetto "Definizione dei limiti massimi di finanziamento delle prestazioni sanitarie acquisibili dal Sistema Sanitario Regionale per le annualità 2016, nel rispetto dell'equilibrio economico-finanziario della Regione Molise. Provvedimenti", si stabilisce che, nell'anno 2016, per le prestazioni da privato, detta somma è di 117 milioni di euro;

nel piano operativo 2015-2018, invece, a pagina 2, tabella 1 (tendenziali 2015-2018 aggregazioni analisi scostamenti), al rigo C3 (prestazioni da privato), è scritto che l'importo previsto per l'anno 2016 è di 165, 254 milioni di euro;

se l'importo delle "prestazioni da privato" riportato fosse esatto, come scritto nel bilancio, ci sarebbe un deficit di 24,723 milioni di euro; se, invece, dovesse essere quello scritto nella delibera n. 63, si avrebbe un attivo di 23,531 milioni di euro;

risulta evidente la discrepanza tra questi dati, anche ai fini del piano di rientro;

nonostante il piano non fosse ancora stato pubblicato, la struttura commissariale ha pubblicato in data 2 febbraio 2017 l'atto aziendale, vale a dire la trasposizione in azioni concrete di quanto contenuto nel piano, e sta agendo di conseguenza, mentre l'atto aziendale dovrebbe seguire l'approvazione da parte del Ministero competente;

considerato inoltre che, a quanto risulta agli interroganti:

l'accreditamento, la cessione di servizi e di reparti essenziali a strutture private, finanziate con stanziamenti pubblici, costituiscono la vera essenza di questo piano;

le strutture private accreditate non prevedono il servizio di pronto soccorso, con la conseguenza che le strutture pubbliche dovranno far fronte a tutte le necessità di pronto intervento, senza un adeguato numero di posti letto per ricoverare i malati urgenti;

all'articolo 34-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, viene previsto che "In considerazione della necessità di assicurare la prosecuzione dell'intervento volto ad affrontare la grave situazione economico-finanziaria e sanitaria della regione Molise e a ricondurre la gestione nell'ambito dell'ordinata programmazione sanitaria e finanziaria, anche al fine di adeguare i tempi di pagamento al rispetto della normativa dell'Unione europea, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 1, commi 604 e 605, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, tenuto anche conto del contributo di solidarietà interregionale riconosciuto dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, di cui al verbale della seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 23 dicembre 2015, nella misura di 30 milioni di euro per l'anno 2015, di 25 milioni di euro per l'anno 2016 e di 18 milioni di euro per l'anno 2017: il commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario della regione Molise dà esecuzione al programma operativo straordinario 2015-2018, allegato all'accordo sancito nella seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 3 agosto 2016 (rep. atti n. 155/CSR) e recepito con decreto del medesimo commissario ad acta n. 52 del 12 settembre 2016, che con il presente decreto è approvato, ferma restando la validità degli atti e dei provvedimenti adottati e fatti salvi gli effetti e i rapporti giuridici sorti sulla base della sua attuazione; il medesimo commissario ad acta, altresì, adotta i provvedimenti previsti dal suddetto programma operativo straordinario 2015-2018, in modo da garantire che le azioni di riorganizzazione e risanamento del servizio sanitario regionale ivi programmate siano coerenti, nel rispetto dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza: 1) con l'obiettivo del raggiungimento dell'equilibrio economico stabile del bilancio sanitario regionale, tenuto conto del livello del finanziamento del servizio sanitario definito dalla legislazione vigente; 2) con gli ulteriori obblighi previsti a carico delle regioni dalla legislazione vigente",

si chiede di sapere:

quale sia stato il ruolo del Ministro in indirizzo in relazione alla trattativa, avvenuta in sede ministeriale, tra la Regione Molise e l'università cattolica del Sacro Cuore, per definire la sostenibilità ed il rilancio della fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso (notoriamente in deficit);

se abbia valutato la possibilità che il piano operativo possa produrre un ulteriore debito sanitario, considerando che le cifre riportate sono imprecise e poco attendibili, come già segnalato da associazioni locali;

se, attraverso il tavolo tecnico, sia stata fatta una valutazione su come si sia formato l'ingente debito pubblico sanitario della Regione Molise e quanta parte sia dipesa dalle strutture accreditate, come già segnalato in passato proprio dai vari tavoli tecnici;

se sia stata adeguatamente valutata la mancata coincidenza tra la cifra indicata nel piano e quella discordante indicata nel decreto n. 63 del commissario ad acta. La cifra indicata nel bilancio del piano allegato agli atti della citata Conferenza Stato-Regioni risulta di gran lunga superiore a quanto indicato nel decreto n. 63;

se sia compatibile con gli ordinamenti vigenti l'emanazione e l'attuazione di un atto aziendale che fa riferimento ad un piano non ancora pubblicato, perché non ancora approvato dal tavolo tecnico ministeriale;

se non ritenga che la cessione a strutture private, per di più confessionali, di reparti essenziali per garantire l'erogazione dei LEA prefiguri lo smantellamento della sanità pubblica in Molise, a favore di privati, sovvenzionati con stanziamenti pubblici, e possa configurarsi come una violazione all'art. 32 della Costituzione.

(3-03951)