• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/02085-B/014 in sede di esame del disegno di legge recante "Legge annuale per il mercato e la concorrenza" (AS. 2085-B), premesso che: le misure introdotte nel corso dell'esame presso la Camera dei...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/2085-B/14 presentato da GIANLUCA CASTALDI
mercoledì 2 agosto 2017, seduta n. 871

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge recante "Legge annuale per il mercato e la concorrenza" (AS. 2085-B),
premesso che:
le misure introdotte nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati non hanno apportato alcuna modifica migliorativo al provvedimento finalizzata a coniugare la promozione della concorrenza con un elevato livello di protezione dei consumatori;
il suddetto obiettivo dovrebbe essere perseguito anche attraverso una particolare attenzione alla sicurezza dei prodotti di consumo a disposizione nel mercato interno, ancorché questo comporti alcuni obblighi imposti a fabbricanti, importatori e distributori;
garantire l'identificazione e la tracciabilità dei prodotti lungo la catena di fornitura è elemento indispensabile a consentire l'individuazione degli operatori economici e l'eventuale adozione di misure correttive efficaci contro i prodotti non sicuri, quali i ritiri mirati;
l'indicazione dell'origine si aggiunge ai requisiti di base di tracciabilità relativi al nome e all'indirizzo del fabbricante. In particolare, l'indicazione del paese d'origine, aiuta a identificare il luogo effettivo di fabbricazione nel caso in cui il fabbricante non sia rintracciabile o l'indirizzo fornito sia diverso da quello del luogo effettivo di fabbricazione;
le succitate informazioni forniscono un significativo contributo alle Autorità di vigilanza del mercato nel reperimento del luogo di fabbricazione effettivo e rendano possibili i contatti con le autorità del Paese d'origine nel quadro della cooperazione bilaterale o multilaterale sulla sicurezza dei prodotti di consumo al fine di intraprendere eventuali azioni di monitoraggio;
considerato che:
la proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza dei prodotti di consumo in discussione a Bruxelles COM (2013) 78,prevede, all'articolo 7, l'obbligo, in carico ai fabbricanti e agli importatori,0 dell'indicazione dell'origine dei prodotti, secondo quanto dispone il codice doganale comunitario;
l'iter legislativo necessario all'approvazione della proposta, in corso dal 2013, ha evidenziato fin dall'inizio più di una criticità sul suddetto articolo, tanto che, nonostante un primo voto favorevole del Parlamento europeo nel 2014, il Consiglio "competitività" per di più presieduto dal Governo italiano, deliberò di procedere ad uno studio tecnico sui costi/benefici dell'obbligo di indicazione dell'origine;
al fine di superare l'empasse legato alla reticenza di alcuni Stati membri e di evitare lo stallo del provvedimento, sono state avanzate, senza alcun seguito, diverse proposte relative sia ad una applicazione temporanea e settoriale dell'articolo 7, sia alla possibilità di avviare una discussione su una proposta di compromesso riguardante l'introduzione dell'etichettatura obbligatoria, per un periodo limitato di 3 anni, in 5 settori manifatturieri (calzature, tessile abbigliamento, ceramica, legno arredo e oreficeria), ovvero quei settori che trarrebbero più vantaggi dall'introduzione del "made in" obbligatorio;
rilevato che:
in materia di indicazione dell'origine le sensibilità degli Stati membri sono molto diverse tanto che un numero significativo di essi si è sempre dimostrato a favore dell'introduzione del made in;
l'articolo 20 del Trattato sull'Unione europea prevede la possibilità di instaurare una cooperazione rafforzata nel quadro delle competenze non esclusive dell'Unione;
nella Dichiarazione di Roma, adottata lo scorso 25 marzo 2017, è stato ribadito l'impegno degli Stati membri a continuare ad agire congiuntamente, ma se necessario a ritmi e con intensità diversi, procedendo nella stessa direzione, in linea con i Trattati;
impegna il Governo,
ad attivarsi al fine di verificare con urgenza la disponibilità di altri Stati membri dell'Unione europea ad instaurare una cooperazione rafforzata nel settore della sicurezza di alcuni prodotti di consumo, con l'obiettivo di introdurre l'obbligo dell'indicazione dell'origine nei settori calzature, tessile-abbigliamento, ceramica, legno arredo ed oreficeria e di trasmetterne formale richiesta alla Commissione europea, a norma dell'articolo 329 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
(numerazione resoconto Senato G1.14)
(9/2085-B/14)
CASTALDI, GIROTTO