• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12152 (5-12152)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12152presentato daTRIPIEDI Davidetesto diMercoledì 13 settembre 2017, seduta n. 849

   TRIPIEDI, CIPRINI, CHIMIENTI, DALL'OSSO, LOMBARDI, GRANDE, PAOLO BERNINI, MASSIMILIANO BERNINI, PESCO, ALBERTI, VILLAROSA, FERRARESI e DI BATTISTA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   la società Ericsson, fondata nel 1876 a Stoccolma, è leader mondiale nella fornitura di tecnologie e servizi per la comunicazione, software e infrastrutture in ambito ICT (Information & Communication Technology) ad operatori di telecomunicazioni e altre aziende. Presente in 180 Paesi, con oltre 111.000 professionisti, nel 2016 ha generato ricavi per 24,5 miliardi di dollari;

   in Italia, dove opera dal 1918, è oggi presente con circa 3.800 dipendenti e fornisce tecnologie e servizi ai principali operatori di telecomunicazioni e industrie;

   il sito internet dell'azienda indica che, per Ericsson, «l'Italia riveste un ruolo strategico quale centro propulsivo alla guida dell'innovazione. Il Gruppo ha sempre riposto grande fiducia nel mercato italiano dell'ICT, come dimostra il costante impegno e la presenza capillare dell'azienda sul territorio a sostegno dell'evoluzione del settore italiano delle telecomunicazioni»;

   a partire dal 2007, in Italia il gruppo Ericsson ha licenziato circa 1850 dipendenti;

   in data 13 marzo 2017, Ericsson ha aperto la 14esima procedura di licenziamento senza prevedere alcun ammortizzatore sociale per 315 dipendenti in Italia, inviando a luglio le prime lettere di licenziamento a 181 di questi. Secondo l'azienda, tale scelta è condizionata dal cambio dello scenario competitivo del settore, alla contrazione della domanda interna, oltre allo sbilanciato nel settore software rispetto alle forniture hardware;

   pochi giorni prima della ricezione delle lettere di licenziamento da parte dei 181 lavoratori, i Ministri Poletti e Calenda inviavano ai sindacati una missiva scritta, a seguito dell'incontro avuto con l'azienda, dove indicavano che «la società ha ritenuto che per gli attuali esuberi dichiarati con la procedura di licenziamento collettivo non si possa trovare adeguata soluzione facendo ricorso agli ammortizzatori sociali previsti a legislazione vigente. Non si sono quindi prodotte le condizioni per istituire un tavolo di confronto tra organizzazioni sindacali e azienda, come da voi richiesto»;

   secondo i sindacati, e anche a giudizio degli interroganti, il Governo ha mostrato tutta la sua incapacità a confrontarsi con le multinazionali. I Ministri Poletti e Calenda per gli interroganti si sono limitati a registrare in maniera notarile l'esito della riunione avuta con Ericsson il 19 luglio 2017, nella quale l'azienda non solo ha ribadito la volontà di licenziare, ma si è resa anche indisponibile al confronto sindacale e a far ricorso ad eventuali ammortizzatori sociali;

   dal 2012 al 2017, Ericsson ha ottenuto dallo Stato italiano sette concessioni di finanziamenti pubblici per un totale di 38.277.550,91 euro. Attualmente, sono in corso ulteriori tre richieste di contributi pubblici, due delle quali riguardanti l'Agenda Digitale e una relativa al bando Horizon 2020 PON, tutte indicate sul sito internet del Ministero dello sviluppo economico;

   gli interroganti da tempo promuovono invano, anche con la presentazione di emendamenti e ordini del giorno poi bocciati, la modifica all'articolo 1, comma 12, del decreto-legge n. 35 del 2005 convertito dalla legge n. 80 del 2005, al fine di garantire che le aziende operanti in Italia che ricevono finanziamenti pubblici debbano impegnarli esclusivamente per gli stabilimenti presenti sul suolo italiano –:

   se i Ministri interrogati non intendano istituire un tavolo nazionale di confronto con l'azienda Ericsson e le rappresentanze sindacali, promuovendo azioni volte ad elaborare un piano di intervento volto ad escludere i licenziamenti e a prevedere degli adeguati ammortizzatori sociali per ognuno dei lavoratori coinvolti;

   nel caso non si riescano ad evitare i licenziamenti dei lavoratori sopraindicati, se non intendano assumere iniziative volte a prevedere un piano di ricollocamento per ognuno dei dipendenti licenziati;

   se non intendano assumere iniziative normative affinché le imprese operanti in Italia che ricevono finanziamenti pubblici debbano impegnarli esclusivamente per i siti di loro proprietà presenti sul suolo italiano.
(5-12152)