• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12125 (5-12125)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12125presentato daCARRESCIA Piergiorgiotesto diMercoledì 13 settembre 2017, seduta n. 849

   CARRESCIA. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

   l'importante ruolo assegnato dalla legge di riforma della scuola nel 2015 alla dirigenza scolastica e la peculiarità del settore dell'istruzione impongono una lettura coordinata delle numerose disposizioni che disciplinano la materia, sia quelle di carattere generale sia quelle più specifiche ed in particolare: del decreto legislativo n. 165 del 2001; del contratto collettivo nazionale di lavoro – Area V – dirigenza scolastica, sottoscritto in data 11 aprile 2006, con particolare riferimento agli articoli 11, 13 e 20 per le parti non disapplicate, e del contratto collettivo nazionale di lavoro – area V – dirigenza scolastica, sottoscritto in data 15 luglio 2010, con particolare riferimento agli articoli 7, 9 e 14; del decreto-legge n. 98 del 2011, in materia di dimensionamento; delle direttive ministeriali, come la n. 36 del 18 agosto 2016 recante le modalità di valutazione dei dirigenti scolastici; delle varie note ministeriali, quali la n. 21524 del 16 maggio 2017 e la n. 9752 del 1º giugno 2017 relative alle operazioni di rinnovo e mutamento degli incarichi dirigenziali;

   l'assegnazione di un dirigente scolastico deve tener conto di molteplici fattori molti dei quali sono demandati a criteri ed indicazioni definiti a livello ministeriale che trovano però applicazione con modalità diverse nelle varie regioni come è accaduto, anche nel corrente anno, per la proroga di dirigenti scolastici dopo il terzo triennio in una stessa sede;

   il criterio generale della permanenza al massimo per tre trienni nella stessa sede è lasciato ad una troppo ampia discrezionalità a livello locale e attualmente in alcune regioni lo stesso non trova applicazione, mentre in altre è soggetto ad un'applicazione rigorosa che non conosce margini di deroga neppure in presenza di motivazioni significative che giustificherebbero la proroga almeno per un quarto mandato;

   la ratio legis non può essere quella di assumerlo come criterio inderogabile, bensì solo di carattere indicativo soprattutto se sussistano ragioni di efficienza e di completamento di progetti qualificati, come ad esempio quelli di ricerca internazionale che vanno oltre il termine del mandato, quelli di elevata qualità come, ad esempio quelli di cui è responsabile l'Indire di Firenze e che coinvolgono in modo significativo i dirigenti scolastici (avanguardie educative) oppure quelli che per il carattere di peculiarità dell'istituto, per innovazione, internazionalizzazione, unicità nell'erogazione sul territorio di servizi qualificati necessitano di una continuità nella direzione (si fa riferimento anche a progetti Pon, in corso di svolgimento, ideati da un dirigente scolastico e che difficilmente potrebbero trovare continuità di svolgimento con un avvicendamento di diverse figure dirigenziali, o a progetti legati all'erogazione di corsi a carattere internazionale soggetti ad un rigoroso accreditamento delle istituzioni scolastiche, come i corsi Cambridge IGCSE);

   il settore della scuola è inoltre ritenuto dall'Anac a basso rischio e quindi la motivazione della rotazione connessa alle attività di appalto di forniture è quanto mai labile –:

   se la Ministra interrogata intenda assumere iniziative per dare specifiche direttive ai dirigenti degli uffici scolastici regionali recanti criteri di valutazione per l'eventuale proroga dei dirigenti scolastici anche oltre il terzo triennio quando sussistono validi motivi per consolidare importanti progettualità che necessitano di essere seguite, affinché prassi didattiche innovative ed organizzative non vadano disperse e perché, comunque, vi sia in tutte le regioni uniformità di comportamento.
(5-12125)