• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17735    le spiagge sarde rappresentano un inestimabile patrimonio di bellezza naturale, la cui tutela è assai viva nella cultura della Sardegna, anche per la forte valenza identitaria ed...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17735presentato daVARGIU Pierpaolotesto diMartedì 12 settembre 2017, seduta n. 848

   VARGIU. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   le spiagge sarde rappresentano un inestimabile patrimonio di bellezza naturale, la cui tutela è assai viva nella cultura della Sardegna, anche per la forte valenza identitaria ed economica che tale patrimonio riveste;
   in tal senso, la Sardegna si è da tempo data un regime di regole di tutela che tendono ad orientare ogni attività che coinvolga i litorali all'interno dei parametri dell'interesse comune e della inalienabilità del bene;
   è del tutto evidente come, all'interno di un simile quadro di garanzia, appaiano del tutto intollerabili le attività di spoliazione della risorsa ambientale, un tempo messe in essere in modo superficiale e grossolano da parte dei turisti poco educati al rispetto della risorsa ambientale;
   nonostante le attività di comunicazione e prevenzione messe in campo dagli enti locali e dai gestori delle concessioni delle spiagge sarde, anche quest'anno, i media locali hanno riferito di attività di prelievo di sabbia dai litorali sardi, giustificate nei modi più incredibili (dalla volontà di «riportare a casa un souvenir» alla necessità di «rinnovare l’habitat dell'acquario di casa»);
   tale atteggiamento dei turisti «predatori di sabbia» appare sicuramente grossolano e poco educato al rispetto dell'ambiente, ma è certamente superato in quanto a spregio delle regole dall'attività commerciale dei veri e propri «ladri di sabbia», che sfacciatamente mettono in vendita il loro «bottino» nei siti d'aste online;
   è sufficiente entrare nel sito www.ebay.de per verificare quanto sia attivo e sprezzante dei controlli questo vigliacco mercato del collezionismo che offende tutti i sardi: l'11 agosto è stata venduta sabbia proveniente dallo scoglio di Peppino (Costa Rei) per 5,99 euro; il 9 agosto, la sabbia venduta (per 2,50 euro) proveniva da Cala Sinzias, da Sant'Elmo, da Maria Pia (Alghero) e dal Poetto di Cagliari;
   nello stesso sito di www.ebay.de, al 16 agosto era in vendita (con un «compralo subito» a 9,99 euro) la sabbia proveniente da Porto Pollo;
   oltre allo sfregio di qualsiasi norma di ospitalità e di civile e rispettosa convivenza, la vendita di sabbia sarda nei siti di e-commerce rappresenta una sollecitazione indiretta alla predazione, trasmettendo un senso di impunità assoluta per i trasgressori della norma che possono pubblicamente mettere in vendita il frutto del furto;
   sarebbe intollerabile se le autorità preposte alla tutela della norma non intervenissero immediatamente perché cessi l'impunità che sembra tutelare i ladri internazionali di sabbia, sia attraverso un'azione diretta nei confronti dei siti di e-commerce che consentono il commercio fraudolento, che attraverso l'identificazione fisica dei responsabili delle inserzioni e la loro punizione secondo gli estremi di legge –:
   quali iniziative urgenti il Governo intenda intraprendere per impedire che nei siti internazionali di e-commerce, e in particolare sul sito www.ebay.de, avvenga liberamente il commercio della sabbia sottratta dolosamente alle spiagge sarde e quali iniziative intenda intraprendere perché sia contrastato il commercio fraudolento. (4-17735)