• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03969 PUPPATO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: l'art. 7 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante "Norme per la protezione della fauna...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03969 presentata da LAURA PUPPATO
martedì 12 settembre 2017, seduta n.872

PUPPATO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

l'art. 7 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", affida all'INFS (Istituto nazionale per la fauna selvatica), oggi confluito nell'ISPRA, il compito di raccogliere e analizzare i dati, esprimere pareri (consultivi o vincolanti), e fornire indicazioni sui piani d'azione ovvero predisporne, fornire ogni altra indicazione utile alla tutela della fauna e di conseguenza alla regolamentazione della caccia;

la programmazione della stagione venatoria dipende dai piani faunistici venatori, redatti dalle Regioni nei limiti della legge n. 157 del 1992;

la Regione Veneto, con deliberazione della Giunta n. 865 del 13 giugno 2017, ha approvato il calendario venatorio del Veneto, con apertura domenica 17 settembre, ma con ulteriori 5 giornate di preapertura il 2, il 3, il 4, il 9 e il 10 settembre, ovvero ancora in piena estate;

considerato che:

con nota firmata dal responsabile dell'area pareri tecnici e strategie di conservazione e gestione patrimonio faunistico nazionale e mitigazione danni e impatti, dottor Piero Genovesi, l'ISPRA ha informato le Regioni e i Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole, alimentari e forestali delle conseguenze nefaste di un inizio precoce dell'attività venatoria, dovute alle particolari condizioni climatiche riscontrate in questa stagione;

si legge, infatti, che "il 2017 è stato caratterizzato, già a partire dagli inizi dell'anno, da una situazione meteorologica decisamente critica, caratterizzata da temperature massime assai elevate e prolungati periodi di siccità, che ha determinato in tutta Italia una situazione accentuata di stress in molti ecosistemi", a cui va aggiunta l'espansione enorme degli incendi, arrivata al 260 per cento rispetto alla media del decennio precedente. Tale situazione "comporta una condizione di rischio per la conservazione della fauna in ampi settori del territorio nazionale e rischia di avere, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie";

seguendo un principio di precauzione, l'ISPRA rilascia alcune raccomandazioni alle Regioni, tra cui: la soppressione delle attività di addestramento di cani da caccia; il divieto di caccia da appostamento, che si concentrerebbe nelle zone dove sono presenti le poche risorse idriche; di posticipare ad ottobre l'inizio della caccia per gli uccelli acquatici, già provati dal ridimensionamento del loro habitat; di valutare attentamente l'effettivo successo dei rilasci di specie stanziali o di posticiparli nel caso in cui non siano ancora stati effettuati; di monitorare costantemente le condizioni della fauna nelle aree interessate da incendi durante la stagione estiva;

la necessità di posticipare la stagione venatoria almeno ad ottobre è quindi supportata da evidenti ragioni scientifiche e tecniche che non possono non essere considerate al fine di garantire un divertimento a poche persone, circa l'1,2 per cento della popolazione, a danno di tutti i cittadini italiani che vedono oggi ancor più rischio la biodiversità faunistica del nostro Paese;

molte associazioni ambientaliste e animaliste, tra cui WWF, Lipu, Enpa, Lac, Legambiente, Italia Nostra e Pro Natura, hanno chiesto sia al Ministro in indirizzo sia ai presidenti di Regione che vi sia la posticipazione della stagione venatoria, lettera che nel caso specifico del Veneto non ha ricevuto alcuna risposta, anche se l'assessore per l'agricoltura e la caccia Giuseppe Pan ha confermato l'apertura il 2 settembre a mezzo stampa, come riportato sulla "Tribuna di Treviso" il 30 agosto;

considerato, inoltre, che:

la Regione Veneto si è distinta, nel corso dell'attuale consiliatura, per una particolare tendenza alla deregolarizzazione dell'attività venatoria, già vista con la legge regionale n. 18 del 27 giugno 2016, poi annullata dalla Corte costituzionale con sentenza n. 174 del 13 luglio 2017;

le attuali condizioni climatiche richiedono misure più decise a tutela della fauna selvatica,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della preapertura della stagione venatoria in Veneto e se non ritenga necessario un suo differimento per non arrecare ulteriore stress alla fauna selvatica;

se non ritenga, vista anche la nota dell'ISPRA, di dover intervenire al fine di garantire la tutela della biodiversità faunistica dell'intero territorio nazionale, essendovi un diritto comune alla tutela ambientale, superiore al diritto particolare di praticare l'attività venatoria.

(3-03969)