• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/07994 DE PETRIS, CERVELLINI, BAROZZINO, BOCCHINO, PETRAGLIA, DE CRISTOFARO, MINEO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che a quanto risulta agli...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07994 presentata da LOREDANA DE PETRIS
martedì 12 settembre 2017, seduta n.872

DE PETRIS, CERVELLINI, BAROZZINO, BOCCHINO, PETRAGLIA, DE CRISTOFARO, MINEO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

il giorno 4 settembre 2017, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è stato sottoscritto un accordo tra i rappresentanti della Dico SpA e le organizzazioni sindacali, in merito alla crisi del gruppo e alla richiesta di cassa integrazione straordinaria per il personale;

Dico SpA è una società che gestisce una catena di discount a marchio "Tuodì superfresco", "Tuodì market", "Dico", con un organico aziendale pari a 1.853 dipendenti. L'azienda è interessata da una grave crisi di ordine economico-finanziario e sta sostenendo da tempo una fase assai critica in termini di tenuta commerciale, tanto da addivenire alla decisione di procedere alla presentazione di un'istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità, ex-artt. 182-quinquies e 186-bis della Legge Fallimentare (di cui al Regio decreto n. 267 del 1942 e successive modificazioni e integrazioni);

l'accordo con i fornitori dovrebbe consentire alla società di ridurre drasticamente la sua esposizione debitoria. La società avrebbe accumulato un debito lordo di circa 450 milioni, di cui oltre 200 verso gli istituti di credito, 225 verso i fornitori e 29 verso l'Erario;

la drammaticità di tale situazione è dimostrata, inequivocabilmente, dalla circostanza che la società ha operato la chiusura di 105 negozi, nei quali operano circa 640 lavoratori suoi dipendenti, a cui si aggiungono altri 5 negozi, nei quali opererebbero lavoratori in outsourcing, quindi dipendenti da altri soggetti imprenditoriali. Nell'ultimo biennio i dipendenti sono passati da 2.165 a 1.891;

è emerso che 7 punti vendita, tutti ubicati nell'ambito territoriale della Liguria, sarebbero attualmente interessati da una procedura di cessione, a dimostrazione del processo di ristrutturazione di fatto già in atto;

questo percorso intrapreso di vendita a "spezzatino" dei punti vendita è stato più volte evidenziato in modo negativo dalle organizzazioni sindacali. Peraltro, i punti vendita oggetto della trattativa di cessione, non rientrano tra quelli chiusi;

nell'incontro al Ministero la società avrebbe illustrato il piano di risanamento aziendale e di salvaguardia occupazionale che consisterebbe nelle seguenti azioni: concentrazione delle attività nei punti vendita maggiormente profittevoli, con conseguente sospensione dell'attività in 120 punti vendita, per i quali il piano prevede la ripresa dell'attività e la continuazione della stessa; accordo con i principali fornitori per il pagamento delle merci a 60 giorni; riduzione dei costi della sede centrale e "controllo delle vendite";

è stato concordato che l'azienda richiederà la cassa integrazione guadagni straordinaria per un massimo di 1.843 unità lavorative. La Cigs avrà una durata di 12 mesi. Nei punti vendita interessati da una temporanea sospensione delle attività i lavoratori saranno messi in CIGS a zero ore, mentre negli altri punti vendita e nella sede, i lavoratori saranno interessati dal ricorso alla CIGS a rotazione con riduzioni orarie fino ad un massimo, rispettivamente, del 20 per cento e del 40 per cento dell'orario di lavoro;

la società si è impegnata ad anticipare il trattamento di CIG alle normali scadenze di paga;

rimane indefinita da parte aziendale la situazione riguardante quei punti vendita oggi chiusi in regime di totale outsourcing e alle numerose esternalizzazioni presenti in altri punti vendita (reparti gastronomia, panetteria, eccetera). Permane, dunque, la situazione penalizzante dei lavoratori coinvolti che allo stato attuale non hanno nessun tipo di tutela del reddito e dell'occupazione;

permane il dubbio da parte delle organizzazioni sindacali che il ricorso alla CIGS sia strumentale e diretto solo ad ottenere una consistente riduzione dei debiti con i fornitori nell'ambito della procedura di concordato;

il 19 settembre è previsto un ulteriore incontro al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, mentre presso il Ministero dello sviluppo economico è tuttora attivo un tavolo di confronto tra la società e le organizzazioni sindacali,

si chiede di sapere:

come intendano i Ministri in indirizzo garantire il reddito e l'occupazione anche dei lavoratori in regime di outsourcing, di cui in premessa;

come intendano verificare che la società proceda effettivamente all'attuazione del piano di rilancio annunciato nell'incontro del 4 settembre 2017 presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al fine di escludere ogni utilizzo strumentale del ricorso alla CIGS e al fine di preservare l'occupazione.

(4-07994)