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Atto a cui si riferisce:
C.1/01696    premesso che:     le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2201/2015 e 2216/2015 hanno espresso una chiara condanna delle azioni unilaterali...



Atto Camera

Mozione 1-01696presentato daARCHI Brunotesto diMartedì 19 settembre 2017, seduta n. 853

   La Camera,

   premesso che:

    le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2201/2015 e 2216/2015 hanno espresso una chiara condanna delle azioni unilaterali intraprese dagli Houti con il colpo di stato che ha portato allo spodestamento del Governo in carica nello Yemen, all'occupazione abusiva da parte delle milizie armate Houti delle istituzioni yemenite sorte dal processo di transizione politica in corso in quel Paese dal 2011, obbligando il legittimo Presidente e il suo Governo all'esilio;

   la risoluzione delle Nazioni Unite n. 2216 del 2015, ha riaffermato il sostegno alla legittimità del presidente dello Yemen Hadi ed ha reiterato l'appello a tutte le parti ad astenersi dall'assumere azioni che possano minare l'unità, la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dello Yemen;

   il presidente Hadi ha chiesto l'aiuto della comunità internazionale a seguito del quale si è formata una coalizione a guida saudita dopo che, con una sua lettera datata 24 marzo 2015, Hadi ha informato il Presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di avere richiesto sostegno immediato, con qualsiasi mezzo e misura, incluso l'intervento militare, al fine di proteggere lo Yemen e il suo popolo dalle continue aggressioni degli Houti, al Consiglio di Cooperazione degli Stati Arabi del Golfo e alla Lega degli Stati Arabi;

   la situazione di caos determinata dal conflitto in alcune aree dello Yemen sta favorendo il radicamento di gruppi di terroristi quali ISIS/Daesh e, segnatamente, Al Qaeda nella Penisola Arabica, che costituiscono una minaccia rilevante per la sicurezza dell'Europa e dell'Occidente e un elemento di destabilizzazione trasversale per tutti gli Stati;

   la comunità internazionale si è attivata per porre fine al conflitto in corso con un'iniziativa di mediazione delle Nazioni Unite attraverso un inviato speciale del Segretario Generale che ha promosso tra il 2015 e il 2016 tre tornate negoziali tra le Parti, senza tuttavia conseguire il risultato di un accordo di pace;

   l'impegno delle Nazioni Unite per la pace in Yemen è tuttora in corso pur dovendo queste far fronte a crescenti difficoltà a riportare le Parti al tavolo negoziale;

   la risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 13 settembre 2017 sull'esportazione di armi, tra le altre cose, invita gli Stati membri e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) «ad aumentare la coerenza dell'attuazione della posizione comune e a rafforzare i meccanismi di scambio di informazioni, rendendo disponibili informazioni migliori dal punto di vista qualitativo e quantitativo per le valutazioni dei rischi correlati al rilascio di licenze di esportazione»;

   la legge italiana sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento è particolarmente severa ed è stata da ultimo modificata nel 2012 con un decreto legislativo che ha recepito la direttiva 2009/43/CE finalizzata ad armonizzare la legislazione in materia in ambito europeo;

   la guerra, che si protrae da più di due anni, ha causato oltre 16 mila vittime, fra i quali molti civili, e ridotto 7 milioni di persone alla fame, fra le quali 2 milioni di bambini, provocando una grave carestia e un'epidemia di colera;

   sono costanti l'attenzione e la preoccupazione dei presentatori del presente atto di indirizzo per il deterioramento della situazione umanitaria, alimentato dalle difficoltà negli approvvigionamenti di derrate alimentari e beni essenziali, dagli ostacoli all'accesso umanitario frapposti da tutte le parti in conflitto e aggravato dal dislocamento dei servizi di base, dovuto agli scontri;

   l'Italia è Presidente di turno dal 1° gennaio 2017 del G7 ed è membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,

impegna il Governo:

1) a continuare a sostenere, nella qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, quelle iniziative internazionali finalizzate a conseguire la cessazione delle ostilità e la ripresa dei negoziati di pace, in particolare le attività a tale scopo messe in atto nel quadro delle Nazioni Unite e dell'Unione europea;

2) a mantenere un alto livello di attenzione in tutti i fori internazionali sull'evolversi della situazione, onde poter contribuire attivamente alle proposte internazionali che favoriscano un dialogo tra le Parti in conflitto e una soluzione politica dello scontro in atto, sottolineando la forte preoccupazione per il grave deterioramento della situazione in Yemen, con il riaccendersi del confronto militare dopo il fallimento dell'ultima tornata negoziale a Kuwait City che aveva aperto delle prospettive positive alla soluzione politica della crisi yemenita;

3) a continuare a seguire gli sviluppi della crisi umanitaria in Yemen, partecipando alle iniziative di solidarietà internazionale della comunità dei donatori, sostenendo gli sforzi in corso da parte delle Nazioni Unite ed esercitando una forte pressione sulle Parti in causa, in riferimento alla questione umanitaria, ai diritti delle donne e dei bambini, nonché facendosi promotore di ogni opportuna azione e iniziativa in tutti i fori competenti affinché siano rispettati i fondamentali diritti umani;

4) a svolgere un ruolo propositivo nelle riunioni della fase finale della Presidenza italiana del G7 per fare in modo che la presidenza subentrante raccolga il testimone di un impegno a tenere alta l'attenzione sulla crisi yemenita;

5) a sensibilizzare i Paesi partner e gli alleati circa la minaccia rappresentata dal rafforzamento della presenza di organizzazioni terroristiche estremiste in alcune aree dello Yemen, nella consapevolezza che raggiungere una governance, efficace nel Paese impedisca ad Al-Qaeda di approfittare del vuoto di potere che si è creato;

6) a promuovere un rafforzamento del meccanismo di consultazione periodico dell'Unione europea sul controllo delle esportazioni degli armamenti convenzionali.
(1-01696) «Archi, Carfagna, Fitzgerald Nissoli, Valentini, Occhiuto».