• C. 2136 EPUB Proposta di legge presentata il 25 febbraio 2014

link alla fonte  |  scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.2136 Modifica all'articolo 4 del decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207, in materia di agevolazioni fiscali per la trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza


Frontespizio Relazione Progetto di Legge
XVII LEGISLATURA
 

CAMERA DEI DEPUTATI


   N. 2136


PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
MIOTTO, CASELLATO, CRIVELLARI, MOGNATO, MORETTI, MORETTO, MURER, NACCARATO, SBROLLINI
Modifica all'articolo 4 del decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207, in materia di agevolazioni fiscali per la trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza
Presentata il 25 febbraio 2014


      

torna su
Onorevoli Colleghi! Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) svolgono attività prevalentemente di carattere assistenziale nei confronti di persone in stato di bisogno e sono disciplinate dalla legge 17 luglio 1890, n. 6972, cosiddetta legge «Crispi».
      Soltanto nel 2000, con la legge n. 328 che approva la riforma del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, le IPAB hanno trovato un inquadramento più consono al mutato quadro istituzionale intervenuto con i decreti Bassanini.
      In particolare, l'articolo 10 della legge 8 novembre 2000, n. 328, conferiva una delega al Governo per il riordino delle IPAB, esercitata con il decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207, che ha segnato quindi il definitivo superamento della vecchia legge «Crispi».
      Con il decreto legislativo n. 207 del 2001, le regioni hanno avuto la possibilità di approvare le leggi di riordino e gli enti hanno proceduto alla trasformazione avvalendosi della agevolazione fiscale disposta dal comma 4 dell'articolo 4 del citato decreto legislativo che così recita: «In sede di prima applicazione e comunque fino al 31 dicembre 2003, gli atti di riordino delle Istituzioni in aziende di servizi o in persone giuridiche di diritto privato sono esenti dalle imposte di registro, ipotecarie e catastali e sull'incremento del valore degli immobili e relativa imposta sostitutiva».
      Le operazioni di riordino non sono state decise in modo uniforme e tempestivo sul territorio nazionale e pertanto si è reso necessario a più riprese prorogare il termine inizialmente previsto del 31 dicembre 2003, ai fini dell'accesso al regime fiscale agevolato.
      In particolare: con la legge 24 dicembre 2003, n. 350, articolo 2, comma 24, il termine del 31 dicembre 2003 è stato prorogato al 31 dicembre 2005; con la legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, comma 127, il termine del 31 dicembre 2005 è stato prorogato al 31 dicembre 2006; con la legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 338, il termine del 31 dicembre 2006 è stato prorogato al 31 dicembre 2007; con il decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, articolo 51-ter, il termine del 31 dicembre 2007 è stato prorogato al 31 dicembre 2008; con il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, articolo 5, comma 10, lettera c), il termine del 31 dicembre 2008 è stato retrocesso al 30 giugno 2008, ma con la successiva legge 22 dicembre 2008, n. 203, articolo 2, comma 10, è stata estesa la esenzione a tutti gli atti effettuati nel 2009.
      Dal 1 gennaio 2010 la trasformazione degli enti è onerosa e ciò è ingiusto.
      Peraltro, le proposte emendative ai provvedimenti aventi natura finanziaria, approvati dal Parlamento tendenti ad estendere l'arco temporale di esenzione agli atti di riordino, conseguenti alle leggi regionali che stavano per essere approvate, non sono state inopinatamente accolte dal Governo e pertanto le IPAB che procedono al riordino a partire dal 2010 sono sottoposte ad onerosi imposizioni tributarie, per effetto dei ritardi nell'approvazione delle leggi regionali di recepimento del decreto legislativo n. 207 del 2001.
      Conseguentemente, gli oneri finanziari vanno a gravare sul bilancio degli enti e direttamente sull'ammontare delle rette pagate dai cittadini o dagli enti locali, quale corrispettivo delle prestazioni erogate dalle IPAB oggetto di trasformazione.
      Appare del tutto ingiustificato gravare sui cittadini per la negligenza o per i ritardi, peraltro poco giustificabili, nell'adozione delle leggi regionali di riordino degli enti e, pertanto, si rende necessario correggere l'iniziale norma del decreto legislativo n. 207 del 2001 prevedendo che l'esenzione fiscale abbia ambito di validità connesso alla fase di trasformazione delle IPAB, conseguente alla prima applicazione della legge regionale di riordino in attuazione del decreto legislativo n. 207 del 2001.
      Il provvedimento che ripropone il testo della proposta di legge A.C. n. 3558 presentato nella 16a legislatura, non comporta oneri a carico del bilancio dello Stato.
torna su
PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.

      1. Il comma 4 dell'articolo 4 del decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
      «4. Gli atti relativi al riordino delle istituzioni in aziende di servizi o in persone giuridiche di diritto privato sono esenti dalle imposte di registro, ipotecarie e catastali e sull'incremento del valore degli immobili e relativa imposta sostitutiva».