• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12239 (5-12239)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12239presentato daPIAZZONI Ileana Cathiatesto diMercoledì 20 settembre 2017, seduta n. 854

   PIAZZONI, ZAMPA, RIBAUDO, AMODDIO, CARDINALE, CURRÒ, CULOTTA, RACITI, GRECO e ALBANELLA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   il comune di Piana degli Albanesi (provincia di Palermo), con delibera di giunta del 23 agosto 2017, ha indetto l'avvio di una procedura selettiva per l'affidamento di incarico professionale di n. 2 assistenti sociali a tempo determinato, in quanto sprovvisto del servizio;

   come chiaramente esplicitato dalla delibera, elemento fondamentale del suddetto incarico è individuato nella totale gratuità dello stesso, stante la compresenza di stringenti vincoli di finanza pubblica che non permettono l'assunzione a pieno titolo della figura professionale in questione;

   secondo l'articolo 1, comma 3 della legge 8 novembre del 2000, n. 328, la programmazione e l'organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali compete agli enti locali, alle regioni e allo Stato, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, secondo i principi di sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità, omogeneità, copertura finanziaria e patrimoniale, responsabilità ed unicità dell'amministrazione, autonomia organizzativa e regolamentare degli enti locali. L'articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ha espressamente previsto tra le funzioni fondamentali degli enti locali la progettazione e la gestione del sistema locale dei servizi sociali e l'erogazione delle rispettive prestazioni ai cittadini, secondo quanto previsto dall'articolo 118, quarto comma, della Costituzione. La legge della regione siciliana 9 maggio 1986, n. 22, dispone, infine, all'articolo 5, che gli enti locali istituiscano apposito ufficio per il servizio sociale, dotato di personale adeguato, e successivamente, il decreto presidenziale della regione siciliana del 29 giugno 1988, ne definisce l'organizzazione ed il numero di professionisti in base al numero degli abitanti;

   ai sensi della legge 15 marzo 2017, n. 33, e del relativo decreto legislativo attuativo la progettazione personalizzata, la valutazione multidimensionale del bisogno, i servizi per l'informazione e l'accesso al reddito d'inclusione (ReI) per la cui attuazione fondamentale risulta essere il ruolo del servizio sociale professionale, rappresentano livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione;

   come si evince dalle dichiarazioni del presidente dell'Ordine degli assistenti sociali un bando come quello sopra citato, contemplando la gratuità della prestazione, darebbe adito a prestazioni di dubbia legittimità, in quanto in contrasto con il codice deontologico;

   la vicenda desta tuttavia perplessità, in quanto delineerebbe un quadro in cui un servizio previsto dalla legge, riservato a professionalità qualificate che svolgono un ruolo molto delicato all'interno della comunità, avendo compiti, mansioni e responsabilità ben definite, verrebbe affidato a titolo gratuito;

   l'elemento della gratuità come requisito fondante del vincolo contrattuale farebbe venir meno, inoltre, principi fondamentali inerenti alla selezione per l'accesso alle dipendenze della pubblica amministrazione. Occorre sottolineare come la Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, nel parere n. 192 dell'11 maggio 2015, abbia individuato rigidi requisiti per la prestazione di lavoro gratuito alle dipendenze della pubblica amministrazione, requisiti che non sussistono nella vicenda descritta;

   sempre secondo quanto affermato dal presidente dell'Ordine degli assistenti sociali, vi sarebbero altri casi come quello illustrato, tre dei quali si sarebbero verificati proprio in Sicilia;

   bisogna precisare infine che – oltre le risorse ordinarie – sono stati messi a disposizione dei comuni ulteriori stanziamenti, 480 milioni di euro a valere sul Pon inclusione con l'avviso del 3 agosto 2016, per rinforzare i servizi necessari al miglior funzionamento delle misure di contrasto alla povertà –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione descritta in premessa, se non ritenga opportuno effettuare un monitoraggio sulla diffusione e sul funzionamento dei servizi sociali professionale e quali iniziative di competenza intenda assumere affinché tale funzione fondamentale sia garantita nelle modalità previste dalla legge su tutto il territorio nazionale.
(5-12239)