• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08075 ARRIGONI, CENTINAIO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, TOSATO, VOLPI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08075 presentata da PAOLO ARRIGONI
martedì 19 settembre 2017, seduta n.878

ARRIGONI, CENTINAIO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, TOSATO, VOLPI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

la docenza di sostegno costituisce la risposta della società alle esigenze di crescita e di benessere degli alunni con disabilità;

in base all'articolo 34 della Costituzione a tutti deve essere garantito il diritto all'istruzione e lo stesso principio è stato ribadito dalla convenzione dell'ONU per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano con la legge n. 18 del 2009;

la "Buona scuola", di cui alla legge n. 107 del 2015, non risolve a giudizio dell'interrogante le problematiche legate all'assunzione degli insegnanti di sostegno che, anche per il nuovo anno scolastico 2017/2018, non sono sufficienti a coprire le ore necessarie nelle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie. Infatti, stando alle sempre più frequenti segnalazioni, molte regioni evidenziano come il nuovo anno scolastico è iniziato con una carenza di insegnanti di sostegno rispetto a quelli necessari per i 234.000 alunni disabili (dato nazionale con un aumento del 4-5 per cento rispetto al 2016, in base a dati forniti dal Ministero);

molti studenti disabili subiranno inevitabilmente il cambio del proprio insegnante di sostegno, a discapito della continuità didattica, poiché, in alcuni casi, sono gli stessi insegnanti di sostegno a chiedere il trasferimento di sede o il passaggio al ruolo comune, come consentito dalla legge in vigore; il che non è privo di conseguenze per i bambini ed i ragazzi più fragili, che vengono lasciati durante il percorso educativo, e costretti molto spesso a cambiare insegnante ogni anno con inevitabili disagi;

molti studenti, anche con disabilità riconosciuta al 100 per cento, ottengono dall'ufficio scolastico regionale l'assegnazione di molte meno ore di sostegno rispetto a quelle cui avrebbero diritto, condizione che spinge diversi genitori a rivolgersi al TAR per ottenere il riconoscimento delle ore in più alle quali hanno diritto. Dall'inizio del corrente anno scolastico i ricorsi sono già numerosi e spesso sono gli stessi dirigenti scolastici a consigliare ai genitori la via del ricorso; in molti casi, le ore in più riconosciute vengono affidate ad altra maestra o ad una supplente, che ogni anno cambia, magari arrivando ad anno scolastico abbondantemente iniziato, ed è per questo che gli uffici scolastici regionali nominano docenti di altre materie pur di coprire i posti vuoti, tanti insegnanti sicuramente di buona volontà, ma non professionalmente preparati ad affrontare casi di gravi disabilità,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda attuare, al fine di rendere rapidamente effettivo il diritto allo studio sancito dalla Costituzione e quali siano le motivazioni che ostacolano una maggiore tempestività nell'assegnazione delle risorse professionali di supporto agli alunni con disabilità, che tenga conto del fabbisogno di organico e delle effettive esigenze di ciascuno;

se non ritenga urgente assumere un'iniziativa normativa, al fine di risolvere in maniera definitiva i problemi tuttora esistenti, che all'inizio di ogni anno scolastico regolarmente si ripresentano, relativi alla gestione e al potenziamento delle iniziative concernenti gli insegnamenti di sostegno, nonché le politiche sociali rivolte ai disabili, al fine di garantire una scuola della qualità e dell'inclusione, adottando misure opportune a garantire la continuità didattica agli studenti disabili;

per quali ragioni l'iter per le assunzioni del personale di sostegno per l'anno scolastico 2017/2018 non abbia preso in considerazione le esigenze specifiche degli istituti scolastici, risultando anche quest'anno notevolmente sottodimensionata rispetto alle necessità l'assegnazione degli insegnanti di sostegno;

se non ritenga opportuno rendere pubblici i dati relativi alle ore di sostegno effettivamente richieste e a quelle effettivamente concesse agli studenti e agli alunni disabili nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, fornendo i dati per regione e per provincia;

se non intenda adottare misure urgenti, al fine di garantire il rispetto dell'art. 1, comma 181, lettera c), punto 2), della legge n. 107 del 2015, in modo da assicurare allo studente disabile la cosiddetta continuità didattica, ovvero il medesimo insegnante di sostegno per l'intero ordine o grado di istruzione.

(4-08075)