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Atto a cui si riferisce:
C.1/01693    premesso che:     i sindacati di polizia penitenziaria nel bicentenario dalla costituzione del corpo, a Roma, hanno indetto una manifestazione per il 19 settembre 2017 per...



Atto Camera

Mozione 1-01693presentato daMOLTENI Nicolatesto diVenerdì 15 settembre 2017, seduta n. 851

   La Camera,

   premesso che:

    i sindacati di polizia penitenziaria nel bicentenario dalla costituzione del corpo, a Roma, hanno indetto una manifestazione per il 19 settembre 2017 per protestare contro l'attuale situazione, più volte denunciata al Ministero della giustizia;

    nello specifico, come risulta dal comunicato stampa congiunto dei sindacati di polizia penitenziaria (Sappe, Osapp, Uilpa, Sinappe, Fns Cisl, Uspp, Fsa-Cnpp e Fp Cgil), chiedono «più sicurezza e adeguati strumenti per garantire l'incolumità dei poliziotti penitenziari, dato l'aumento di aggressioni, colluttazioni e ferimenti tra le sbarre; un adeguato piano di nuove assunzioni di agenti di polizia penitenziaria (sono 8.000 le unità necessarie al corpo); un adeguamento delle risorse per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da quasi 10 anni; il ripristino di corrette relazioni sindacali in sede centrale (dap) e presso gli istituti e servizi penitenziari del paese; una rimodulazione del provvedimento di riordino delle carriere»;

    purtroppo, l'incontro avvenuto con il Ministro della giustizia, sui temi sopra riferiti, ha avuto esito negativo e, pertanto, i sindacati della polizia penitenziaria hanno indetto una manifestazione alle ore 9 in piazza Montecitorio per il 19 settembre 2017;

    è evidente che le motivazioni riportate nel comunicato stampa appaiono del tutto condivisibili e pienamente fondate, nonché urgenti nella loro risoluzione;

    al fine di risolvere le questioni afferenti al corpo di polizia penitenziaria pertanto occorre:

     in primo luogo, più sicurezza sui luoghi di lavoro degli istituti penitenziari e ciò attraverso strumenti atti a garantire una maggiore incolumità dei poliziotti penitenziari, stante l'aumento di aggressioni, colluttazioni e ferimenti che avvengono quotidianamente nelle strutture carcerarie;

     in secondo luogo, un adeguato piano di nuove assunzioni di agenti di polizia penitenziaria il cui organico oggi risulta scoperto di circa 8.000 unità;

     in terzo luogo, il rinnovo del contratto di lavoro ormai scaduto da quasi 10 anni e la rimodulazione del provvedimento di «riordino delle carriere»;

    infine, si auspica che le relazioni sindacali siano correttamente ripristinate sia in sede centrale (Dap) che presso gli istituti e servizi penitenziari presenti sul territorio dello Stato,

impegna il Governo:

1) a ricercare soluzioni per una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro degli istituti penitenziari, attraverso strumenti che consentano e garantiscano una maggiore incolumità dei poliziotti penitenziari, stante l'aumento di aggressioni, colluttazioni e ferimenti che avvengono quotidianamente nelle strutture carcerarie;

2) a prevedere, anche con iniziative normative emergenziali, un piano di nuove assunzioni di agenti di polizia penitenziaria, tenuto conto che ad oggi l'organico risulta scoperto per circa 8.000 unità;

3) a porre in essere tutte le iniziative necessarie affinché si proceda al rinnovo del contratto di lavoro ormai scaduto da quasi 10 anni, oltre ad una corretta rimodulazione del provvedimento di «riordino delle carriere»;

4) ad assumere iniziative per riprendere consone, congrue e corrette relazioni sindacali sia in sede centrale (Dap) che presso gli istituti e servizi penitenziari presenti sul territorio dello Stato.
(1-01693) «Molteni, Fedriga, Allasia, Attaguile, Borghesi, Bossi, Busin, Caparini, Castiello, Giancarlo Giorgetti, Grimoldi, Guidesi, Invernizzi, Pagano, Picchi, Gianluca Pini, Rondini, Saltamartini, Simonetti».