• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/00338-A/009    premesso che:     in Italia, negli ultimi anni siamo passati dai 16 ai 25 kg di consumo pro capite, risultato di numerose iniziative per la diffusione dei princìpi di una...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/00338-A/009presentato daZANIN Giorgiotesto diGiovedì 21 settembre 2017, seduta n. 855

   La Camera,
   premesso che:
    in Italia, negli ultimi anni siamo passati dai 16 ai 25 kg di consumo pro capite, risultato di numerose iniziative per la diffusione dei princìpi di una sana alimentazione che vede nel consumo di pesce un pilastro cruciale. Secondo il WWF, quest'anno dal primo di aprile la domanda di pescato in Italia è stata soddisfatta solo da pesce importato, poiché due terzi del mercato interno di pesce provengono dall'estero, metà dei quali solo da paesi in via di sviluppo;
    la pesca intensiva ha causato lo sfruttamento eccessivo di tutti gli stock ittici italiani ed in particolare dell'Adriatico, oggi in forte declino, alterandone gli ecosistemi e producendo di conseguenza una profonda crisi nel comparto della pesca;
    secondo i dati sulla pesca forniti dalla Commissione europea, il 96 per cento degli stock ittici dell'Unione europea in Mediterraneo sono sovrasfruttati: solo nell'Adriatico si registra tra il 2007 e il 2015 un crollo del 21 per cento delle catture della pesca, da 116.898 a 92.595 tonnellate. Per alcune specie molto richieste dai consumatori la situazione è ben più drammatica, con cali del 45 per cento per il nasello (tra il 2006 e il 2014) e addirittura del 54 per cento per lo scampo in soli 5 anni (2009-2014);
    dati ancora più preoccupanti se si pensa che solo l'Adriatico sostiene il 50 per cento della pesca italiana, la più importante nel Mediterraneo, che proprio in questo bacino concentra il 47 per cento della nostra flotta industriale, soprattutto quella a strascico;
    l'impoverimento delle risorse marine ha un impatto diretto sul settore della pesca: ad esempio, il solo nasello costituisce il 7,8 per cento del valore di tutti gli sbarchi ittici in Italia (pari a 64 milioni di euro nel 2014);
    pertanto, poiché l'area di intervento risulta altamente compromessa a causa di diversi fattori (ovvero: elevata attività antropica, riduzione del pescato e la perdita di biodiversità), al fine di invertire la rotta si ritiene necessario sviluppare progetti per ripristinare e proteggere gli habitat marini e le specie ittiche che le popolano, in quanto altamente compromessi a causa dei suddetti fattori;
    nei FEAMP 2014/2020, si dispone la «protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell'ambito di attività di pesca sostenibili» e nello specifico, come contributo a una migliore gestione o conservazione della biodiversità marina, si prevede come misura la costruzione, installazione o ammodernamento di elementi fissi o mobili;
    lo sviluppo di apposite strutture favorisce: il riequilibrio ambientale con il ripristino della biodiversità; una migliore gestione o conservazione delle risorse in modo sostenibile; la produzione di biomassa sia di invertebrati (soprattutto molluschi), che di piante acquatiche alla ricerca di substrati duri, sia di pesci (specialmente allo stadio giovanile), con conseguente riduzione di mortalità causata da predatori e aumento di crescita dovuto al favorevole ambiente trofico; l'incremento della sopravvivenza giovanile con particolare riferimento alle specie di interesse commerciale;
    inoltre, al fine di un incremento e ripristino sostenibile ed ecologico della produttività marina, si ritiene che tali strutture debbano essere non sperimentali, certificate ed idonee per ambienti marini, destinati a proteggere e potenziare la fauna e la flora marine,

impegna il Governo

a sviluppare, intensificare e sostenere progetti legati all'incremento e ripristino sostenibile ed ecologico della produttività marina attraverso l'immersione di manufatti certificati in grado di sviluppare catene alimentari stabili.
9/338-A/9. Zanin, Cova, Taricco, Palese.