• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/02886/005/ ... In sede di esame del disegno di legge "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017", premesso che: il...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/2886/5/14 presentato da FABRIZIO BOCCHINO
mercoledì 20 settembre 2017, seduta n. 288

Il Senato,
In sede di esame del disegno di legge "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017",
premesso che:
il provvedimento in titolo interviene all'articolo 4, introdotto alla Camera, sul Codice delle comunicazioni elettroniche per introdurre nell'ordinamento nazionale le sanzioni da applicare in caso di violazione del regolamento sui costi del roaming UE nelle reti pubbliche di comunicazioni mobili e sul cosiddetto Internet aperto, in modo da rendere effettiva tale nuova disciplina europea;
in particolar modo, in tema di internet aperto, viene introdotto il comma 16-ter all'articolo 98 del D.Lgs. n. 259/2003 - Codice comunicazioni elettroniche, che prevede, che l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) irroghi una sanzione amministrativa pecuniaria da 120.000 a 2,5 milioni di euro e ordini l'immediata cessazione delle violazioni, nel caso di violazione degli articoli del regolamento (UE) 2015/2120, relativi ad un'Internet aperta, inoltre qualora riscontri ad un sommario esame violazioni, l'AGCOM può adottare provvedimenti temporanei per far sospendere la condotta con effetto immediato, a tutela del funzionamento del mercato o degli utenti;
uno dei temi più scottanti e pressanti nel campo dell'lnternet aperto, anche per l'eco che ha tutt'ora nei media di settore e non solo, è quello del cosiddetto "modem libero", ovvero la pratica degli operatori fornitori di servizi internet di imporre ai loro clienti l'acquisto o il noleggio dei modem necessari per il collegamento alla rete internet, senza fornire nessuna informazione, o addirittura vietare, la configurazione del servizio con "modem libero" a scelta dell'utente, anche se pienamente conformi agli standard ed alle normative nazionali ed internazionali,
considerato che:
tale pratica è vietata dal regolamento (UE) 2015/2120, che riprende il concetto di "apparecchiatura terminale" della direttiva 2008/63/CE, poiché lesiva della libera concorrenza nel settore delle telecomunicazioni;
il Ministero dello sviluppo economico è stato recentemente chiamato a rispondere alla Camera dei deputati ad un'interpellanza urgente che richiedeva di chiarire il significato di "terminale" di rete e proprio in quella circostanza ha affermato che "se l'obbligo di utilizzare un modem o un router specifico scaturisce da una effettiva esigenza tecnica e ciò è indicato nelle specifiche tecniche, detta apparecchiatura, sia essa un modem o un router, dev'essere considerata un apparato della rete dell'operatore e non un modem o un terminale dell'utente e quindi non è soggetta alle disposizioni della direttiva 2008/63/CE ". Quindi, secondo il Governo, se il modem o il router risulta necessario per il corretto funzionamento della rete, anche se posta all'interno dell'abitazione dell'utente, tale apparecchiatura non può essere considerata "apparato" ma "terminale" di rete e quindi l'utente non può sostituirla, aggiornarla e neppure pretenderne le credenziali di accesso,
considerato inoltre che:
l'affermazione del Governo è foriera di molteplici perplessità in ordine ai costi addebitati all'utente anche nel caso in cui un modem o un router sia indispensabile per il funzionamento della rete, in tal caso infatti essendo il modem o router "terminale" di rete il costo dovrebbe essere a carico dell'operatore ed invece risulta essere a carico dell'utente che deve anche sostenere i costi dell'energia elettrica necessaria al suo funzionamento. Sarebbe a questo punto decisamente più semplice stabilire che, nel caso in cui un modem o un router sia indispensabile per il funzionamento della rete, e quindi sia un nodo/apparato di rete dell'operatore, quest'ultimo non possa addebitare costi all'utente che già ospita tale apparecchiatura presso il suo domicilio. Ma non solo. I dubbi sulla congruenza delle esternazioni dell'esecutivo rivestono in nuce la definizione di terminale, infatti se così fosse un eventuale guasto o addirittura il semplice spegnimento del modem all'interno dell'appartamento del cittadino Mario Rossi si riverbererebbe in tutta la linea dell'operatore, causando disservizi anche ad altri utenti dello stesso operatore e di altri operatori, ma così evidentemente non e né è mai stato;
in tale nebuloso contesto esiste di fatto una zona grigia in cui gli internet service provider (ISP) operano, a giudizio degli interroganti, in maniera arbitraria ledendo i diritti e gli interessi dei consumatori, in completo sfregio della disciplina sulla libera concorrenza,
tenuto conto che:
l'Ufficio dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (Ufficio BEREC) ha nelle BEREC Guidelines on the Implementation by National Regulators of European Net Neutrality Rules, approvate lo scorso agosto 2016, fornito indicazioni all'ente regolatore locale (nel nostro caso AGCOM) su come interpretare gli articoli del Regolamento europeo affermando per l'articolo 3, ovvero quello del modem libero, che "Se sussistono delle evidenze tecniche che rendono necessario l'utilizzo di uno specifico terminale l'operatore può scegliere di erogare tale servizio con il dispositivo considerato più idoneo che però viene considerato parte della sua rete";
tale eventualità in Italia non sussiste in quanto usando le apparecchiature protocolli standard ormai consolidati e codificati dagli organismi di certificazione internazionali, quali il VDSL2 ed il VoIP, pienamente supportati da tutti i modelli di modem sul mercato, i servizi possono essere pienamente usufruiti dai clienti con modem di loro libera scelta, a patto che gli ISP rilascino le credenziali e gli utenti configurino i modem seguendo le procedure da manualistica come succede per tutte le apparecchiature elettroniche,
tenuto conto inoltre che:
secondo quanto dichiarato dal rappresentante del Governo, spetterebbe all'AGCOM individuare esattamente quando un modem è da considerarsi "terminale" o "apparato", ma la continua latitanza dell'Autorità su questo argomento, che ormai si trascina da diversi mesi, ha già causato, e sta tutt'ora causando, un danno sia agli utenti che continuano a corrispondere somme agli ISP per l'acquisto forzato dei modem, sia alle imprese del settore che sollevano giuste perplessità nelle decisioni se investire o meno nel campo degli apparati terminali di rete nel nostro Paese,
considerato infine che:
l'Agenda digitale europea e conseguentemente quella italiana incoraggia e promuove l'uso delle tecnologie ed il più ampio e libero accesso ad internet come mezzo per una accelerazione delle attività socio-economiche nei più svariati campi di applicazione, e che tale uso e tale accesso sono severamente limitate dall'assenza di regole certe riguardo l'uso del c.d. "modem libero";
tutto ciò premesso e considerato, impegna il Governo ad intervenire puntualmente con una norma primaria volta a:
superare ogni qualsivoglia ambiguità lessicale, tecnica e fattuale chiarendo definitivamente che i modem-router utilizzati dall'utente finale per connettersi alla rete pubblica sono "apparati terminali" ed in quanto tali di libera scelta dell'utente in conformità con quanto stabilito dall'articolo 3 del regolamento (UE) 2015/2120 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, e quindi chiarire che gli utenti delle reti di comunicazione elettronica possono provvedere autonomamente alle attività di installazione, di allacciamento e di manutenzione delle apparecchiature terminali quali definite nella direttiva 2008/63/CE della Commissione, recepita con decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198, che realizzano l'allacciamento all'interfaccia della rete pubblica. Conseguentemente, il Governo chiarisca nella norma che gli operatori di rete sono obbligati a fornire le credenziali di accesso a tutti i servizi da loro commercializzati, siano essi la connessione alla rete pubblica internet che la fonia digitale Voice over IP (VoIP), a fronte dell'obbligo per gli utenti finali di dotarsi di apparecchiature pienamente conformi alla normativa nazionale e internazionale.
(0/2886/5/14)
BOCCHINO, BENCINI, URAS, MOLINARI, BIGNAMI, VACCIANO, SIMEONI, MUSSINI, ORELLANA, PETRAGLIA, DE PIETRO, MAURIZIO ROMANI