• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08143 ANITORI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: dalle tabelle della Struttura di missione contro...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08143 presentata da FABIOLA ANITORI
giovedì 28 settembre 2017, seduta n.887

ANITORI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

dalle tabelle della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico della Presidenza del Consiglio dei ministri, risultano 7,7 miliardi di euro da spendere entro il 2023 per rinforzare argini, costruire scolmatori e casse di espansione per le piene, nonché allargare i canali tombati e tirar su muri di contenimento;

per contro, dall'analisi di quanto effettivamente speso sul territorio in virtù del piano "Italia sicura" approvato nel maggio 2014, emerge che sono stati spesi appena 114,4 milioni di euro, ovvero meno dell'1,5 per cento del totale a disposizione;

degli 8.926 interventi "necessari e prioritari" segnalati dalle Regioni quando è stato approvato il piano, pochissimi sono stati corredati di un progetto esecutivo, ovvero appena il 6 per cento;

tenuto conto che:

una spesa efficiente delle risorse avrebbe forse evitato le stragi da nubifragio del passato e, non ultima, quella di Livorno;

a parere dell'interrogante, è inevitabile sveltire le procedure burocratiche: finora il denaro trasferito dallo Stato alle Regioni è stato utilizzato solamente ad aprire alcuni cantieri nelle città metropolitane: a Genova per il Bisagno, a Firenze per l'Arno, a Cesenatico per mitigare l'erosione della spiaggia;

va riconosciuto alla struttura di missione di aver recuperato, oltre agli stanziamenti per "Italia sicura", un tesoretto da 2,2 miliardi di euro bloccato da anni nei bilanci degli enti locali, con i quali ora sono state ultimate centinaia di vecchi lavori sui fiumi: tuttavia, rimane ingiustificata la lentezza con cui si procede e la difficoltà ad usare tali fondi;

considerato che:

nel caso specifico delle infrastrutture del Comune di Roma e della loro manutenzione, sono a rischio da 250.000 a 300.000 cittadini perché i canali sono spesso tombati e intubati in condotte senza sfogo, rischiando, in un potenziale evento futuro, una tragedia simile a quella di Livorno;

non solo a Roma non è stato avviato neanche un cantiere degli interventi previsti dal piano Italia Sicura, ma neppure azioni di messa in sicurezza del Tevere: infatti, il piano prevede un fondo apposito di 500 milioni di euro per migliorare le strutture contenitive del fiume, incluso un invaso a Orvieto (Terni) utile per trattenere la piena del fiume nella capitale;

rimane ricorrente il ritardo nelle progettazioni: in particolare, Comune e Regione devono trovare un'intesa per le manutenzioni e le opere strutturali;

considerato, inoltre, che:

a Roma, anche dopo la morte nel 2011 di un uomo cingalese annegato in un seminterrato all'Infernetto, poco è cambiato e la stessa zona necessita ancora di messa in sicurezza: infatti, domenica 10 settembre 2017, le forti piogge hanno causato l'ennesima tracimazione dell'influente L del canale di Palocco su via Alaleona e via Domenico Cortopassi, provocando ingenti danni alle abitazioni e alle automobili sulle strade.

a giudizio dell'interrogante, le azioni intraprese dagli enti preposti sono palesemente insufficienti;

per esempio, ad Ostia, la Regione ha stanziato 2 milioni di euro per la bonifica di canali nel X Municipio e nei prossimi mesi il consorzio Tevere Agro Romano avvierà i lavori per invertire la pendenza del canale Ostiense e potenziare l'impianto idrovoro di Bagnolo, tuttavia dal 2015 sono ancora in attesa dei lavori di potenziamento dell'impianto idrovoro di Isola Sacra, che risale alla prima metà del Novecento,

si chiede di sapere:

se non sia il caso di snellire le procedure burocratiche per lo sblocco dei finanziamenti previsti nel piano "Italia sicura", prevedendo un potere sostitutivo del Governo in caso di inerzia delle Regioni e degli enti locali;

se non sia il caso di prevedere una tempistica più stringente per l'esecuzione delle opere indifferibili, al fine di evitare nuove emergenze come le ultime di Livorno e Roma.

(4-08143)