• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12348 (5-12348)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12348presentato daMONGIELLO Colombatesto diMartedì 3 ottobre 2017, seduta n. 863

   MONGIELLO, GINEFRA, GRASSI, PELILLO e BOCCIA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

   al fine di favorire la diversificazione della produzione agricola e promuovere le produzioni di qualità, è stata promossa la registrazione della denominazione di origine «Gioia del Colle» atta a designare l'originario luogo di produzione della mozzarella di latte vaccino ottenuto da vacche locali di razza Bruna e Frisona stabilizzate sul territorio, partendo dall'incrocio di sostituzione dell'autoctona Podolica pugliese;

   il conseguimento della protezione della predetta DOP può rappresentare una carta vincente per il mondo rurale del territorio di specifici comuni delle province di Bari e di Taranto, in particolare di quelle zone svantaggiate o periferiche pugliesi dove la protezione della denominazione vi garantirebbe, oltre il miglioramento dei redditi degli agricoltori, anche la permanenza della popolazione rurale nelle zone suddette;

   è da precisare che la protezione richiesta riguarda solo la menzione geografica «Gioia del Colle» e non il termine commerciale, generico, del prodotto mozzarella. In tal senso vale la pena ricordare che la genericità del nome mozzarella è stata sancita in differenti atti normativi, tra cui:

    il decreto del Presidente della Repubblica del 13 aprile 1987, con il quale espressamente si consentiva che pure in presenza del formaggio tipico «Mozzarella di Bufala» si potesse contemporaneamente utilizzare il termine «Mozzarella» per designare un prodotto generico a pasta filata fresco ottenuto in modo difforme rispetto a quello regolamentato con la denominazione tipica. Questo decreto ha sostanzialmente cristallizzato dal punto di vista legislativo la situazione ed in effetti ha impedito a decorrere dal 1987 ogni azione volta alla protezione del termine «Mozzarella»;

    il regolamento (CE) n. 1107/96, con cui si è registrata la denominazione «Bufala Campana» e contestualmente, il Governo pro tempore non ha promosso la registrazione del termine «Mozzarella»;

    il decreto ministeriale 1º febbraio del 1997, con il quale si stabiliva che la mozzarella prodotta fuori del territorio campano poteva definirsi esclusivamente il formaggio fresco a pasta filata prodotto con latte bufalino;

    il decreto ministeriale 21 luglio 1988 relativo ai criteri per l'utilizzo dei termini «Mozzarella di latte di bufala» in relazione al prodotto a denominazione di origine protetta «Mozzarella di bufala campana»;

    la questione è stata inoltre oggetto dell'interrogazione n. 3-02244, discussa il 7 ottobre 1998, presso la 9ª commissione del Senato, cui è stata data risposta dal Governo;

   tali norme hanno chiarito che il termine mozzarella utilizzato per indicare i latticini comunque ottenuti, sia da latte vaccino e sia da latte di bufala, non crea confusione ne arreca pregiudizi alla DOP «Mozzarella di bufala campana». Del resto la disciplina di tutela delle denominazioni di origine protegge i luoghi geografici di cui sono originari specifici prodotti agroalimentari e non i nomi delle relative derrate alimentari;

   appare legittima e ben fondata la richiesta di registrazione della Dop «Gioia del Colle» avanzata dagli allevatori pugliesi al fine di promuovere e tutelare la loro mozzarella di latte vaccino prodotto con i pascoli e con i foraggi locali –:

   se non intenda intraprendere ogni necessaria iniziativa di competenza, volta a ribadire che la registrazione della denominazione di origine di «Gioia del Colle» è conforme ai requisiti previsti dalla normativa europea sulla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari e che tale registrazione, oltre a non essere in conflitto con le attuali altre denominazioni registrate, tra cui la mozzarella Stg «Fiordilatte dell'Appennino Meridionale» e la Dop «Mozzarella di Bufala Campana», può concorrere, invece, a migliorare le prestazioni agricole e la redditualità della zootecnica tipica dell'intero Mezzogiorno d'Italia, oltre che a fornire al consumatore di tutta l'Unione europea, la possibilità di distinguere, tra i tanti latticini industriali, una autentica e altamente qualitativa mozzarella di latte di vacca.
(5-12348)