• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18012 (4-18012)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18012presentato daMELONI Giorgiatesto diMercoledì 4 ottobre 2017, seduta n. 864

   GIORGIA MELONI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   da notizie di stampa si apprende che sta per diventare operativo il cosiddetto bonus pubblicità, l'agevolazione introdotta dall'articolo 57-bis del decreto-legge n. 50 del 2017 per favorire il rilancio del settore editoriale attraverso il riconoscimento di un credito d'imposta per la parte incrementale degli investimenti effettuati in pubblicità rispetto all'annualità precedente;

   sembra essere prevista a breve, infatti, l'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con cui si darà completa attuazione al credito d'imposta, che spetterà a decorrere dal 2018, al settantacinque per cento per le imprese e i lavoratori autonomi che, investono in campagne pubblicitarie su quotidiani, periodici, sulle emittenti tv e radio locali, ovvero al novanta per cento se a investire sono piccole e medie imprese, microimprese e startup innovative;

  sembra, tuttavia, che dal provvedimento, e quindi dall'agevolazione, saranno esclusi gli investimenti sul web, vale a dire che le aziende che investono sulle testate online non potranno beneficiare del contributo, nonostante il decreto-legge n. 50 del 2017, a proposito del contributo sulla pubblicità incrementale, si riferisca espressamente alla «stampa quotidiana e periodica» ed è ormai pacifico che le testate online, registrate in Tribunale, iscritte al ROC, con un direttore responsabile, siano completamente parificate dalla legge e dalla giurisprudenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione alle testate cartacee;

   inoltre, la pubblicità sulle testate online è molto meno costosa di quella effettuata sulle testate cartacee e, quindi, il riconoscimento dell'agevolazione anche per loro comporterebbe solo un esborso minimo da parte dello Stato;

   il settore dei giornali online è in espansione, pur non avendo mai beneficiato di alcun contributo pubblico, e rappresenta un segmento dell'informazione molto seguito dall'opinione pubblica –:

   se corrisponda al vero che il credito d'imposta di cui in premessa non sarà riconosciuto alle aziende che investono sulle testate online, e, se del caso, se il Governo non ritenga opportuno assumere iniziative per correggere tale anomalia.
(4-18012)