• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/08171 GRANAIOLA, MIGLIAVACCA, GOTOR, DIRINDIN, BATTISTA, RICCHIUTI, CORSINI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per la semplificazione e la pubblica amministrazione - Premesso che:...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08171 presentata da MANUELA GRANAIOLA
mercoledì 4 ottobre 2017, seduta n.890

GRANAIOLA, MIGLIAVACCA, GOTOR, DIRINDIN, BATTISTA, RICCHIUTI, CORSINI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per la semplificazione e la pubblica amministrazione - Premesso che:

ormai da alcuni anni, nell'ambito delle politiche di razionalizzazione della spesa, le pubbliche amministrazioni sono tenute a stipulare i contratti per beni e servizi sotto la soglia comunitaria (134.000 euro per le amministrazioni centrali e 207.000 euro per le restanti), soprattutto tramite il mercato elettronico della pubblica amministrazione (MePA), lo strumento complementare al sistema delle convenzioni gestito da Consip;

la piattaforma elettronica è intesa a favorire risparmio di tempo, trasparenza e tracciabilità per le pubbliche amministrazioni, ma anche a rendere più agevole, per le piccole e medie imprese fornitrici, l'accesso alla domanda pubblica;

per quanto il sistema abbia ormai realizzato volumi di acquisto cospicui e consentito la realizzazione di un risparmio significativo per le amministrazioni, esso continua a evidenziare criticità, la più rilevante delle quali è probabilmente la difficoltà a conciliare l'obbligo di utilizzo del sistema con l'efficienza delle procedure e l'economicità degli acquisti; con conseguente difficoltà a perseguire l'obiettivo di assicurare in modo veloce e trasparente appalti vantaggiosi e qualitativamente validi;

accade spesso che ad una gara siano invitate anche migliaia di imprese, con una tale quantità di offerte da richiedere mesi di lavoro per valutare le offerte, col risultato che circa il 95 per cento delle gare sul MePA è aggiudicato direttamente al prezzo più basso, il che sembra un modo non ottimale di assicurare la qualità dei mezzi e servizi acquisiti;

giustamente il codice degli appalti (di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016) prevede che i fornitori si avvicendino, ma ormai con il MePA si va oltre gli avvicendamenti, dal momento che le politiche di "spending review ", avendo praticamente esteso l'obbligo di ricorrere al MePA a tutte le pubbliche amministrazioni, hanno altresì imposto a tutte le imprese le complesse procedure relative alla gestione dell'abilitazione, al bando, ai capitolati tecnici, al catalogo e alle gare, così da indurre però circa il 90 per cento delle imprese prima fornitrici della pubblica amministrazione a rinunciare al mercato pubblico;

queste problematiche impattano principalmente sul mercato a livello locale, che di regola sarebbe in grado di offrire condizioni migliorative rispetto a quelle dei cataloghi del MePA;

anche la Corte dei conti nella recente "Relazione Consip Spa - esercizio 2015" ha espressamente dichiarato che "con l'estensione del ruolo affidato a Consip, si fa impellente la necessità di una più attenta e oggettiva valutazione dei risparmi di spesa effettivamente conseguiti",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover intervenire perché, pur salvaguardando l'obiettivo di fondo di rendere più trasparente ed economicamente sostenibile il sistema centralizzato di acquisti per la pubblica amministrazione, nella valutazione degli acquisti non rilevi solo il profilo economico del risparmio, ma anche quello della qualità dei beni e servizi interessati;

se non ritengano altresì di intervenire per ovviare alle criticità del sistema di acquisti centralizzati per le pubbliche amministrazioni rilevate dalla stessa Corte dei conti, segnatamente quanto: alla difficile gestione delle gare di più ampie dimensioni; al rischio dell'"emergere di intese anticoncorrenziali tra le imprese dominanti"; alle difficoltà di garantire l'accesso alla domanda pubblica anche da parte di piccole e medie imprese;

se non ritengano opportuno tutelare il mercato locale dei fornitori sia con gare a dimensioni più ridotte, sia differenziando l'offerta in base alla tipologia del soggetto pubblico utilizzatore dell'iniziativa stessa, sia infine assicurando la possibilità del ricorso a strumenti diversi (MePA, gare eccetera) a seconda del servizio proposto;

se non ritengano utile infine, laddove risulti dimostrata la capacità del mercato locale di offrire condizioni migliorative rispetto a quelle dei cataloghi MePA, di assicurare questa possibilità stabilendo il prezzo a base d'asta in considerazione anche dei prezzi di mercato esterno al MePA, assicurando altresì, nel caso vada deserta la richiesta di offerta sul MePA, la possibilità di ripetere la procedura al di fuori del sistema stesso.

(4-08171)