• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.6/00259 in sede di esame della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2017, premesso che: il Governo ha il compito di assicurare il graduale consolidamento delle finanze...



Atto Senato

Risoluzione in Assemblea 6-00259 presentata da LUIGI D'AMBROSIO LETTIERI
mercoledì 4 ottobre 2017, seduta n.889

Il Senato,
in sede di esame della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2017,
premesso che:
il Governo ha il compito di assicurare il graduale consolidamento delle finanze pubbliche e mettere in campo politiche a favore della crescita, anche attraverso le necessarie riforme strutturali, i cui effetti siano positivi e concreti;
la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2017 stima un incremento del PIL pari all'1,5 per cento per l'anno in corso, dell'1,2 per cento per l'anno 2018 e 2019, dell'1,3 per cento per il 2020;
l'Italia riporta invero un tasso di crescita fra i più bassi d'Europa, registrando una ripresa economica ancora molto fragile che avrebbe bisogno di essere sostenuta con maggiori investimenti, con politiche del mercato del lavoro e con nuovi strumenti atti a produrre occupazione stabile, con politiche finalizzate ai giovani e a coloro che non sono più giovani che si trovano in stato di inoccupazione;
l'auspicata ripresa non può prescindere da una revisione del carico fiscale, che la Nota di aggiornamento attesta a livelli più alti rispetto a quelli del Documento approvato in aprile: dal 42,6 per cento del 2017 al troppo ottimistico 42,3 per cento del 2020, con un livello minimo del 42,6 per cento nel 2017, e a fronte di un aumento costante nel triennio del gettito tributario;
il carico fiscale di cui sopra resta troppo elevato per i cittadini e per le imprese ed incide inevitabilmente sullo sviluppo della nostra economia con riflessi sul mercato del lavoro;
rispetto al tasso di disoccupazione, ora all'11,7 per cento, la Nota di aggiornamento al DEF stima una riduzione al 11,5 per cento nel 2017 e fino al 9,8 per cento nel 2020, cioè valori ancora troppo alti rispetto agli altri Paesi UE;
la crisi economica, determinando un consistente aumento delle persone in stato di povertà, ha già causato, in conseguenza, un parallelo aumento delle diseguaglianze sociali, a scapito soprattutto delle famiglie;
il rapporto debito pubblico/PIL, a differenza di quanto stimato nel quadro programmatico del DEF, segna una irrisoria riduzione di mezzo punto percentuale, per attestarsi nel 2020 al 123,9 per cento;
le stime di crescita delineate nella Nota di aggiornamento al DEF 2017 si fondano esclusivamente su generiche riforme in predicato di essere approvate con la legge di bilancio 2018;
considerato, infine, che:
le risorse previste per le spese di immigrazione, ammontanti ad oltre 4,2 miliardi di euro al netto dei contributi UE, gravando pesantemente sul bilancio dello Stato, potrebbero compromettere seriamente la salvaguardia delle finanze sovrane;
preso atto che:
l'Italia ha un'ampia e diversificata capacità produttiva dovuta alla presenza capillare sul territorio di tantissime piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto connettivo e vitale del Paese;
occorre impedire fermamente qualsiasi sperpero di denaro pubblico e stanziare adeguate risorse per il comparto sanità, in generale, e in particolare per i pazienti affetti da gravi patologie e per il personale che frequenta i corsi ECM e/o per i medici specializzandi che attendono il finanziamento delle borse di studio dalla fine degli anni '80;
gli effetti delle riforme fin qui approvate, sono stati molto limitati nell'efficacia e nel tempo,
impegna il Governo:
ad adottare le necessarie misure finalizzate a ridurre concretamente la pressione fiscale portandola al di sotto del 40 per cento, attraverso un programma certo di spending review che contempli anche la soppressione degli enti inutili e il taglio effettivo degli sprechi;
a prevedere un piano strategico di opere mirato a promuovere la ripresa dell'economia e la crescita del Paese, nonché ad adottare le necessarie misure per favorire gli investimenti pubblici e privati, come risorse da destinare alla ricerca o le agevolazioni in favore della capitalizzazione delle imprese, tali da incrementare nel prossimo triennio il rapporto tra investimenti e PIL;
a prevedere misure volte ad assicurare una effettiva riduzione del cuneo fiscale sul lavoro;
a prevedere una nuova disciplina per la regolazione del lavoro accessorio che allo stato appare la più adeguata per far emergere forme di lavoro sommerso;
a prevedere la rivisitazione dei criteri e delle modalità di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario delle università italiane, allo scopo di accelerare il processo di riequilibrio delle università statali e al fine di alleggerire il peso della contribuzione studentesca, tenuto conto della primaria esigenza di assicurare la copertura delle spese fisse di personale di ruolo entro i limiti della normativa vigente;
a prevedere misure volte ad assicurare una effettiva equità del settore previdenziale nonché a favorire una maggiore incentivazione fiscale delle forme di previdenza complementare;
a rendere effettive le risorse necessarie per gli investimenti a favore delle politiche del lavoro per gli under 35 nonché misure in favore dei lavoratori e delle lavoratrici maggiori di 50 anni, privi dei requisiti di accesso alla pensione, che sono stati posti al di fuori del mercato del lavoro;
a potenziare le risorse necessarie per le politiche a favore della lotta alla povertà;
a porre in essere una politica di sostegno alle famiglie che incoraggi la natalità anche attraverso una riduzione mirata dell'IRPEF nei confronti dei nuclei familiari nonché a confermare il riconoscimento delle misure di cui all'articolo 4, comma 24, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92, come integrato dall'articolo 1, comma 357, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
a valutare, anche attraverso una riforma complessiva delle norme relative alla disciplina del "secondo pilastro", l'individuazione di nuove fonti di finanziamento aggiuntive a quelle stanziate per il FSN, che consentano di garantire concretamente l'universalità del SSN e un più efficiente ed equo accesso alle prestazioni sanitarie stabilite dai LEA, definendo nuovi modelli di governance e disciplinando efficaci sinergie tra pubblico e privato;
ad assicurare, in ambito sanitario, l'effettiva erogazione di servizi a vantaggio e tutela dei malati, in particolare stomizzati, incontinenti e malati terminali e gravi, nonché le misure a tutela di coloro che assistono un familiare con disabilità o patologie gravi;
ad assicurare la corresponsione degli emolumenti dovuti ai medici specializzandi degli anni '80 e '90 e per i corsi ECM, a tutti gli operatori sanitari;
ad assicurare la disponibilità delle risorse necessarie all'attivazione dei corsi di specializzazione per le professioni sanitarie non mediche, e in particolare per i farmacisti, e consentire a tutti i professionisti del settore di completare il proprio percorso formativo e la possibilità di accedere ai concorsi pubblici del Servizio sanitario nazionale;
a proseguire nelle politiche recentemente adottate per fronteggiare il fenomeno immigrazione, fornendo altresì al Parlamento adeguate informazioni circa l'effettivo ammontare e la finalizzazione della spesa complessiva sostenuta direttamente dall'Italia e le relative fonti di copertura, al netto dei contributi UE, nell'ultimo trimestre del 2017.
(6-00259)
D'AMBROSIO LETTIERI, BRUNI, ZIZZA, PERRONE, LIUZZI, DI MAGGIO, TARQUINIO.