• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12392 (5-12392)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12392presentato daGHIZZONI Manuelatesto diVenerdì 6 ottobre 2017, seduta n. 865

   GHIZZONI, ASCANI, MANZI, RAMPI, BONACCORSI, NARDUOLO, SGAMBATO, IORI, CRIMÌ e D'OTTAVIO. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

   il comma 3 dell'articolo 68 della legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di diritto d'autore stabilisce «il divieto di riproduzione di spartiti e partiture musicali»;

   tale divieto assoluto di riproduzione di spartiti musicali è stato spesso oggetto di interpretazione a causa della natura del bene e delle diverse applicazioni delle norme sul diritto d'autore;

   la legge 4 agosto 2017, n. 124 — ha modificato, all'articolo 1, commi 171 e 172, due norme del 22 codice dei beni culturali e del paesaggio (già modificati nel 2014 dal decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106 cosiddetto Art Bonus) semplificando ulteriormente la riproduzione dei beni culturali, in particolare estendendo le ipotesi in cui la stessa non necessita di autorizzazione e ampliando i casi in cui non è dovuto alcun canone; in particolare si inserisce, tra le ipotesi nelle quali non è dovuto alcun canone per le riproduzioni, quelle eseguite direttamente da privati per uso personale o per motivi di studio e si estende, inoltre, la riproduzione libera — a determinate condizioni — ai beni finora esclusi, cioè quelli bibliografici e archivistici, fatta eccezione per i beni archivistici sottoposti a restrizioni di consultabilità in ragione del loro contenuto sensibile;

   la nuova normativa parrebbe estendersi anche ai beni bibliografico-musicali, per i quali però esistono problematiche specifiche, in quanto oltre al diritto d'autore essi comportano anche i cosiddetti diritti connessi;

   le biblioteche e, in generale, gli istituti di conservazione di partiture e spartiti musicali rispetto alla riproduzione e ora anche alla libera riproduzione non presentano un indirizzo comune e in seguito all'approvazione delle suddette norme, in vigore dal 29 agosto 2017, hanno posto diversi dubbi interpretativi;

   inoltre, la circolare n. 14 emanata il 21 settembre dalla direzione generale biblioteche non fa cenno al bene bibliografico-musicale;

   il 60 per cento del patrimonio mondiale dei beni musicali risulta custodito in Italia –:

   se il Ministro interrogato non intenda assumere iniziative per fornire chiarimenti interpretativi in ordine alle norme contenute nella legge 4 agosto 2017, n. 124, al fine di consentire la libera riproduzione di spartiti e partiture musicali — manoscritti e a stampa — alla luce delle restrizioni attualmente vigenti disposte dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, che di fatto stabilisce il divieto alla riproduzione anche per il materiale bibliografico musicale escluso dal diritto d'autore;

   se il Ministro interrogato non ritenga opportuno costituire un apposito gruppo di studio per approfondire le diverse istanze — dei ricercatori, degli autori e delle istituzioni di conservazione — e approdare ad una sintesi normativa che tuteli le opere e il diritto d'autore e consenta altresì la massima diffusione delle ricerca in campo musicale e musicologico.
(5-12392)