• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18081 (4-18081)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18081presentato daFEDRIGA Massimilianotesto diLunedì 9 ottobre 2017, seduta n. 866

   FEDRIGA. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   appare oltremodo assurda la comunicazione del Ministero della giustizia del 18 agosto 2017 prot. 0035462 in riferimento ai contributi da versare agli enti pubblici che sino al 2015 sono stati sede di uffici giudiziari, con riguardo alla decisione di corrispondere solo una parte della somma (pari ad una cifra molto modesta) e peraltro in rate trentennali a partire dal 2017 con termine 2046;

   nello specifico, si fa riferimento ai comuni di Cividale del Friuli, di Palmanova e di San Vito al Tagliamento a cui verrebbero riconosciuti, rispettivamente, solo per 41.432,09, per 33.457,29 e per 21.648,33, e pertanto la maggior parte della somma rimarrebbe a carico del comune;

   i predetti comuni hanno anticipato per conto dello Stato – ai sensi della legge n. 392 del 1941 – le spese di funzionamento degli uffici giudiziari soppressi per gli effetti del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, dal Governo Monti;

   la vicenda dei rimborsi delle spese sostenute per il funzionamento degli uffici giudiziari, come nel caso dei citati comuni di Cividale del Friuli, Palmanova e San Vito al Tagliamento, è stata regolata da ultimo dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 marzo 2017 (in Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2017), e dalla relativa nota del Ministero della giustizia del 10 agosto 2017 prot. 151185.U; ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri citato, si subordina il riconoscimento e la corresponsione delle somme stabilite dalla tabella allegata a detto decreto (e comunque a parziale copertura delle spese sostenute) e alla presentazione da parte dell'amministrazione comunale di un formale atto di rinuncia a proseguire le azioni pendenti, nonché eventualmente a porre in esecuzione titoli esecutivi di pagamento, ovvero formale dichiarazione di inesistenza di giudizi o procedure esecutive pendenti;

   la nota del Ministero della giustizia (10 agosto 2017 prot. 151185.U) invita a presentare la documentazione per ottenere il rimborso entro e non oltre il 30 settembre 2017, termine ultimativo e «perentorio» non previsto né dalla norma primaria (commi 433, 438 e 439, dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232) né dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in parola, e pertanto non può che esser inteso come termine arbitrario e privo di ogni pregio giuridico;

   di recente, si è espresso il Tar Lazio in ordine al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in parola (ordinanza n. 7687/2017 del 14 settembre 2017), e alla nota del Ministero 10 agosto 2017 prot. 151185.U, con specifico riferimento alla questione (termine ultimativo e «perentorio» per la presentare la documentazione ai fini di ottenere il rimborso, adeguatezza dei rimborsi riconosciuti e congruità della rateizzazione trentennale), accogliendo l'istanza cautelare in relazione al fatto che la disposizione è lesiva del diritto di difesa e ritenendolo pertanto illegittimo –:

   se il Ministro non intenda assumere iniziative per procedere alla refusione totale delle spese sostenute fino al 2015 dai comuni sede di uffici giudiziari, e nello specifico ai comuni di Cividale del Friuli, di Palmanova e di San Vito al Tagliamento, provvedere, per quanto di competenza, a rimodulare la rateizzazione del rimborso affinché lo stesso sia contenuto e comunque non superiore a 5 anni;

   se intenda assumere iniziative, anche mediante una nota, che recepiscano quanto stabilito dal Tar Lazio con l'ordinanza n. 7687/2017 del 14 settembre 2017, eliminando ogni indicazione che si riferisca ad un termine perentorio del 30 settembre 2017, ai fini della presentazione da parte dei comuni della documentazione per ottenere il rimborso.
(4-18081)