• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12405 (5-12405)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12405presentato daVICO Ludovicotesto diLunedì 9 ottobre 2017, seduta n. 866

   VICO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   il giornalista Nazareno Dinoi, dipendente di ruolo dell'asl di Taranto, svolge l'attività sanitaria da 33 anni e negli ultimi 18 anni ha scritto su varie testate giornalistiche occupandosi prevalentemente di cronaca nera e giudiziaria;

   Dinoi è stato sottoposto in pochi mesi a due procedimenti disciplinari da parte della direzione generale dell'azienda sanitaria: il primo concluso con l'allontanamento dal servizio per 30 giorni senza stipendio e il secondo ancora in itinere;

   il direttore generale dell'asl di Taranto, Stefano Rossi, dopo averlo fatto sospendere per un mese senza stipendio (marzo 2017) perché l'infermiere-giornalista aveva aperto una partita Iva necessaria per dichiarare i compensi della sua attività di giornalista, ha avviato nei suoi confronti un nuovo provvedimento disciplinare per aver scritto due articoli «dedicati alla Asl». Gli articoli in questione sono i seguenti:

    «Omicidio, cordoglio del sindaco di Taranto. La gestione del pronto soccorso nel mirino», in cui riportava fedelmente (copia-incolla) parti di comunicati stampa sull'argomento, del sindaco di Taranto, dell'interrogante e del consigliere regionale Mino Borraccino;

    «Omicidio in pronto soccorso, la Asl anticipa la difesa», dove dava conto, altrettanto fedelmente, del contenuto di una delibera del direttore generale (pubblicata sul sito istituzionale della asl e quindi accessibile a tutti), con la quale si dava incarico all'ufficio legale interno di predisporsi per una futura costituzione della asl nel processo che si aprirà per la morte dell'anziana signora di cui si trattava nell'articolo;

   l'episodio in questione, riguarda il fatto di cronaca avvenuto il mese di agosto 2017 al pronto soccorso del Santissima Annunziata di Taranto, dove uno squilibrato, che è stato poi arrestato, ha aggredito un'anziana ricoverata uccidendola. Una notizia terribile riportata da tutti i giornalisti, su tutti i giornali e da tutte le agenzie anche nazionali, compreso dal Dinoi;

   secondo il direttore dell'Asl, il dipendente giornalista non avrebbe dovuto scrivere gli articoli perché sarebbe stato autorizzato a svolgere solo attività di collaborazione con giornali, riviste, enciclopedie e simili (che è poi un diritto sancito dal decreto legislativo n. 165 del 2001, articolo 53), con esclusione di contenuti dedicati all'asl di Taranto;

   l'articolo 21 proclama che «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure»;

   il precetto deontologico del giornalista (Diritti e doveri della legge professionale n. 69 del 1963), all'articolo 2, recita «È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede»;

   la legge sul pubblico impiego regola e limita le seconde attività, ma fra queste, quella di giornalista esula dai divieti imposti –:

   di quali elementi disponga il Governo in ordine a quanto riportato in premessa e se non ritenga di valutare l'opportunità di iniziative normative volte a garantire il più ampio diritto-dovere di cronaca, anche in raccordo con i vertici degli ordini professionali, alla luce delle vicende di cui in premessa.
(5-12405)