• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12429 (5-12429)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-12429presentato daMENORELLO Domenicotesto diMercoledì 11 ottobre 2017, seduta n. 868

   MENORELLO e GEBHARD. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legge n. 99 del 2017 i crediti deteriorati delle banche venete, quantificati dalla Banca Italia in «9,9 miliardi di valore netto contabile, 17,8 di valore lordo» (relazione luglio 2017), avrebbero dovuto essere ceduti dai liquidatori alla Società di gestione delle attività spa (Sga);

   secondo tale fonte di Banca Italia, «l'evidenza empirica indica che la percentuale di valore dei crediti deteriorati che può essere recuperata mediante un approccio “paziente” è molto più elevata di quanto possa essere ottenuto cedendo questi attivi pro soluto sul mercato e di quanto stimato (18 per cento in via provvisoria e 22 per cento in via definitiva) nel caso della risoluzione delle quattro banche avvenute nel novembre 2015»;

   la possibilità di «personalizzare» sui singoli debitori, specie imprenditoriali, una definizione dei non performing loans (npl) è condizione irrinunciabile per non compromettere ulteriormente l'economia veneta;

   Banca Italia afferma che «SGA è attrezzata per attuare tale approccio “paziente”», ma le categorie economiche venete e qualificati operatori di settore denunciano importanti criticità proprio nella capacità di rinegoziazione e gestione dei crediti deteriorati veneti, che impedisce a migliaia di aziende di accedere al circuito del credito, bloccando la relativa operatività aziendale;

   nel corso dell’«Npl meeting» svoltosi a Venezia il 16 settembre 2017 è stata denunciata «una gestione da puro recupero» dei crediti deteriorati, stigmatizzando la situazione di 8 miliardi di euro di crediti «incagliati» di Veneto Banca e Bpvi «rimasti nel limbo tra la liquidazione coatta amministrativa e il mancato trasferimento alla SGA»;

   alcune fonti affermano, in particolare, che i decreti del Ministero dell'economia e delle finanze di avvio delle liquidazioni non sarebbero stati ancora pubblicati e, soprattutto, che Sga non avrebbe le necessarie autorizzazioni bancarie per poter effettivamente proporre e disporre la riconfigurazione dei crediti deteriorati ad essa ceduti, al fine di far tornare in bonis i debitori, potendo attuare solo una mera azione di recupero legale;

   tale situazione causa un impatto sensibilmente grave nell'economia veneta e compromette le previsioni di recupero prospettate alla presentazione del decreto-legge n. 99 del 2017 –:

   se – nel quadro delle iniziative da esplicitare per garantire quell’«approccio paziente» sui non performing loans essenziale per non danneggiare ulteriormente l'economia veneta e, contemporaneamente, ottenere la percentuale di recupero dell'investimento pubblico stimata dal decreto-legge n. 99 del 2017 – risulti che i crediti deteriorati delle banche venete siano effettivamente stati trasferiti alla Sga e se la stessa abbia le necessarie autorizzazioni bancarie per rinegoziare i singoli crediti deteriorati, al fine di modularli considerando la specificità di ciascun debitore.
(5-12429)