• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12419 (5-12419)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12419presentato daPIAZZONI Ileana Cathiatesto diMercoledì 11 ottobre 2017, seduta n. 868

   PIAZZONI, AMATO, PAOLA BOLDRINI, CAPONE, CARNEVALI, D'INCECCO e MIOTTO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   il decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio, ha introdotto all'articolo 21-ter nuove disposizioni in materia di indennizzo a favore delle persone affette da sindrome da talidomide;

   l'articolo 21-ter citato prevede l'estensione dell'indennizzo in favore dei soggetti affetti da sindrome da talidomide ai nati negli anni 1958 e 1966, nonché ai soggetti nati al di fuori di questo arco temporale che presentino malformazioni compatibili con la sindrome citata, in presenza di nesso causale tra l'assunzione del farmaco talidomide e le lesioni o l'infermità da cui è derivata una menomazione permanente nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e della micromelia;

   in quest'ultimo caso, come precisato dal Sottosegretario Davide Faraone rispondendo ad interrogazione a risposta immediata in Commissione n. 5-10612 presentata dalla prima firmataria del presente atto ai fini dell'accertamento dell'indennizzo, le sezioni congiunte II e V del Consiglio superiore di sanità hanno reso, in data 17 gennaio 2017, parere allo scopo di apportare le necessarie modifiche al regolamento di cui al decreto ministeriale n. 163/2009;

   in data 4 ottobre 2016 il signor M. C., nato nel 1958 e residente in provincia di Rieti ha presentato richiesta di indennizzo per danni da sindrome da talidomide ai sensi della normativa vigente. In data 31 marzo 2017, il Ministero della salute, accertata la regolarità della certificazione inviata, ha trasmesso la documentazione al dipartimento militare di medicina legale di Roma per gli adempimenti di competenza della Commissione medica ospedaliera. Oltre alla documentazione citata, il richiedente inviava al Ministero della salute e consegnava in originale alla Commissione medica ospedaliera, cartelle cliniche attestanti che la malformazione da cui è affetto, focomelia, non è presente nella prole, secondo le indicazioni della circolare del Ministero della difesa n. 0541 del 24 settembre 2010;

   la Commissione medica ospedaliera, per quanto di competenza, esprimeva il proprio giudizio, oltre che sulla base della normativa vigente, anche in base alla circolare del Ministero della difesa citata;

   in data 26 settembre, il Ministero della salute ha chiesto alla Commissione medica ospedaliera di rivedere il giudizio medico legale espresso in quanto non rispondente al parere reso dal Consiglio superiore di sanità — sezioni congiunte II e V — nella seduta del 17 gennaio 2017;

   tale procedura tuttavia, come sopra citato e come affermato dal Sottosegretario Faraone, riguarderebbe esclusivamente la definizione dei criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai fini dell'accertamento del diritto all'indennizzo, per i soggetti nati al di fuori dell'arco temporale 1958-1966. In caso contrario, si desumerebbe richiamo a nuova visita per tutti i soggetti nati tra il 1959 e 1965 e già visitati dal 2009 in base alle norme e circolari più volte citate, e le cui pratiche di rimborso sono state definite da anni –:

   di quali notizie disponga il Ministro interrogato in merito ai fatti esposti in premessa e se non ritenga opportuno chiarire il perimetro di applicazione del parere reso dal Consiglio superiore di sanità, anche al fine di una positiva definizione della vicenda descritta.
(5-12419)