• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18141 (4-18141)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18141presentato daSEGONI Samueletesto diGiovedì 12 ottobre 2017, seduta n. 869

   SEGONI, ARTINI, BALDASSARRE, BECHIS e TURCO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   da fonti stampa (Repubblica del 6 ottobre 2017) si apprende che la Rete ferroviaria italiana o Rfi società delle Ferrovie dello Stato italiane che gestisce l'infrastruttura e il traffico dei treni) ha inviato una circolare interna alle sale operative dell'azienda che ha come obiettivo quello di «migliorare gli indici di puntualità dei treni a mercato», cioè quelli dell'Alta Velocità, sia Frecce che Italo, riducendo la soglia di ritardo massimo previsto da 15 minuti a 5 minuti. Le nuove regole, da applicare nei casi di conflitti fra più treni durante la circolazione sulla linea Alta Velocità, renderebbe in pratica il ricorso all’«inchino» (la prassi dei treni regionali, così coniata dai pendolari, a sostare e ritardare per dare la precedenza ai treni superveloci per l'ingresso alla linea Alta Velocità) una consuetudine «ufficiale»;

   la sperimentazione è iniziata il 1o ottobre 2017 sui binari della direttissima Firenze-Roma: infatti, Maurizio Da Re, portavoce del comitato dei pendolari Valdarno Direttissima, ha affermato che «proprio nei giorni scorsi abbiamo notato che gli inchini e le deviazioni in lenta e i ritardi erano diventati più frequenti rispetto al passato»;

   una scelta strategica, come quella predisposta dalla circolare, dimostra che Ferrovie privilegia l'Alta Velocità totalmente a scapito dei treni regionali, continuando a perseguire secondo gli interroganti la logica di passeggeri di serie A e di serie B;

   sono circa 70 mila i viaggiatori che si muovono nell'area fiorentina, circa 30 i treni regionali veloci al giorno che viaggiano tra Firenze e il Valdarno, l'Aretino e la Valdichiana, fino a Roma o a Foligno, incontrandosi con i circa 300 treni dell'Alta Velocità, tra Frecce e Italo, che fanno la spola tra Roma e Milano. E quella degli «inchini» e delle deviazioni dei regionali sulla linea lenta via Pontassieve è una questione nota già da tempo. In Valdarno, nel dicembre 2015, è stato emblematico il caso del regionale Arezzo-Firenze, fermo a lungo dopo la stazione di Figline, al bivio di Valdarno Nord, per dare la precedenza a ben sette treni dell'Alta Velocità;

   con l'intesa del 2015 tra Rfi e regione Toscana, il gestore della rete si era impegnato «in tutti casi di conflitto fra i servizi regionali/interregionali e l'offerta della lunga percorrenza, in particolare, nelle fasce pendolari e nelle tratte a capacità limitata, quali Firenze Statuto/Firenze Campo di Marte e Firenze Campo di Marte/Firenze Rovezzano a dare priorità ai treni che rispettano la traccia oraria» –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative di competenza intenda assumere, per evitare disparità di trattamento tra i passeggeri dell'Alta Velocità ed i pendolari dei treni regionali e affinché Rfi riveda la sperimentazione in atto e le disposizioni della circolare interna inviata alle sale operative.
(4-18141)