• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08247 MORRA, PAGLINI, ENDRIZZI, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, PUGLIA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno - Premesso che secondo quanto risulta agli...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08247 presentata da NICOLA MORRA
giovedì 12 ottobre 2017, seduta n.898

MORRA, PAGLINI, ENDRIZZI, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, PUGLIA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno - Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti:

l'area in cui è ubicata la villa di un noto esponente del Partito democratico, in località Torretta dei Galli, a Subiaco, coordinate decimali 41.934848 N 13.077274 E, viene identificata dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) come "Paesaggio Naturale". Il suddetto PTPR, in relazione all'area classificata "Paesaggio Naturale", all'art. 21, comma 1, stabilisce che: "Il paesaggio naturale è costituito dalle porzioni di territorio caratterizzate dal maggiore valore di naturalità per la presenza dei beni di interesse naturalistico nonché di specificità geomorfologiche e vegetazionali anche se interessati dal modo d'uso agricolo. Tale paesaggio comprende principalmente le aree nelle quali i beni conservano il carattere naturale o semi naturale in condizione di sostanziale integrità";

in merito alla tutela di tale area, l'art. 21, comma 2, tabella B, punto 3, chiarisce che trattasi di "Uso Residenziale". Inoltre, la stessa tabella B precisa: "3.1) Recupero manufatti esistenti ed ampliamenti inferiori al 20% - Consentito il recupero di manufatti esistenti nel rispetto delle tipologie tradizionali. Non sono consentiti aumenti di volume né di superfici esterne coperte e/o pavimentate.3.2) Costruzione di manufatti fuori terra o interrati (art. 3 DPR 380/01 comma 1 lettera e.1) compresi interventi di demolizione e ricostruzione non rientranti nella lettera d del DPR 380/01 - Non consentita. 3.3) Installazione di fabbricati leggeri anche prefabbricati e strutture di qualsiasi genere che non siano diretti a soddisfare esigenze temporanee (art. 3 lett. e. 5 DPR 380/01) - Non compatibile";

considerato che:

secondo quanto riportato nell'articolo di Lorenzo Di Pietro e pubblicato da "il Fatto Quotidiano" il 4 giugno 2016 "Nel 2002 (...) acquista un terreno a Subiaco, in provincia di Roma, più precisamente in località Torretta dei Galli. Parliamo di un terreno in area boschiva nel cuore dei monti Simbruini, dove insistono più vincoli, tra i quali, secondo il Piano territoriale paesistico della Regione Lazio, quello di "Paesaggio naturale". A quel tempo, secondo il Catasto, sul terreno c'era solo un piccolo casale rurale di 6,5 vani, registrato come casa popolare. Nel luglio del 2006 il casale viene ristrutturato e i vani diventano 9, per 165 metri quadrati di superficie coperta. La categoria catastale non cambia. Spunta anche un secondo casale di 5 vani, accatastato come abitazione civile. E dai 6,5 di iniziali sono in tutto 14";

l'articolo evidenzia che l'ufficio tecnico del Comune di Subiaco avrebbe affermato che "L'aumento di cubatura è stato fatto grazie al piano casa della Regione Lazio". Tuttavia, risulta agli interroganti, tale ampliamento avrebbe dovuto essere massimo un quinto della superficie già presente del casolare presente; la superficie iniziale, dopo l'ampliamento del 2006, è pari a circa 165 metri quadrati, pertanto l'ampliamento massimo consentito dal piano casa della Regione Lazio, avrebbe dovuto essere di circa 33 metri quadrati, invece, dalle prime stime, risulterebbe che i lavori di ampliamento abbiano raggiunto i 500 metri quadrati;

l'ufficio tecnico, inoltre, come riportato nel suddetto articolo avrebbe dichiarato che ""Non è possibile che sia così grande" (...) E la piscina? "È pertinenziale". Il tecnico comunale cita l'articolo 21 del piano regolatore comunale. Che però regola la questione limitatamente alle attività agricole";

risulta agli interroganti che i lavori di ampliamento, stando al cartello affisso in loco, sono iniziati il 21 luglio 2014 e prevedevano (secondo quanto riportato sul medesimo cartello) "lavori di costruzione di una piscina con demolizione e variata ricostruzione fabbr". A parere degli interroganti, pertanto, in netto contrasto con le norme di tutela esposte, previste dal PTPR del Lazio;

considerato infine che in data 14 giugno del 2016 è stata inoltrata una richiesta di accesso agli atti, tramite PEC, presso il Comune di Subiaco, indirizzata al sindaco Francesco Pelliccia, in cui venivano richiesti i seguenti atti: copia della licenza edilizia rilasciata dal Comune di Subiaco; copia di tutti i permessi inerenti alla edificabilità e ristrutturazione. Risulta agli interroganti, che non sia pervenuta alcuna risposta da parte dell'amministrazione alla richiesta di accesso agli atti in questione,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e, qualora essi corrispondano al vero, se intendano attivarsi, nei limiti delle proprie attribuzioni;

quali iniziative, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano intraprendere al fine di verificare se l'iter autorizzativo effettuato ed avallato dall'amministrazione competente sia coerente con le norme vigenti, accertare le risultanze della dichiarazione di fine lavori del suddetto cantiere e le eventuali difformità riscontrate dagli uffici preposti, nonché verificare se i permessi per l'ampliamento dell'immobile in questione siano compatibili con le norme a cui è sottoposta l'area su cui è ubicato.

(4-08247)