• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18200 (4-18200)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18200presentato daVARGIU Pierpaolotesto diMercoledì 18 ottobre 2017, seduta n. 873

   VARGIU e MATARRESE. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   i decreti legislativi nn. 155 e 156 del 7 settembre 2012 hanno disegnato la riforma delle circoscrizioni territoriali degli uffici giudiziari, che rivisita l'organizzazione dei tribunali e delle procure della Repubblica (decreto legislativo n. 155) e degli uffici del giudice di pace (decreto legislativo n. 156), definita con l'obiettivo di ridurre le spese e migliorare l'efficienza del sistema giudiziario italiano;

   tale riforma è andata a regime il 13 settembre 2013, manifestando immediatamente alcune criticità, che sono state successivamente in parte corrette tramite il decreto legislativo n. 14 del 19 febbraio 2014;

   è oggi in corso nel mondo della giustizia il dibattito sulla soppressione dei tribunali dei minori (le cui funzioni verrebbero prese in carico da sezioni specializzate dei tribunali ordinari) in ossequio ad un'idea di accentramento delle attività;

   l'azione di centralizzazione delle funzioni giudiziarie, che obbedirebbe ancora una volta ad esigenze di risparmio e di razionalizzazione, è stata fortemente contestata dalle professioni forensi che, oltre a segnalare il forte disagio degli operatori, denunciano il rischio dell'ulteriore ingorgo delle sedi giudiziarie maggiori, già oggi in forte sofferenza per le importanti carenze di organico e la grande mole di lavoro;

   lo smantellamento dei tribunali cosiddetti minori ha poi significative ricadute negative sul complessivo «sistema della legalità», perché riduce la percezione della presenza dei presidi di giustizia sul territorio e desertifica le funzioni a sostegno della cultura della legalità;

   il potenziale danno alla rete di garanzia e tutela territoriale della legalità e della efficienza degli strumenti di giustizia appare ancora più drammatico in regioni, come la Sardegna, con grande estensione territoriale e forte rarefazione della densità della popolazione che, anche per effetto della condizione di insularità, hanno la necessità di garantire piena autosufficienza alla propria amministrazione di giustizia;

   in Sardegna, l'efficienza della attuale rete dei tribunali e il decentramento delle attività giudiziarie obbediscono alla necessità di rendere capillare la presenza della giustizia nei territori, garantendo i presidi della legalità indispensabili per dare certezza del diritto anche nelle zone geografiche marginali e contribuendo a dare visibilità e sostanza alla presenza dello Stato;

   l'esigenza di un approccio differenziato al riordino delle funzioni giudiziarie in Sardegna appare dunque ampiamente giustificata dalle condizioni di svantaggio legate all'insularità e appesantite dalla demografia e dall'orografia sarda, che creano una vera e propria emergenza che rende assai più che altrove indispensabile la buona amministrazione della giustizia e la testimonianza della presenza dello Stato –:

   alla luce delle peculiarità della situazione insulare della Sardegna e dei suoi svantaggi strutturali demografici e orografici, se non intenda assumere iniziative volte a definire un approccio differenziato agli interventi attuativi di riordino delle competenze giudiziarie nei tribunali della Sardegna;

   quali specifiche iniziative di riequilibrio intenda pone in essere per garantire la rete delle funzioni di giustizia in Sardegna, compensando gli svantaggi legati all'insularità, alla forte dispersione della popolazione e agli eccezionali disagi delle reti di trasporto locale.
(4-18200)