• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12492 (5-12492)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12492presentato daVALLASCAS Andreatesto diMercoledì 18 ottobre 2017, seduta n. 873

   VALLASCAS. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   la regione Sardegna, in base al piano energetico e ambientale relativo al «patto per la Sardegna – metano ed energia», avrebbe avviato il processo di metanizzazione dell'isola con un investimento stimato pari a 1,5 miliardi di euro;

   sarebbero previste numerose opere (dorsali, bacini rigassificatori e depositi costieri di stoccaggio del Gnl);

   oltre ad essere invasivo per l'ambiente, l'impianto sarebbe ad alto rischio di incidente rilevante (sanitario, antropico, ambientale, idrogeologico, archeologico, industriale e di incendi boschivi) e fonte di potenziali danni;

   nonostante i citati rischi, non ci sarebbero sufficienti informazioni in merito al progetto, così come non risulterebbero quantificati i costi ambientali e sanitari;

   la realizzazione dell'infrastruttura ha destato numerose perplessità sia perché il metano non è presente nell'isola (verrebbe trasportato con navi metaniere), sia perché essa risulterebbe anacronistica sotto molti aspetti;

   in primo luogo, l'opera risulterebbe inutile in un contesto in cui il fabbisogno energetico è crollato per il mutamento avuto dal tessuto produttivo che ha determinato la chiusura di industrie energivore;

   secondo Terna, nel 2016, la produzione netta sarebbe stata pari a 11.617,7 GWh e i consumi totali si sarebbero fermati a 8.295,0 GWh: nel complesso, negli ultimi anni, si sarebbe registrata una flessione della domanda di elettricità nell'isola (-28,5 per cento dei consumi finali, +22 per cento di produzione di energia elettrica da rinnovabili e -52 per cento dei consumi finali di prodotti petroliferi);

   l'opera sarebbe in antitesi con i programmi assunti dal Paese a livello internazionale per abbattere le emissioni nocive, contrastare i cambiamenti climatici e convertire il sistema energetico verso un maggiore ricorso alle fonti rinnovabili e una progressiva riduzione delle fonti fossili;

   è il caso di rilevare che il «pacchetto clima-energia» (Pacchetto 20-20-20) dell'Unione europea ha l'obiettivo di ridurre, entro il 2020, le emissioni di gas a effetto serra del 20 per cento e il consumo finale di energia del 20 per cento; contestualmente, esso punta ad aumentare il consumo di fonti rinnovabili del 20 per cento rispetto ai valori del 2005;

   l'Unione europea ha tra i suoi obiettivi quelli di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, di diversificare le fonti, di sostenere gli investimenti nella generazione, nelle reti e nell'efficienza energetica, di sostenere lo sviluppo e l'adozione di apparecchiature e reti intelligenti per consentire un uso flessibile e distribuito dell'energia, di conseguire il 30 per cento di miglioramento dell'efficienza entro il 2030;

   l'utilizzo di Gnl, ha anche se in misura sensibilmente inferiore rispetto agli altri combustibili fossili, causerebbe emissioni di gas serra e altri inquinanti atmosferici, oltre a porre il sistema energetico della Sardegna in una situazione di pericolosa dipendenza nei confronti di terzi;

   la metanizzazione sarebbe in controtendenza rispetto al processo di elettrificazione dei consumi domestici e del riscaldamento, soluzione che verrebbe auspicata anche nella Strategia energetica nazionale per l'innegabile efficacia che avrebbe nei processi di efficientamento energetico, di riduzione dei consumi e di abbattimento delle emissioni;

   sarebbero stati avviati due procedimenti di valutazione di impatto ambientale, relativi ai progetti «Sistema trasporto gas naturale Sardegna — sezione Centro-Sud» e «Metanizzazione Sardegna»;

   la valutazione di impatto ambientale non sarebbe comprensiva dell'intero progetto di rete metanifera ai sensi dell'articolo 24 del decreto legislativo n. 155 del 2006 e successive modificazioni e integrazioni e dell'articolo 6 della deliberazione della giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, All. A –:

   se il Governo non ritenga opportuno, assumere iniziative per quanto di competenza, per evitare la realizzazione di un'opera che risulterebbe costosa sotto il profilo economico, ambientale e sanitario e sulla cui utilità persistono molteplici perplessità;

   se il Governo non ritenga opportuno attivare, per quanto di competenza, iniziative volte ad acquisire un quadro completo e aggiornato di dati e documenti sul progetto.
(5-12492)