• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.3/04058 SCALIA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che: l'articolo 1, comma 421, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità per il 2015) prevede la riduzione...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-04058 presentata da FRANCESCO SCALIA
martedì 17 ottobre 2017, seduta n.900

SCALIA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

l'articolo 1, comma 421, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità per il 2015) prevede la riduzione delle dotazioni di organico delle amministrazioni pubbliche;

l'articolo 2, al comma 1, del decreto-legge n. 101 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2013, prevede l'applicazione della disciplina del soprannumero anche alle Province, al comma 6 stabilisce che l'amministrazione pubblica datrice di lavoro deve procedere alla risoluzione unilaterale del contratto, quando il dipendente possegga i requisiti di cui all'articolo 2, comma 11, lettera a), del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012;

in ragione del suddetto articolo 2, comma 11, lettera a), le Province hanno collocato a riposo d'ufficio lavoratori che entro il termine temporale del 31 dicembre 2016, hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi per avere la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo i criteri e le condizioni antecedenti la riforma realizzata con il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012 (cosiddetta legge Fornero);

conseguentemente, ai fini della liquidazione del trattamento di fine rapporto, i numeri 1 e 2 del suddetto comma 11 stabiliscono una distinzione tra coloro che secondo la disciplina pre Fornero hanno maturato i requisiti pensionistici prima del 31 dicembre 2011 e coloro che invece li hanno maturati dopo tale data;

in buona sostanza, la normativa citata ha prodotto nei confronti dei lavoratori in forza nelle province italiane, collocati a riposo d'ufficio secondo l'articolo 2, comma 11, lettera a) punto 2, del decreto-legge n. 95 del 2012, una situazione per la quale il lasso di tempo tra collocamento a riposo e percezione del trattamento di fine servizio (TFS) si è enormemente dilatato, mettendo in discussione, pertanto, la natura stessa del TFS (che lo determina come strumento atto a consentire al lavoratore di superare le difficoltà economiche conseguenti alla cessazione del trattamento retributivo e garantire, così, un'esistenza libera e dignitosa a se stesso e alla propria famiglia) e fa sorgere perplessità circa la legittimità della scelta del legislatore di far decorrere il termine del pagamento del TFS non dal pensionamento effettivo, ma da quello teorico individuato in base ad una norma, la legge Fornero, non applicabile,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario intervenire sulla situazione rappresentata in premessa, prevedendo già nella legge di bilancio per il 2018 una misura finalizzata a modificare l'articolo 2, comma 11, lettera a) nn. 1 e 2, del decreto-legge n. 95 del 2012, per ridurre sensibilmente l'abnorme lasso di tempo tra collocamento a riposo e percezione del trattamento di fine servizio, che si è venuta a determinare a danno di numerosi lavoratori, ex dipendenti delle Province, collocati in pensione d'ufficio, o dimessisi sotto la comminatoria del collocamento a riposo d'ufficio.

(3-04058)