• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08257 D'AMBROSIO LETTIERI - Al Ministro della giustizia - Premesso che: i direttori amministrativi, profilo apicale dell'amministrazione giudiziaria, sono circa 1.500 rispetto ai complessivi...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08257 presentata da LUIGI D'AMBROSIO LETTIERI
martedì 17 ottobre 2017, seduta n.899

D'AMBROSIO LETTIERI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

i direttori amministrativi, profilo apicale dell'amministrazione giudiziaria, sono circa 1.500 rispetto ai complessivi 36.000 impiegati amministrativi dell'amministrazione medesima;

costoro sono stati assunti fra il 1986 e il 1996 con concorsi pubblici per l'ex VIII qualifica funzionale che prevedevano, tra i requisiti necessari, il diploma di laurea (vecchio ordinamento) in Giurisprudenza o equipollente;

le mansioni del profilo di direttore amministrativo (area terza - posizioni economiche F3-F7), riportate nel contratto collettivo nazionale integrativo del 29 ottobre 2010, sono: "Attività ad alto contenuto specialistico nell'ambito delle procedure amministrative e giudiziarie al fine della realizzazione delle linee di indirizzo e degli obiettivi dall'Ufficio definito dal dirigente (...) Direzione e/o coordinamento degli uffici di cancelleria o, nel loro ambito, di più reparti, quando la direzione dell'ufficio nel suo complesso sia affidata a professionalità appartenenti al ruolo dirigenziale; (...) funzioni vicarie del dirigente (...) compiti di studio e ricerca";

premesso, inoltre, che, con una circolare (prot. 103/1 (A)/1757/CD/DGPF-1), il Dipartimento dall'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi il 30 novembre 2010 ha specificato che i dipendenti al profilo citato devono svolgere "le mansioni di carattere squisitamente giudiziario attribuite in precedenza ai profili professionali di provenienza solo ove assolutamente indispensabile al fine di assicurare il regolare svolgimento dei servizi" e quindi il buon andamento degli uffici;

considerato che:

l'"Accordo su programmazione, rimodulazione profili professionali e azioni di riqualificazione e promozione professionale del personale dell'Amministrazione Giudiziaria", siglato il 26 aprile 2017 dal Ministro della giustizia e da 5 delle 7 sigle sindacali riconosciute, rimodula le mansioni del direttore amministrativo (denominato direttore) attribuendogli la "programmazione e il controllo" di unità organiche;

l'accordo, peraltro, all'articolo 6, lettera j), prevede che i funzionari giudiziari (ex VII qualifica funzionale) con almeno 7 anni di servizio possano accedere alla figura del direttore amministrativo anche in mancanza del titolo di studio richiesto dal concorso, ovvero il diploma di laurea magistrale;

tale accordo, eliminando la parola "direzione" dai contenuti professionali della figura del direttore modifica a ribasso le competenze dell'attuale direttore amministrativo, profilo già destinatario dell'abrogata area quadri attuata con l'art. 17-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001;

rilevato che:

l'accordo dovrebbe perseguire l'obiettivo di attuare una progressiva promozione e riqualificazione professionale del personale dell'amministrazione;

di fatto, invece, realizza uno slittamento verso l'alto di tutti i profili, fatta eccezione per il profilo di direttore amministrativo;

l'accordo, in realtà, diversamente dagli obiettivi preposti, da un lato amplia le competenze e le mansioni attribuite ai profili, dall'altro, sostanzialmente depotenzia le mansioni attribuite ai soli direttori (amministrativi) eliminando non solo le competenze di direzione di unità organiche ma anche la funzione di vicario del dirigente;

all'interno del profilo di direttore amministrativo confluirebbero, a seguito di selezione operata dal Ministero sulla base principalmente dell'anzianità, i funzionari giudiziari ai quali di fatto viene attribuita la stessa funzione di controllo e programmazione, realizzando così un unico profilo apicale senza prevedere per gli attuali direttori analogo vantaggio con la creazione di un profilo distinto che ripristini le sostanziali differenze esistenti all'atto dell'assunzione;

solo agli attuali direttori amministrativi è negata questa possibilità di progressione, atteso che sono stati reclutati con le regole del pubblico concorso per il profilo giuridico ex VIII livello e che non è previsto un profilo superiore;

le mansioni del direttore amministrativo riportate nel contratto collettivo nazionale integrativo del 2010 sono peculiari rispetto a quelle attribuite al personale con differenti qualifiche;

la commistione di norme di diritto pubblico per l'accesso dall'interno ai profili superiori e norme di diritto privato all'interno della stessa area come concepito dalla "riforma Madia" (di cui alla legge n. 124 del 2015) si risolve in un pregiudizio per gli profili apicali selezionati con pubblico concorso e anche per l'amministrazione che nega e rinuncia a specifiche professionalità;

occorrerebbe istituire, pertanto, un'area intermedia con connotazione di carattere pubblicistico fra i profili suddetti e la dirigenza in cui far confluire gli attuali direttori amministrativi assunti con concorso pubblico nell'amministrazione giudiziaria fra il 1986 e il 1996, o che almeno gli attuali direttori amministrativi siano inseriti nell'ambito dell'area dei professionisti prevista a livello di contrattazione di comparto;

preso atto che:

la riforma Madia ha introdotto le progressioni verticali di carriera attraverso un meccanismo di selezione che, secondo l'interrogante, non tiene nel dovuto conto il dettato dell'articolo 97 della Costituzione, secondo cui "ai pubblici uffici si accede mediante concorso" ovvero consente al datore di lavoro di promuovere il personale all'interno della stessa area professionale;

la riforma, inoltre, prevede per tutte le categorie di dipendenti giudiziari la possibilità di accedere con selezione interna all'area superiore anche in assenza del titolo di studio richiesto per l'accesso dall'esterno, ma solo sulla base dell'anzianità a dispetto del merito;

infine, che i direttori amministrativi, che svolgono un'importante attività di direzione e coordinamento che incide notevolmente sull'intera organizzazione giudiziaria, lamentano la mancata considerazione e valorizzazione delle loro professionalità e delle competenze acquisite,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga di dover intervenire con tempestività al fine di prevedere idonei strumenti ovvero modalità che consentano anche ai direttori amministrativi la possibilità di progredire giuridicamente ed economicamente nella carriera lavorativa al pari degli altri dipendenti dell'amministrazione giudiziaria.

(4-08257)