• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/03317 (3-03317)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-03317presentato daGIAMMANCO Gabriellatesto diGiovedì 19 ottobre 2017, seduta n. 874

   GIAMMANCO e MINARDO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il 2 febbraio 2017 il Governo ha siglato un memorandum di intesa col Governo di unità nazionale libico (per fermare l'arrivo dei migranti in Europa ) che, nel corso dei primi 6 mesi del 2017, ha prodotto una drastica riduzione del flusso migratorio dalla Libia verso l'Italia;

   dopo la stretta della direttrice Libia-Lampedusa sono cambiati i percorsi e le modalità per entrare in Europa e sono state «riattivate» rotte oramai in disuso per sbarcare sulle coste italiane, dove è più semplice aggirare la sorveglianza dei mezzi di pattuglia nel Mediterraneo;

   come accadeva qualche anno fa, i migranti approdano dalla Tunisia (e anche dall'Algeria) direttamente sulle coste siciliane ed i vecchi traghettatori tunisini hanno ripreso a fare affari con questi «sbarchi fantasma»;

   nel 2016 dalla Tunisia fino ad ottobre erano giunti meno di 600 migranti; oggi si è già ad oltre 2.700 arrivi e gli sbarchi da questa rotta non accennano a fermarsi;

   ogni giorno si registrano nuovi approdi di migranti: 52 sono arrivati il 25 settembre e poi a seguire 283, 444, 873, 218, 171, 316, 117; 185 martedì 3 ottobre;

   ai viaggi di piccole imbarcazioni da Sfax e Kerkenna (Tunisia) si aggiungono quelli provenienti dall'Algeria: circa 1.500 persone giunte nel 2017, il doppio rispetto a tutto il 2016;

   chi arriva dalla rotta Tunisia-Sicilia non ha diritto a chiedere la protezione internazionale e sarebbe destinato all'espulsione immediata, se identificato. Per questo la strategia di queste piccole barche è quella di lasciare i migranti ad alcuni metri dalla riva e dileguarsi in fretta, mentre i clandestini raggiungono la stazione ferroviaria di Agrigento, diretti verso il nord;

   è forte la preoccupazione dei sindaci delle coste meridionali della Sicilia: dall'agrigentino al ragusano, fino a Lampedusa, l'allarme è alto. In particolare, Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo, ha espresso le proprie preoccupazioni in una lettera inviata nei giorni scorsi al Ministro interrogato, nella quale è evidente il timore che, dietro agli arrivi recenti, potrebbero nascondersi delinquenti o soggetti appartenenti a cellule jihadiste –:

   quali urgenti iniziative intenda adottare il Ministro interrogato per porre fine al flusso migratorio incontrollato che, in particolare dalla Tunisia, arriva sulle coste siciliane e crea allarme sociale tra i cittadini, in una zona che, tra l'altro, costituisce meta turistica di assoluto rilievo per l'economia della regione.
(3-03317)