• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/12500 (5-12500)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12500presentato daRIZZETTO Waltertesto diGiovedì 19 ottobre 2017, seduta n. 874

   RIZZETTO. — Al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:

   i metodi di reclutamento dei dirigenti pubblici sono di frequente contestati perché illegittimi e cassati da sentenze della magistratura amministrativa. Ciò avviene nei centri più strategici dell'amministrazione, come l'Agenzia delle entrate e perfino l'Autorità nazionale anticorruzione (articolo Panorama del 7 novembre 2016: «Sarebbero “idonei” ma vengono superati dai colleghi promossi senza concorso: i casi dell'Agenzia delle entrate e dell'Autorità Anticorruzione»);

   a causa di tale grave anomalia del sistema, oltre al danno erariale che consegue, i primi danneggiati sono tutti i funzionari pubblici che hanno ottenuto l'idoneità al ruolo di dirigenti, avendo superato un concorso pubblico: preselezioni, due prove scritte, una prova orale e l'inserimento in una graduatoria finale. Tuttavia, gli idonei di concorso non riescono ad avere alcun incarico dirigenziale, poiché vengono reclutate al loro posto altre persone con procedure discrezionali, di conseguenza, nel tempo, gli stessi perdono anche il «titolo» di idonei quando la validità della graduatoria arriva a scadenza;

   detta ingiustizia è resa possibile anche attraverso l'applicazione distorta dell'articolo 19, comma 6, della legge n. 165 del 2001. Si tratta di una norma scritta negli anni ’90, il cui stesso promotore, il Ministro della funzione pubblica pro tempore Franco Bassanini, ne ha successivamente contestato la distorta applicazione. Sul punto, si fa presente che la ratio della stessa era quella di consentire che fossero assegnati incarichi dirigenziali, in virtù del possesso, da parte dei soggetti prescelti, di accertati requisiti di professionalità tali da poter essere paragonati ed equiparati a quelli che si richiedono per un dirigente di ruolo. Invece, di fatto, tale norma viene utilizzata esclusivamente per conferire discrezionalmente un incarico dirigenziale, a prescindere dal possesso dei requisiti richiesti dal legislatore; infatti, nella prassi, si riscontra spesso l'attribuzione illegittima dell'incarico dirigenziale ad un funzionario di terza fascia, preventivamente messo in aspettativa, che non possiede le competenze necessarie per una progressione verticale che dovrebbe avvenire solo con una selezione pubblica;

   continuano ad essere coinvolte dalle procedure irregolari in questione le agenzie fiscali e, in particolare, l'Agenzia delle entrate, in dispregio alle censure della Corte costituzionale che, nel 2015, ha dichiarato la decadenza di 800 dirigenti nominati senza concorso. A titolo di esempio, tra le tante, appare palesemente illegittima sotto più profili normativi, la nomina del portavoce della ex direttrice Rossella Orlandi, uno degli 800 dirigenti retrocessi, messo in aspettativa come funzionario interno, poi assunto dall'esterno a tempo determinato al livello superiore. La persona in questione ha ottenuto l'incarico di portavoce, in assenza di un interpello e senza essere un giornalista professionista in violazione dell'articolo 7 della legge 7 luglio 2000, n. 150, e continua a svolgere tale ruolo, nonostante l'attuale direttore dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, abbia nominato un proprio portavoce. Pertanto, all'Agenzia delle entrate, attualmente, vengono retribuiti con fondi pubblici, ben due portavoce della direzione;

   le diffuse contestazioni e le molteplici sentenze della giustizia amministrativa sugli incarichi dirigenziali illegittimi, ad oggi, non hanno dato luogo ai dovuti provvedimenti delle autorità competenti, atti a far decadere dette nomine che violano i più elementari princìpi di buon andamento della pubblica amministrazione –:

   se il Governo intenda assumere iniziative, anche normative, affinché gli incarichi dirigenziali nella pubblica amministrazione siano conferiti solo a coloro che superano selezioni pubbliche e affinché sia garantito il regolare scorrimento della graduatoria degli idonei;

   se intenda assumere iniziative normative per abrogare l'articolo 19, comma 6, della legge n. 165 del 2001, ai sensi del quale è conferita una moltitudine di incarichi dirigenziali illegittimi, anche in danno degli idonei di concorsi pubblici per dirigenti.
(5-12500)