• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/01376 (7-01376) «Zanin, Oliverio, Amato, Cova, D'Incecco, Falcone, Mongiello, Pes, Prina, Romanini, Scanu, Venittelli, Verini».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-01376presentato daZANIN Giorgiotesto diVenerdì 20 ottobre 2017, seduta n. 875

   La XIII Commissione,

   premesso che:

    lo zafferano è una spezia ricavata dagli stimmi di una pianta bulbosa della famiglia delle iridacee (Crocus Sativus L.), il cui prezzo di vendita in alcuni supermercati è di 7/8 euro al grammo;

    il prodotto puro vale sul mercato da 20 a 35 euro al grammo in quanto per ottenerne 1 chilo occorrono più di 200 mila fiori e circa 600 ore di lavoro;

    per quanto attiene alla lavorazione, l'essiccazione dello zafferano deve essere effettuata tutti i giorni durante il periodo della raccolta, mentre, per quanto riguarda la fase del controllo, il manuale Haccp non prevede punti critici in nessuna fase della lavorazione;

    lo zafferano possiede molti punti di forza:

     come integrazione al reddito delle piccole e medie aziende agricole che operano in zone marginali;

     per la sua caratteristica coltivazione che prevede picchi di grande fabbisogno di manodopera concentrati in un breve periodo dell'anno, adatti ad aziende a conduzione familiare;

     per l'interesse che suscita nel mondo salutistico, soprattutto nelle aziende produttrici di integratori che, acquistando prodotto italiano, sono garantite dalla qualità e dalla tracciabilità delle produzioni nazionali;

     per il minimo o addirittura assente impatto ambientale (poca meccanizzazione, concime organico);

     per il suo alto fabbisogno di manodopera che restituisce all'agricoltura l'essenziale rapporto tra la terra e chi la coltiva;

     per le caratteristiche aromatiche, per il suo facile e universale utilizzo in cucina e, soprattutto, per i suoi effetti benefici a seguito di un consumo regolare;

    attualmente, i soggetti che non possono avviare un proprio laboratorio devono appoggiarsi a quelli esterni con spedizioni giornaliere che comportano un aggravio sia dal punto di vista logistico che economico; tale situazione potrebbe essere superata permettendo la lavorazione dello zafferano in ambienti domestici idonei, poiché l'essiccazione e il confezionamento di tale prodotto non comportano l'uso di particolari strumentazioni;

    a causa del suo elevato valore, lo zafferano è caratterizzato da un alto rischio di contraffazione, tanto che la Commissione europea ha stimato che, nell'ambito della contraffazione delle spezie, esso rientra tra i dieci prodotti alimentari più a rischio di frode;

    i metodi di contraffazione sono svariati e vanno dalla vendita di un prodotto scadente o mal conservato, all'aggiunta, nel caso del prodotto in polvere, di altre spezie macinate come la curcuma, la calendula o, addirittura, di sostanze sintetiche;

    in Italia negli ultimi 20 anni si è diffuso un sempre crescente interesse per la coltivazione dello zafferano che ha molteplici origini:

     il desiderio da parte di giovani e di adulti di iniziare un'esperienza in agricoltura, che spinge a rivolgersi verso colture particolari e alternative, coltivazioni naturali o biologiche, dalle spiccate caratteristiche salutistiche, o che necessitano di pochi investimenti; lo zafferano, coltivazione a bassissimo impatto ambientale, ben si presta a diventare la prima coltivazione per un'esperienza agricola;

     l'aggravarsi della crisi dell'agricoltura, che ha portato molte piccole e medie aziende a orientarsi verso la coltivazione e la commercializzazione di prodotti di nicchia e di alta qualità come lo zafferano che, in quanto buon integratore di reddito, in aggiunta ad altri prodotti tipici e tradizionali, si caratterizza per una coltivazione condensata in un breve periodo dell'anno, l'utilizzo di molta manodopera e l'attività effettuata al coperto. Tali caratteristiche, aggiungendosi alla bellezza, al fascino e al mistero che avvolgono il prodotto, ne accrescono il valore promozionale, costituendo un'ottima scelta produttiva per le piccole e medie aziende a carattere familiare;

     l'alto reddito per unità di superficie invoglia molti nuovi investitori nel mondo agricolo a provare questa coltivazione, che rientra, tra l'altro, sempre più spesso nella redazione di piani di sviluppo rurale, sia per il basso utilizzo di macchinari, sia per il limitato utilizzo di superficie e per l'elevato numero di giornate di lavoro annue/ettaro;

     l'interesse per la coltivazione è determinato anche dal fatto che lo zafferano è sempre più richiesto come spezia da utilizzare in cucina e per le sue caratteristiche salutistiche che lo rendono uno dei prodotti agricoli più studiati da università e industrie farmaceutiche per l'utilizzo in campo medico e negli integratori;

    la produzione nazionale arriva a soddisfare meno del 10 per cento del fabbisogno del mercato dello zafferano, che raggiunge un giro d'affari di diverse decine di milioni di euro; la maggior parte del prodotto, di provenienza estera (soprattutto Iran), che fino a pochi anni fa era importato in polvere quasi sempre tagliato e di pessima qualità, è commercializzata a un costo molto basso;

    nel contesto di mercato sopra descritto, visto l'alto fabbisogno di manodopera e il relativo costo, il prezzo dello zafferano italiano non potrà mai essere concorrenziale rispetto al prodotto importato; la differenza di prezzo favorisce la speculazione e sempre più materiale di produzione estera viene venduto come italiano;

    inoltre, una cattiva, distorta o assente informazione riguardo ai presunti facili guadagni connessi alla produzione dello zafferano, stimola persone ingenue, mal consigliate o individui interessati solo alla possibilità di fare business a intraprendere questa attività sulla base dell'improvvisazione, del mancato rispetto delle regole (Haccp e altro) e di una scorretta concorrenza;

    è necessario, pertanto, creare un quadro normativo in grado di affrontare i problemi del settore dovuti a un'importazione non sempre trasparente, né per prezzo né per qualità, caratterizzata da bassi costi connessi spesso allo sfruttamento del lavoro minorile e a un controllo di qualità inefficace;

    la dicitura «zafferano italiano» deve riferirsi esclusivamente al prodotto coltivato nel nostro Paese, così da evitare speculazioni, valorizzare il prodotto nazionale e offrire uno stimolo ai coltivatori, in particolare nelle aree marginali e alle aziende a conduzione familiare;

    sul piano della ricerca esistono alcuni progetti sulla qualità e sulla tracciabilità dello zafferano nazionale, e sugli effetti del suo utilizzo che, mancando, tuttavia, di coordinamento, non sono in grado di offrire risposte di sistema in assenza di un costante monitoraggio e di una raccolta dati sulle tecniche di coltivazione;

    per quanto riguarda il campo medico e le aziende produttrici di integratori alimentari è fondamentale garantire la trasparenza del mercato e promuovere l'utilizzo dello zafferano nazionale nei centri ospedalieri che lo utilizzano per la terapia di importati malattie degenerative, come la retinite, l'Alzheimer e altre;

    sono, per conseguenza, necessarie linee guida sulla coltivazione, sulla qualità, sulla tracciabilità e sulle caratteristiche qualitative dello zafferano italiano, che deve essere sottratto a un mercato opaco e deve essere riconosciuto nel contesto dei prodotti tipici italiani,

impegna il Governo:

   a promuovere ogni iniziativa di competenza volta a sostenere la produzione e la commercializzazione dello zafferano nazionale prevedendone l'obbligo di indicazione di origine;

   ad assumere iniziative per la semplificazione delle disposizioni relative alle fasi di essiccazione e lavorazione dello zafferano, al fine di renderne possibile la lavorazione in contesti domestici idonei;

   a promuovere studi e ricerche in materia di qualità, tracciabilità e benefici dello zafferano italiano, prevedendo un adeguato monitoraggio dei dati del settore da parte di enti pubblici a ciò preposti.
(7-01376) «Zanin, Oliverio, Amato, Cova, D'Incecco, Falcone, Mongiello, Pes, Prina, Romanini, Scanu, Venittelli, Verini».