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Atto a cui si riferisce:
S.1/00856 premesso che: la dermatite atopica è una patologia cronica che colpisce la cute del viso e del corpo di neonati, bambini e adulti. Le manifestazioni più comuni riguardano lesioni cutanee...



Atto Senato

Mozione 1-00856 presentata da LUIGI D'AMBROSIO LETTIERI
martedì 24 ottobre 2017, seduta n.904

D'AMBROSIO LETTIERI, MANDELLI, ANITORI, BRUNI, DI MAGGIO, LIUZZI, PERRONE, TARQUINIO, ZIZZA - Il Senato,

premesso che:

la dermatite atopica è una patologia cronica che colpisce la cute del viso e del corpo di neonati, bambini e adulti. Le manifestazioni più comuni riguardano lesioni cutanee associate, spesso, ad altre co-morbilità importanti quali insonnia, stress e asma bronchiale;

le recenti acquisizioni scientifiche hanno evidenziato che la patologia non può essere classificata come una semplice patologia cutanea; essa deve essere considerata, invece, alla stessa stregua di una patologia ad impatto sistemico, in quanto coinvolge, oltre alla cute, altri e diversi organi;

il "difetto di barriera epidermica" o lesione cutanea, infatti, può essere considerato solo l'inizio di un percorso patologico o "marcia atopica" che può portare a forme di sensibilizzazione respiratoria quali asma e rinite allergica;

l'incidenza della dermatite atopica, negli ultimi 30 anni, è fortemente aumentata nel mondo occidentale, incluso il nostro Paese;

è inclusa fra le patologie più diffuse a carico della cute e, infatti, nei Paesi industrializzati, in genere, colpisce il 20 per cento dei bambini e il 3 per cento degli adulti; nel corso dell'adolescenza essa tende a scomparire spontaneamente nel 60 per cento dei soggetti colpiti, ma, in caso di persistenza della patologia, il 50 per cento dei pazienti può manifestare forme di recidive in età adulta;

considerato che:

gli studiosi ritengono che la dermatite atopica (patologia multifattoriale con una componente genetica) possa essere determinata sia da fattori immunologici sia da fattori non immunologici, identificati, i primi, in allergeni alimentari, inalanti o da contatto, e i secondi, in irritanti esterni, infezioni, disturbi neurovegetativi, disturbi del metabolismo lipidico, sudorazione e stress. In sintesi, i principali fattori della malattia sono: fattori genetici, clima e area geografica, genere ed età materna;

purtroppo, ad oggi, non ci sono studi epidemiologici accurati che possano definire con esattezza l'incidenza e la prevalenza della dermatite atopica nel nostro Paese ma essa, nelle sue forme di varia gravità, colpisce un numero significativo di persone, presumibilmente circa il 2-5 per cento della popolazione in età adulta. Una recente indagine sui centri di dermatologia italiani ha individuato circa 30.000 pazienti seguiti in Italia, di cui 7.000 affetti dalla forma grave della malattia;

le persone affette da dermatite atopica possono avere anche seri problemi di natura psicologico-relazionale causati sia da fattori legati alla sfera psico-emozionale (che possono scatenare e peggiorare la malattia), sia dagli stessi sintomi della malattia, per esempio prurito intenso, escoriazioni e forti arrossamenti della pelle (che possono condizionare la vita personale e le relazioni sociali), con conseguenti ricadute sulla qualità della vita medesima e quindi sulla sfera psicologica della persona;

molteplici sono le evidenze del pesante carico che la malattia rappresenta per i pazienti: per esempio, difficoltà a trovare un'occupazione o a mantenere il posto di lavoro, problemi di produttività lavorativa o assenteismo, infortuni sul lavoro, limitazioni sulla scelta dei percorsi di carriera o di studio, tutti con evidenti e notevoli costi sociali;

considerato, inoltre, che:

le terapie ad oggi in uso in Italia sono prevalentemente di natura topica e tendono a non interferire col meccanismo patogeno di base della malattia. Nei casi più complessi è possibile utilizzare terapie sistemiche di azione immunosoppressiva. Tuttavia, in molti casi di natura da moderata a grave, spesso, le terapie non sono adeguate;

negli Usa e in Francia è già disponibile una terapia (approvata dall'Ema) che, per la prima volta, è in grado di intervenire efficacemente in maniera sistemica e restituire, quindi, alle persone affette dalla patologia una vita normale;

preso atto che:

le società scientifiche dei medici dermatologi, circa 6 mesi addietro, hanno presentato congiuntamente all'Aifa la richiesta di utilizzo di detta terapia, secondo le indicazioni della legge n. 648 del 1996;

ad oggi Aifa non ha ancora fornito alcuna risposta;

la terapia, quindi, ad oggi, non ha ancora avuto il riconoscimento dell'Aifa,

impegna il Governo:

1) a porre in essere ogni iniziativa atta a favorire il riconoscimento, l'inquadramento e la presa in carico multidisciplinare del paziente affetto da dermatite atopica, al fine di contenere e ridurre l'impatto sociale ed economico che provoca detta patologia;

2) a porre in essere ogni iniziativa atta a garantire l'accesso immediato a tutte le opzioni terapeutiche disponibili innovative ed efficaci e a prevedere, congiuntamente, un adeguato stanziamento economico per abbattere i costi a carico del paziente e per favorire l'accesso ai farmaci;

3) a prevedere l'istituzione di un osservatorio sull'atopia preposto a raccogliere e analizzare i dati epidemiologici della malattia, le conseguenze sulla qualità di vita dei pazienti e i risvolti di natura economica;

4) ad istituire un tavolo tecnico per la promozione e l'avvio di nuove strategie di intervento precoce, in modo da definire i più appropriati percorsi di cura e le linee guida per una corretta diagnosi e gestione del paziente.

(1-00856)