• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12535 (5-12535)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12535presentato daRICCIATTI Laratesto diMercoledì 25 ottobre 2017, seduta n. 878

   RICCIATTI, EPIFANI, FERRARA, LAFORGIA, NICCHI, SCOTTO, MELILLA, PIRAS, QUARANTA, D'ATTORRE, SANNICANDRO, DURANTI, ZARATTI e FOLINO. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

   fonti giornalistiche rilevano che, dall'agosto 2016, molti beni culturali di proprietà ecclesiastica, anche di pregevole valore storico-artistico, recuperati a seguito del terremoto, giacciono ancora dentro imballaggi provvisori e nei magazzini delle diocesi terremotate non riparati da umidità e tarli;

   in una riunione tenuta ad Ancona prima dell'estate, proprio il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo si era impegnato a esportare tale modello di conservazione delle opere anche nei depositi delle diocesi più interessate dal terremoto, dove i beni culturali erano stati conservati con una soluzione d'emergenza e provvisoria. In particolare, nelle diocesi di Ascoli e Camerino, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo si era reso disponibile qualche mese fa, a proprie spese, a sistemare gli spazi interni e a distaccare nelle diocesi gruppi di tecnici ministeriali per mettere in sicurezza i beni culturali secondo il modello della Mole Vanvitelliana;

   tra i depositi diocesani che il Ministero in tal senso aveva individuato vi è il Palazzo vescovile di San Severino Marche, dove la diocesi di Camerino ha stoccato parte delle opere, tra cui una pala d'altare del Tiepolo salvata proprio a Camerino;

   la diocesi di Ascoli Piceno accoglie altre opere d'arte e, tra queste, una lunetta di Cola dell'Amatrice, conservata all'interno di un deposito, l'ex stabilimento Elettrocarbonium, un tempo adibito a spogliatoio degli operai;

   anche in questo caso, si è di fronte a luoghi umidi con distacchi di intonaco e presenza di muffe, con opere ammassate, non suddivise, ancora imballate che restano nella totale incuria, danneggiate da tarli ed umidità;

   l'adeguata conservazione delle opere d'arte sopravvissute al terremoto è straordinariamente necessaria, in quanto questi beni culturali rappresentano non soltanto il patrimonio artistico, storico e culturale delle aree colpite dal sisma, ma anche la memoria di tantissime persone che sperano nel ripristino di una bellezza purtroppo ferita –:

   quali iniziative, per quanto di competenza, il Ministro interrogato, alla luce dell'impegno assunto ad Ancona, intenda assumere al fine di garantire un'adeguata conservazione dei beni culturali richiamati, evitando che l'incuria e l'inadeguatezza dei luoghi di deposito delle diocesi possano disperdere e distruggere un pezzo della storia artistica nazionale.
(5-12535)