• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08326 DE PETRIS - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la Encon Srl è una società specializzata in servizi di...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08326 presentata da LOREDANA DE PETRIS
martedì 31 ottobre 2017, seduta n.907

DE PETRIS - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

la Encon Srl è una società specializzata in servizi di ingegneria ambientale operante nel settore dall'anno 2009, con sede a Sant' Antimo, il cui legale rappresentante è l'ingegner Raffale Cesaro, proprietario 50 per cento delle azioni;

la Encon, che risulta avere un unico dipendente, nel 2016 ha vinto l'appalto con la Provincia per l'installazione di distributori automatici d'acqua in costiera, le cosiddette casette dell'acqua;

tali casette dovrebbero essere 15, di cui 3 a Vico Equense (Moiano, ad Arola non funziona, a via Mirto non è stata installata), 3 a Meta, 3 a Piano, una a Sant'Agnello e Termini, altre 2 a Sorrento, le quali, come riportato da numerose segnalazioni, sembrano non avere mai funzionato;

per obbligo di capitolato, la Encon è tenuta fare analisi chimiche e microbiologiche "almeno trimestrali", al fine di verificare la salubrità dell'acqua erogata: essendo infatti privata del cloro, l'acqua può essere soggetta ad alterazioni biologiche;

in questi mesi la Encon ha incaricato per l'effettuazione delle analisi il centro diagnostico Roselli sas di Sperone. Tale centro risulta tuttavia avere utilizzato un campione di acqua prelevato direttamente dalla stessa Encon. Come si legge nel rapporto di prova, infatti alla voce: "campionamento effettuato da" la Roselli scrive: "a vs cura" (a vostra cura);

la Encon, quindi, il soggetto che dovrebbe essere monitorato dalla Roselli, è la stessa società che effettua i rilevamenti. Un procedimento che non tutela in alcun modo l'interesse pubblico, ovvero la salute dei cittadini, suscitando in tal senso forti dubbi e perplessità;

considerato che:

"il Fatto Quotidiano" ha riferito che la Roselli fu nel 2014 posta sotto l'attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, l'organo della Procura della Repubblica cui viene demandata la competenza sui procedimenti relativi ai reati pubblici;

in un Paese come il nostro, con serissimi problemi concernenti i sistemi di fognatura, acquedotti fatiscenti con dubbi potabilità dell'acqua, scuole vecchie, senza certificazioni antisismiche e prive dell'agibilità concessa da parte dei Vigili del fuoco, viene da chiedersi il motivo per il quale siano state appaltate 15 casette dell'acqua del rubinetto per una spesa di quasi 600.000 euro: si tratta infatti di acqua che i cittadini già bevono, e pagano, cui viene aggiunta anidride carbonica;

un ulteriore dato a suscitare perplessità è quello riguardante gli 88.000 euro destinati alla comunicazione. Una comunicazione che manca però del suo valore primario, quello di informare i cittadini: non risulta infatti una particolare premura nel segnalare che l'acqua delle casette, essendo priva di cloro, quando viene imbottigliata dovrebbe essere consumata entro 36-48 ore, altrimenti può diventare patogena. In più, per come sono costruite e spesso anche per dove sono state ubicate (qualcuna vicino ai raccoglitori di indumenti usati o altro), nessuno può garantire che il beccuccio non sia inquinato da mani, da animali, da agenti atmosferici;

risulta infine che circa il 30 per cento di queste casette non sia in funzione, oppure funzioni in modo inadeguato,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato;

se non intenda predisporre al riguardo una completa e attenta verifica, in particolar modo per ciò che concerne la salute dei cittadini.

(4-08326)