• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00567 il regolamento Dublino III (regolamento (UE) n. 604/2013; in precedenza Convenzione di Dublino) è un regolamento europeo che determina lo Stato membro dell'Unione europea competente ad...



Atto Camera

Interpellanza 2-00567presentato daGIGLI Gian Luigitesto diGiovedì 5 giugno 2014, seduta n. 240

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, il Ministro della giustizia, il Ministro degli affari esteri, per sapere – premesso che:
il regolamento Dublino III (regolamento (UE) n. 604/2013; in precedenza Convenzione di Dublino) è un regolamento europeo che determina lo Stato membro dell'Unione europea competente ad esaminare una domanda di asilo o riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra articolo 51);
il regolamento è la pietra angolare del sistema di Dublino, costituito dal regolamento Dublino III e dal regolamento Eurodac, che istituisce una banca dati a livello europeo delle impronte digitali per gli immigrati clandestini nell'Unione europea;
secondo il Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli (ECRE) e l'UNHCR, il sistema attuale non riesce però a fornire una protezione equa, efficiente ed efficace. È stato dimostrato, infatti, in diverse occasioni, sia da ECRE sia da UNHCR, che il regolamento impedisce i diritti legali e il benessere personale dei richiedenti asilo, compreso il diritto a un equo esame della loro domanda d'asilo e, ove riconosciuto, ad una protezione effettiva;
esso conduce, inoltre, ad una distribuzione ineguale delle richieste d'asilo tra gli Stati membri, con situazione di particolare onere per l'Italia, Paese che da solo si affaccia sul Mediterraneo con ben 7456 chilometri di coste e il cui suolo nazionale arriva a distare solo 113 chilometri dal continente africano;
dal primo agosto 2012 al 10 agosto 2013 sono state 24.277 le persone sbarcate sul suolo italiano, a cui debbono aggiungersi le migliaia di persone morte in mare durante la traversata, mentre sono state in totale circa 43.000 le persone che sono arrivate via mare nel 2013;
nei primi cinque mesi del 2014 si è registrato un numero di persone arrivate via mare in Italia pari a quello rilevato durante l'intero 2013;
con il pattugliamento navale iniziato il 18 ottobre 2013, l'operazione Mare Nostrum ha consentito di salvare circa 20.000 naufraghi sulle coste siciliane;
l'accoglienza e la sicurezza, la protezione e il pattugliamento che l'Italia ha garantito con un'iniziativa unilaterale attendono un rafforzamento da parte della Unione europea;
le operazioni di salvataggio e di accoglienza gravano infatti in modo sproporzionato sull'Italia, sia per quanto riguarda le risorse umane impegnate, sia per quanto riguarda le risorse economiche allocate;
i flussi migratori che arrivano sulle coste italiane sono costituiti sia da migranti economici che profughi politici;
negli ultimi mesi, come ha affermato il Ministro Alfano nella informativa svolta il 16 aprile 2014 presso la Camera, gli arrivi sul suolo italiano sono composti in gran parte da rifugiati, provenienti da Siria, Eritrea, sud Sudan, e da altri Paesi africani teatro di guerra o a forte instabilità politica;
peraltro, già il rapporto di Ferragosto 2013 del Ministero dell'interno informava che nel corso dell'anno precedente il Governo ha esaminato 11.068 richieste di protezione internazionale e, tra queste, ha concesso lo status di rifugiato in circa 1.600 casi, mentre altri tipi di tutela temporanea sono stati concessi a circa 5.500 persone;
moltissimi altri esuli sono fuggiti nella speranza di essere accolti da altri Paesi, ma, a causa del regolamento di Dublino, rischiano di essere riportati a forza in Italia;
servirebbe una maggiore solidarietà a livello europeo, tenuto conto anche del fatto che il flusso ininterrotto di profughi ha come destinazione finale non l'Italia ma altri Paesi europei;
il semestre a guida italiana sarà un'occasione per discutere questi temi;
anche il cosiddetto regolamento di Dublino II che aveva preceduto tale formulazione è stato significativamente criticato dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, in quanto non in grado di garantire i diritti dei rifugiati e si è pertanto pervenuti ad una sua revisione il cosiddetto Dublino III;
se non ritengano opportuno, in vista del semestre a presidenza italiana dell'Unione europea, e nelle more di una revisione delle norme del regolamento (CE) n. 604/2013 (cosiddetto Dublino III), sollecitare: a) un sistema di accoglienza umanitaria direttamente in Africa; b) la previsione di una missione europea dedicata ai soccorsi in mare effettuati dall'Europa; c) lo spostamento della sede di Frontex da Varsavia in Italia; d) la possibilità per i migranti di esercitare il diritto di asilo politico nel Paese europeo di loro scelta e non solamente nel Paese di sbarco e identificazione;
se non intendano richiedere presso la Commissione europea un ulteriore supporto – anche tramite maggiore assistenza finanziaria delle operazioni Frontex – nello sforzo messo in atto dall'Italia per far fronte all'ingente flusso di sbarchi ed evitare nuove vittime;
se, in assenza di risposte da parte degli altri Paesi dell'Unione europea, non intendano reagire anche rifiutando di fornire agli altri Stati membri dell'Unione europea qualunque informazione raccolta in sede di identificazione dei clandestini al momento dello sbarco sul territorio italiano.
(2-00567) «Gigli».